Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Botta e risposta sulle comunita' di recupero "sponsorizzate" dal Governo

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Duro attacco al Governo e alla sua "sponsorizzazione di alcune comunita' vicine ideologicamente, in difficolta' economiche e di "utenti"" e' arrivato dalle colonne del Corriere della Sera di oggi a firma don Vinicio Albanesi, presidente del Cnca (Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza). "Non e' serio lo stile improvvisato e in ordine sparso (sulla droga hanno parlato a ruota libera negli ultimi due mesi, almeno sette ministri) di affrontare un problema drammatico, quale quello della droga" senza spiegare in realta' quali politiche portare avanti e quali privilegiare. L'ordine sparso in cui si e' mosso il Governo viene cosi' descritto: "rivediamo il carcere; l'esperienza svizzera sull'eroina controllata e' interessante" e ancora "le strutture statali dedite alla tossicodipendenza (leggi Sert) sono da distruggere, tant'e' che creano il nuovo Dipartimento nazionale antidroga; sulle altre comunita' che accolgono il 90 per cento di tossicodipendenti silenzio ostile".
Don Albanesi riferendosi all'evento mediatico di San Patrignano parla di "cinque ministri e mezzo" e nel merito gli risponde il sottosegretario al ministero del Welfare, Grazia Sestini: "da mezzo ministro, come vengo indicata, sono effettivamente andata a San Patrignano". Cosi' come tiene a specificare e' andata in molte altre comunita' in Italia, tranne che da don Albanesi, da cui attende ancora di "essere invitata". L'on. Sestini tiene poi a precisare che il Governo non vuole distruggere i Sert, ma solo creare una vera concorrenza tra pubblico e privato-sociale: scopo finale e unico e' quello di far uscire i ragazzi dalla droga. "La nostra e' una politica improntata sulla liberta' di scelta individuale dei percorsi educativi e alla valorizzazione, non sponsorizzazione, di tutte le esperienze che in questi anni sono nate nella lotta contro la droga, purche' vogliano veramente lottare contro la droga e non appiattirsi in una comoda riduzione del danno". Sulle affermazioni del ministro della Salute, Girolamo Sirchia riguardo l'esperienza svizzera, il sottosegretario Sestini ammette di "non essere pienamente d'accordo", mentre difende il Dipartimento Nazionale Antidroga che "altro non e' che un organo di coordinamento delle politiche di indirizzo, impegnato soprattutto a rivedere ed armonizzare la normativa statale e a collaborare con le direzioni generali dei vari ministeri".
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