Italia. Busto Arsizio: non e' reato la marijuana "disintossicante"
Detenere e consumare marijuana puo' non essere reato se fatto, per cosi' dire, a fini preventivi-curativi, ovvero per evitare di ricadere nell'eroina.Per questo motivo un giudice delle udienze preliminari di Busto Arsizio (Varese) ha accolto la richiesta formulata dall'avvocato Gianfranco Palumbo, il difensore di R.C., un ex tossicodipendente da eroina, affetto da epatite cronica, contratta proprio a causa del consumo di stupefacenti.
Il giovane, che era stato trovato in possesso di marijuana, ha ammesso di consumare tale droga precisando, pero', di farlo per affrancarsi dalla dipendenza da eroina e per curare la perdita di appetito che era derivata dall'epatite cronica.
Il Gup, quindi, ha escluso che la sostanza detenuta fosse a fini di spaccio, e ha respinto l'accusa di rinvio a giudizio, disponendo l'assoluzione come chiesto dalla difesa.
"Piuttosto che rischiare la morte ricadendo nell'uso di eroina -ha detto l'imputato davanti al giudice- preferisco rischiare di dovermi confrontare ogni volta con la giustizia, nel far valere i miei diritti di consumatore".
Secondo Giovanni Serpelloni, direttore dell'osservatorio regionale sulle tossicodipendenze della Regione Veneto, si e' trattato di una "brillante strategia difensiva", e di un episodio "giuridicamente folkloristico' piuttosto che scientificamente fondato".
. "Non e' un tribunale -ha detto- che puo' decretare l'efficacia a fini terapeutici della marijuana ma possono farlo solo la ricerca scientifica e la sperimentazione clinica. La sostanza a base di tetraidrocannabinolo (thc) molecola presente nella marijuana, e' dimostrato che distrugga il codice genetico delle cellule nervose dell'uomo dell'ipotalamo, zona del nostro cervello dove si concentrano, tra l'altro, memoria ed emozioni: attenzione quindi a generalizzare la sentenza di Busto Arsizio; la cannabis non fa bene, se pur, come ammette l'ex tossicodipendente, fa aumentare il senso di appetito".
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