Italia. Bertinotti (SA): no alla legalizzazione delle droghe
"Non siamo per la legalizzazione, ma per la depenalizzazione delle droghe" e riteniamo che le droghe leggere vadano distinte da quelle pesanti "anche per evitare che i giovani finiscano sullo stesso mercato della droga". A sostenerlo, nel corso della trasmissione Viva voce, su Radio 24, e' Fausto Bertinotti, candidato premier per la Sinistra l'Arcobaleno. Secondo il presidente della Camera, "siccome abbiamo la massima attenzione nell'evitare che piu' gente possibile finisca in questi tunnel drammatici", bisogna considerare la dipendenza da sostanze stupefacenti "una gravissima malattia sociale". Pertanto, per Bertinotti occorre "intervenire sui grandi traffici di droga, cosa che la legge Fini-Giovanardi non ha fatto". "La nostra- osserva- e' una linea di riduzione del danno" ed e' per questo che "in altri paesi europei c'e' quella che con un termine orribile viene chiamata 'stanza del buco', in realta' si tratta di una sala di assistenza per chi non riesce a sottrarsi a questa piaga, e viene accompagnato affinche' non si faccia un male troppo grande". Insomma, sottolinea il leader della Sa, "un'idea sanitaria ed umana di un caso limite con dei luoghi" in cui prevalgano "l'assistenza, la professionalita' e la solidarieta' umana". 'Le parole di Bertinotti sulla droga tradiscono, e non è la prima volta, la confusione culturale e concettuale che ha guidato la sinistra negli ultimi trent'anni in tema di lotta alle tossicodipendenze'. E' l'opinione di Beatrice Lorenzin, candidata alla Camera del Pdl. 'Quando Bertinotti dice di essere a favore della depenalizzazione e non della legalizzazione e poi distingue l' uso di droghe leggere da quello di droghe pesanti, con la scusa di voler tenere lontani i giovani dal contatto con le droghe pesanti, mente sapendo di mentire. Infatti la depenalizzazione non evita lo spaccio, evita solo la punizione per il consumatore'. 'La questione vera è piú profonda la malattia sociale di cui parla giustamente Bertinotti è una malattia dell'anima, alimentata da chi non promuove la responsabilità tra i giovani. Parlare di differenziazione tra droghe leggere e pesanti significa deresponsabilizzare le persone su uso delle droghe leggere, farle passare come una cosa che tanto non fa male'. 'E' giunto il momento di cambiare prima di tutto il modello culturale del nostro paese e insegnare ai nostri giovani la cultura del merito e della responsabilità personale. Solo cosí potranno essere liberi'.
'Le parole di Bertinotti non sono confuse, e nemmeno il programma delle Sinistra Arcobaleno, che propone la depenalizazione delle condotte legate al consumo come elemento di partenza per una prospettiva non proibizionista'. Cosi' il responsabile politiche sociali del Prc, Francesco Piobbichi, replica a Lorenzin. 'La vera confusione su questo argomento la sta facendo il centro destra che, unico in Europa, considera una sostanza come la cannabis pericolosa come l'eroina. Se vogliamo cambiare il modello culturale del nostro paese, consiglio alla Lorenzin di impegnarsi da subito affinchè si interrompa nelle reti televisive la pubblicità delle bevande alcoliche, magari scrivendo al suo presidente di partito'.
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