Italia. Cartello comunita': cresce numero di denuncie penali a causa della Fini-Giovanardi
E' passato un anno dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo di legge Fini-Giovanardi sulle droghe e, 'a dispetto di quanto indicato nel programma dell'Unione, quasi niente e' mutato, ne' a livello legislativo, ne' per quanto riguarda le difficili condizioni in cui si trovano a lavorare gli operatori pubblici e privati del settore dipendenze'. Lo denuncia il cartello nazionale delle comunita' terapeutiche 'Non incarcerate il nostro crescere' secondo il quale 'la modifica delle tabelle indicanti i valori sopra i quali puo' scattare l'accusa di spaccio, operata dal ministro Livia Turco, e' stata un'azione positiva, ma del tutto insufficiente rispetto alla complessita' dei problemi sul tappeto'.Pur in presenza di una 'gravissima crisi politica' e 'quali che siano i suoi esiti', Riccardo De Facci, portavoce del Cartello, della crisi, denuncia che 'negli ultimi mesi il numero delle segnalazioni per reati di rilevanza penale connessi alle droghe e' nettamente cresciuto', come anche 'alcune migliaia di segnalazioni alle prefetture lasciate in 'stand by' perche' non immediatamente e certamente definibili come di rilevanza penale potrebbero ora configurarsi, per la maggior parte, come reati penali'. Cio' vuol dire che quello che il cartello crede sia 'l'effetto piu' nefasto della legge -l'ingresso nel circuito penale, con pene pesantissime, per persone che non sono spacciatori, ma semplici consumatori di sostanze- potrebbe ora cominciare a dispiegarsi compiutamente, provocando danni gravissimi, soprattutto per il mondo giovanile'.
Allo stesso tempo il cartello verifica 'un irrigidimento della magistratura competente nel concedere le pene alternative ai tossicodipendenti in carcere', ma anche un deterioramento dell'intero sistema dei servizi, anche a causa del blocco del Fondo nazionale lotta alla droga, 'che in questi mesi ha finanziato esclusivamente piccole azioni progettuali delegate alle Regioni'.
Pur apprezzando l'avvio dei lavori della Consulta nazionale tossicodipendenze presso il ministero della Solidarieta' sociale e della Commissione dipendenze presso il ministero della Salute, il Cartello 'Non incarcerare il nostro crescere' registra anche 'un ridotto investimento sulle strutture centrali del ministero presieduto da Paolo Ferrero dedicate al coordinamento delle politiche sulle droghe'.
Le comunita' chiedono il rispetto da parte delle Regioni degli impegni presi a Bologna in occasione della 'Conferenza per un progetto delle Regioni sulle dipendenze' (7-8 febbraio 2005) in cui sette amministrazioni regionali (Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Toscana e Umbria) e la Provincia autonoma di Bolzano presentarono un documento in cui si impegnavano, tra l'altro, a 'garantire tutti i trattamenti riconosciuti efficaci ed appropriati, ambulatoriali e residenziali, compresi i farmaci oppioidi, per tutte le persone dipendenti da sostanze' e a 'garantire l'accoglienza e il supporto alle persone che abusano o sono dipendenti da sostanze a prescindere dalla loro intenzione a cessarne o meno l'uso'.
Le comunita' chiedono, infine, la fissazione della data della prossima Conferenza nazionale sulle droghe ma soprattutto la presentazione, da parte del Governo, di un disegno di legge 'che sia coerente con le linee guida espresse in materia dal ministro Paolo Ferrero in occasione della sua audizione presso la commissione Sanita' del Senato in data 8 febbraio 2007 e, contemporaneamente, la calendarizzazione del dibattito sulla proposta di legge Boato e altri, numero 34'.
Dichiarazione di Donatella Poretti (Rnp):
Faccio mio l'appello del Cnca (il cartello nazionale delle comunita' terapeutiche) per avviare una riforma della legge Fini-Giovanardi sulle tossicodipendenze. Il cartello chiede, come ho gia' piu' volte fatto anch'io (1), "la presentazione da parte del governo, di un disegno di legge che sia coerente con le linee guida espresse in materia dal ministro Paolo Ferrero e, contemporaneamente, la calendarizzazione del dibattito sulla proposta di legge Boato e altri, n° 34".
Domani 28 febbraio, in commissioni congiunte Affari Sociali e Giustizia, si sarebbe dovuta tenere l'audizione del ministro Ferrero proprio in materia, ma la crisi ha fatto saltare il tutto. Confido si tratti solo di uno stop tecnico in attesa del voto di fiducia.Stiamo vivendo una situazione assurda: la legge Fini-Giovanardi continua ad essere in vigore ed ha prodotto la maggiorparte dei suoi effetti durante il Governo che non l'ha partorita e che continua a dichiarare, attraverso molti dei suoi rappresentanti, di non volerla.
(1) clicca qui
'Condivido le preoccupazioni avanzate oggi dal mondo degli operatori'. Lo ha affermato il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero.
Queste preoccupazioni 'sono anche le mie preoccupazioni e per cio' sto lavorando in seno al Governo.
Per questo ho convocato per la prossima settimana il Comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga, l'organismo interministeriale che si occupa del tema. E per questo siamo lavorando insieme alle Regioni al varo del piano triennale di intervento su questo tema, piano centrato su prevenzione, cura e riduzione del danno'.
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