Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. La Cgil mette in guardia dai rischi della svolta punitiva sulle droghe

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Per evitare "un'incarcerazione di massa che non e' solo fantapolitica" la Cgil mette nero su bianco le sue proposte alternative al disegno di legge Fini-Mantovano sulle droghe. Il sindacato, in un opuscolo curato in collaborazione con il "Forum droghe", denuncia "la svolta in senso punitivo sulle tossicodipendenze" che, a suo giudizio, An vuole dare con il progetto.
"Ci battiamo contro un'iniziativa che vuole equiparare il semplice consumo di sostanze illegali con la vendita e lo spaccio, prevedendo la detenzione anche per chi le utilizza", spiega Giuseppe Bortone, responsabile della politica per le tossicodipendenza della Cgil. Bortone dice "no" a quella "War on drugs" ("guerra alle droghe") che solo in America "ha portato due milioni di persone in carcere".
La Cigl si scaglia anche contro altri due punti del disegno Fini-Mantovano, l'equiparazione di tutte le sostanze illegali tra di loro, "con lo spostamento della canapa tra le droghe pesanti", e la possibilita', "data a qualunque operatore privato, di certificare le tossicodipendenze". Per Bortone in questo settore "il servizio pubblico deve farla sempre da padrone". "Non e' inoltre giusto che si obblighino i ragazzi ad andare in comunita'. Noi proponiamo un ampio ventaglio di offerte terapeutiche, tra cui psicoterapia, metadone e le stesse comunita'".
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