Italia. Calabria. Stanziati 2,3 milioni di euro per le cure palliative
La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Salute, Doris Lo Moro, ha deciso, nel corso di una delle ultime sedute, di impegnare 2.362.543 euro per l'attivazione della rete dei servizi per i malati terminali. Ne da' notizia un comunicato dell'assessorato. La rete, si legge nella delibera adottata dalla Giunta, "e' destinata ai malati in fase terminale prioritariamente oncologici, ma non solo, che presentano una complessita' di bisogni curativi, psico-sociali, spirituali e solidaristici, che giustificano un intervento ad alta intensita' assistenziale di tipo specialistico, multidisciplinare e continuativo".
Secondo quanto riportato nella delibera "e' necessario garantire nella nostra regione un sistema di assistenza dei malati terminali attivando una rete articolata tra ospedali, hospice e assistenza domiciliare allo scopo di aumentare la speranza e la qualita' di vita". Per questo motivo, attraverso la rete, si intende creare "nel sistema di cure domiciliari piu' generali, uno spazio dedicato alle cure palliative che diventa anche strumento di promozione e di sviluppo del cultura e della formazione in medicina palliativa e terapia del dolore". L'operativita' della rete dovra' essere garantita dalle aziende sanitarie. Due le tipologie assistenziali previste: attivita' ambulatoriale di cure palliative ed assistenza domiciliare. Gli obiettivi indicati nella delibera di Giunta sono: assicurare ai pazienti un programma di cure personalizzato per il controllo dei sintomi; alleggerire il carico delle famiglie, "soggetto attivo e nelle stesso tempo oggetto privilegiato del piano di cure"; ridurre il numero e la durata dei ricoveri impropri in strutture sanitarie per acuti, "orientando verso l'hospice coloro che non possono essere adeguatamente curati a domicilio"; offrire alla organizzazioni del volontariato attive nel settore delle cure palliative, "in possesso di idonei requisiti", l'opportunita' di interagire con il servizio sanitario regionale "anche mediante l'affidamento delle gestione di servizi e strutture dedicate al malato terminale"; sostenere la famiglia e gli altri soggetti che prestano assistenza "trasmettendo competenze per una autonomia di intervento"; promuovere la realizzazione di intese tra le aziende sanitarie, le aziende ospedaliere e la componente sociale "per l'avvio di programmi di ospedalizzazione domiciliare e la gestione di programmi di dismissioni protette". Tutto cio' e' finalizzato alla creazione "di un modello organizzativo unitario su base regionale".
Per quanto riguarda le strutture disponibili, recentemente l'hospice di Cassano Ionio ha avviato l'attivita' garantendo 8 posti letto di ricovero ordinario, 2 posti letto di day hospice, 2 posti letto di day surgery, mentre e' di prossima apertura l'hospice di Reggio Calabria che disporra' di 10 posti letto di degenza ordinaria e di un posto di day hospice. Nel provvedimento proposto dall'assessore Lo Moro sono indicate nello specifico le cifre riguardanti le persone a cui dovra' essere garantito il servizio. Le aziende sanitarie dovranno infatti assistere, entro il primo anno di attuazione del programma, 820 pazienti; entro il secondo anno 1.640 pazienti ed entro il terzo 2.485 pazienti. La delibera dispone inoltre l'erogazione, tenuto conto del numero degli abitanti, di 1.712.543 euro alle aziende sanitarie di Paola, Castrovillari, Rossano, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Catanzaro, Vibo Valentia, Locri, e Palmi. La somma di 650.000 euro e' erogata a beneficio dell'azienda sanitaria 11 di Reggio Calabria "per la realizzazione della rete dei servizi per i malati terminali e l'attivazione dell'Hospice". Per l'assistenza domiciliare, con particolare riferimento ai pazienti in fase critica, era disponibile in bilancio, dal 2000, la somma, mai utilizzata, di 3.045.546, 33 euro. La Giunta si e' riservata l'attribuzione di altri 683.003,33 euro alle aziende sanitarie con un successivo provvedimento.
Per l'assessore Doris Lo Moro "la delibera risponde ad un'esigenza molto avvertita dalle famiglie e rientra nel programma di ampliamento dell'assistenza domiciliare. Il raggiungimento della migliore qualita' di vita possibile per i malati terminali e per le loro famiglie, sulle quali ricade la gran parte del disagio determinato da patologie particolarmente gravi, e' un dovere civile a cui le istituzioni non vogliono sottrarsi. L'assistenza domiciliare e' peraltro importante non solo perche' si garantisce un servizio, che e' la nostra missione principale, ma anche perche' consente il risparmio di risorse impegnate per i ricoveri ospedalieri. L'obiettivo e' che ogni Asl abbia almeno un distretto attrezzato per garantire l'assistenza migliore ai malati terminali".
