Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Cassazione: punibile chi non rivela nome del proprio pusher

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La Cassazione cerca di arginare l'area dell'omerta' che protegge gli spacciatori -dal rischio di essere denunciati dalle persone alle quali forniscono la droga- inasprendo i rischi di condanna "per favoreggiamento" nei confronti di chi fa uso personale di stupefacenti e rifiuta di rivelare i nomi dei fornitori alla polizia giudiziaria. Le Sezioni Unite penali della Cassazione hanno stabilito che, e' "configurabile" l'accusa di favoreggiamento, nei confronti di chi spontaneamente ammette di essere un tossicodipendente o e' gia' noto come tale alle forze dell' ordine (e per questo e' gia' stato sanzionato con provvedimenti amministrativi limitativi della liberta' personale come la sospensione della patente, del passaporto o del porto d'armi).
Avra', invece, la possibilita' di tacere il nome dello spacciatore, senza essere incriminato per favoreggiamento -almeno questo sembra il senso della massima provvisoria depositata oggi e relativa alla soluzione di un contrasto di giurisprudenza- il consumatore (non noto in quanto tale agli inquirenti) che per la prima volta incappa in indagini sullo spaccio. In questo caso potra' tacere -invocando l'esimente della non punibilita' prevista dal codice penale- per evitare il danno che gli deriverebbe dall'applicazione delle sanzioni amministrative conseguenti all'ammissione della tossicodipendenza.
Ecco il testo della massima delle Sezioni Unite (le motivazioni saranno depositate entro trenta giorni): "E' configurabile il delitto di favoreggiamento ed e' applicabile l'esimente di cui all'art. 384, comma 1, cp, se in concreto le informazioni richieste possono determinare un grave e inevitabile nocumento nella liberta' o nell'onore, anche se determinato dall'applicazione delle misure previste dall'art. 75 legge stupefacenti".
L'avvocato Giovanni Cipollone che ha difeso il consumatore abituale -condannato per favoreggiamento senza concessione dell'esimente in quanto era gia' un tossicodipendente acclarato- ha accolto "positivamente" la decisione delle Sezioni Unite, come dichiarazione di principio, anche se il 'verdetto' concreto applicato al suo caso sara' noto solo domani.
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