Italia. Bologna. Caruso: sul Rave parade la citta' cerca lo scontro
La Street Rave Parade, la parata antiproibizionista a base di musica techno osteggiata dal sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ormai "è una questione politica e nazionale". Ne è convinto il leader dei no global napoletani e neodeputato di Rifondazione comunista, Francesco Caruso, oggi a Bologna insieme al vicepresidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, Daniele Farina, e al senatore dei Verdi, Mauro Bulgarelli, per incontrare la Prefettura e sostenere la proposta di un rave 'soft' (un solo camion in Piazza Maggiore e musica solo oltre le mura) il primo luglio per le strade di Bologna."Sono profondamente allibito da ciò che succede a Bologna -spiega Caruso- siamo allo scontro fomentato dalle istituzioni". "Si sta negando il diritto elementare di fare una manifestazione contro la legge Fini-Giovanardi sulle droghe la Street Rave Parade si sta trasformando in una manifestazione per il diritto alla parola".
"Non si capisce perché la Prefettura dovrebbe negare la piazza a un'iniziativa politica -gli fa eco Farina- oggi ribadiremo che un divieto è inaccettabile: si tratta di una manifestazione politica e nazionale". Anche secondo Bulgarelli "vietare un'iniziativa politica come la Street Rave Parade sarebbe estremamente grave". "Mi chiedo -scherza il senatore verde- quale film o quali sostanze stupefacenti abbiano assunto i miei coetanei che regolano la città".
Nel pomeriggio l'incontro tra i parlamentari e la Prefettura per trovare un accordo. E se il centro della città restasse off limits? "Se mi viene impedito di parlare in piazza senza validi motivi -sbotta Farina- credo che prenderò un megafono e lo dirò ai cittadini di Bologna, e penso che gli altri faranno lo stesso". A sostenere la parata organizzata dai centri sociali, infine, anche il leader movimentista e consigliere comunale indipendente del Prc, Valerio Monteventi. "La Street Rave Parade quest'anno sarà molto più politica degli anni scorsi -ribadisce Monteventi- il diniego di Piazza Maggirore è grave, ha un sapore politico: non ci sono condizioni per impedirla, né ragioni di ordine pubblico o di impatto sulla città".
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