Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Calabria: rapporto Eurispes su sostanze e consumi

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Secondo un rapporto Eurispes, durante il corso del 2001 e' continuata l'attività di contrasto al mercato della droga da parte delle Forze di Polizia in Calabria, facendo registrare in totale 735 operazioni antidroga nella regione. E' nella provincia di Cosenza che si registra il numero piu' elevato di operazioni antidroga effettuate dalle forze di Polizia: 326 operazioni pari al 44,4% del totale regionale.
Rispetto al numero dei decessi per abuso di sostanze stupefacenti e psicotrope, nella serie storica decennale considerata, 1993-2002, il 1996 insieme al biennio 2000-2001, rappresentano gli anni in cui, in Calabria, si sono verificati i maggior numeri di decessi, rispettivamente 25, 23 e 21; il 1993 e il 1994, al contrario gli anni in cui le morti per abuso di stupefacenti ammontano a poche unita' (rispettivamente 6 e 5).
E' doveroso comunque affermare che, nel periodo considerato, purtroppo si e' verificata una crescita del fenomeno. Fa ben sperare il dato relativo al 2002, anno in cui la Calabria si pone al quinto posto nella graduatoria nazionale con il minor numero di decessi per abuso di sostanze stupefacenti: 57,1% i decessi rispetto al 2001.
Per il periodo che va dal 1997 al 2001, il Dipartimento per gli Affari Sociali ha erogato finanziamenti alla Calabria, a carico del Fondo nazionale d'intervento per la lotta alla droga, per un ammontare complessivo di euro 12.812.397,03 pari al 3,1% del totale nazionale.
In quali luoghi e momenti di aggregazione sociale e' maggiormente diffuso il consumo di stupefacenti secondo i giovani della provincia di Cosenza? Piu' di ogni altro, la discoteca e' considerato il luogo in cui si fa ampiamente uso di droghe; sono di questa opinione ben il 40,2% dei ragazzi e il 47,6% delle ragazze.
Complessivamente, e' la famiglia ad essere chiamata in causa con maggiore insistenza: un giovane su cinque (21,2%) sostiene che, di fronte all'insorgere di problemi connessi all'uso o all'abuso di droga, vadano imputate delle colpe soprattutto all'ambiente familiare. A seguire, la frequentazione di compagnie inadeguate, la cui influenza genera comportamenti devianti (14%). La noia e l'insoddisfazione (12,7%), al pari della curiosita', la voglia di esperienze o la ricerca di emozioni 'diverse' (12,5%), sono comunque molto rilevanti, al contrario della non conoscenza dei rischi che e' indicata solo da una ristretta minoranza del campione (1,5%).
All'analisi della conoscenza 'indiretta' del fenomeno si e' accompagnata la misurazione delle esperienze 'dirette' dei giovani rispetto al consumo di droghe. E' stato chiesto loro, in primo luogo, se avessero mai fatto uso di sostanze stupefacenti e con quale frequenza. Anche se con frequenze differenti, tra i giovani intervistati si riscontrano percentuali di soggetti che hanno sperimentato 'almeno una volta' ed 'alcune volte' l'intera gamma delle sostanze considerate. Il 58,4% dei giovani ha dichiarato di aver provato lo spinello.
L'Eurispes ha ascoltato le giovani generazioni sul tema della legalizzazione delle droghe leggere per capire le loro opinioni e il loro pensiero in merito. La maggior parte dei giovani (50,5%) disapprova l'istituzione del consumo legale delle sostanze, anche se quasi un terzo (il 31,3%) si dimostra pienamente d'accordo; un significativo 18,2% non si pronuncia o dichiara di non essere sufficientemente informato.
L'Eurispes, inoltre, ha posto un ulteriore quesito al campione, al fine di misurare e cogliere quanto si ritenesse diffuso nello sport l'uso di sostanze dopanti. I dati emersi lasciano spazio ad alcune interessanti considerazioni: solo l'1,7% (di cui 2,3% minorenni e 1,2% maggiorenni) sostiene che il fenomeno nello sport non sia 'per niente' diffuso; il 19,3% (di cui 22,5% maschi e 16% femmine) e' convinto che sia 'poco' presente; il 21,2% ritiene che il fenomeno del doping in ambienti sportivi sia 'molto' sviluppato, le donne in questo caso sembrano piu' preoccupate (22,8% vs 19,6%); mentre ben il 57,8% pensa che si faccia 'abbastanza' uso di sostanze dopanti in ambito agonistico. Anche in quest'ultimo caso le più 'allarmate' si dimostrano le donne (59,5%) e i giovani intervistati nella fascia di eta' 19-25 anni (59,4%).
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