Secondo quanto riportato nella delibera "e' necessario garantire nella nostra regione un sistema di assistenza dei malati terminali attivando una rete articolata tra ospedali, hospice e assistenza domiciliare allo scopo di aumentare la speranza e la qualita' di vita". Per questo motivo, attraverso la rete, si intende creare "nel sistema di cure domiciliari piu' generali, uno spazio dedicato alle cure palliative che diventa anche strumento di promozione e di sviluppo del cultura e della formazione in medicina palliativa e terapia del dolore". L'operativita' della rete dovra' essere garantita dalle aziende sanitarie. Due le tipologie assistenziali previste: attivita' ambulatoriale di cure palliative ed assistenza domiciliare. Gli obiettivi indicati nella delibera di Giunta sono: assicurare ai pazienti un programma di cure personalizzato per il controllo dei sintomi; alleggerire il carico delle famiglie, "soggetto attivo e nelle stesso tempo oggetto privilegiato del piano di cure"; ridurre il numero e la durata dei ricoveri impropri in strutture sanitarie per acuti, "orientando verso l'hospice coloro che non possono essere adeguatamente curati a domicilio"; offrire alla organizzazioni del volontariato attive nel settore delle cure palliative, "in possesso di idonei requisiti", l'opportunita' di interagire con il servizio sanitario regionale "anche mediante l'affidamento delle gestione di servizi e strutture dedicate al malato terminale"; sostenere la famiglia e gli altri soggetti che prestano assistenza "trasmettendo competenze per una autonomia di intervento"; promuovere la realizzazione di intese tra le aziende sanitarie, le aziende ospedaliere e la componente sociale "per l'avvio di programmi di ospedalizzazione domiciliare e la gestione di programmi di dismissioni protette". Tutto cio' e' finalizzato alla creazione "di un modello organizzativo unitario su base regionale".
Per quanto riguarda le strutture disponibili, recentemente l'hospice di Cassano Ionio ha avviato l'attivita' garantendo 8 posti letto di ricovero ordinario, 2 posti letto di day hospice, 2 posti letto di day surgery, mentre e' di prossima apertura l'hospice di Reggio Calabria che disporra' di 10 posti letto di degenza ordinaria e di un posto di day hospice. Nel provvedimento proposto dall'assessore Lo Moro sono indicate nello specifico le cifre riguardanti le persone a cui dovra' essere garantito il servizio. Le aziende sanitarie dovranno infatti assistere, entro il primo anno di attuazione del programma, 820 pazienti; entro il secondo anno 1.640 pazienti ed entro il terzo 2.485 pazienti. La delibera dispone inoltre l'erogazione, tenuto conto del numero degli abitanti, di 1.712.543 euro alle aziende sanitarie di Paola, Castrovillari, Rossano, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Catanzaro, Vibo Valentia, Locri, e Palmi. La somma di 650.000 euro e' erogata a beneficio dell'azienda sanitaria 11 di Reggio Calabria "per la realizzazione della rete dei servizi per i malati terminali e l'attivazione dell'Hospice". Per l'assistenza domiciliare, con particolare riferimento ai pazienti in fase critica, era disponibile in bilancio, dal 2000, la somma, mai utilizzata, di 3.045.546, 33 euro. La Giunta si e' riservata l'attribuzione di altri 683.003,33 euro alle aziende sanitarie con un successivo provvedimento.
Per l'assessore Doris Lo Moro "la delibera risponde ad un'esigenza molto avvertita dalle famiglie e rientra nel programma di ampliamento dell'assistenza domiciliare. Il raggiungimento della migliore qualita' di vita possibile per i malati terminali e per le loro famiglie, sulle quali ricade la gran parte del disagio determinato da patologie particolarmente gravi, e' un dovere civile a cui le istituzioni non vogliono sottrarsi. L'assistenza domiciliare e' peraltro importante non solo perche' si garantisce un servizio, che e' la nostra missione principale, ma anche perche' consente il risparmio di risorse impegnate per i ricoveri ospedalieri. L'obiettivo e' che ogni Asl abbia almeno un distretto attrezzato per garantire l'assistenza migliore ai malati terminali".
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