Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Le comunita' chiedono piu' soldi e piu' certezze allo Stato

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Fondi certi da inserire nel maxi emendamento alla Finanziaria per la prevenzione, il recupero e la riabilitazione dalla droga. A chiederli e' un cartello di comunita' di accoglienza (tra cui il Cnca, la Fict, Saman, il Gruppo Abele) insieme alla Federazione degli operatori dei Sert (Federserd), con il sostegno di CGIL, CISL e Magistratura Democratica.
"La diffusione della cocaina, il ritorno dell'eroina, le nuove droghe, stili di abuso diffusi -dicono le comunita'- necessitano di risposte efficaci, ma anche di investimenti certi e costanti per accompagnare le trasformazioni delle nostre strutture". Per questo il cartello, in un documento inviato al vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, chiede al Governo "di garantire un adeguato finanziamento al neocostituito Dipartimento nazionale pari almeno alla quota del 25% del Fondo nazionale Lotta alla droga, incrementata del dovuto per il funzionamento del Dipartimento stesso". Inoltre, "chiediamo che la dotazione economica riservata al finanziamento di progetti decentrati assegnati dalle Regioni alle singole Asl rimanga come capitolo di spesa dedicato e non venga assorbito dal Fondo Unico Indistinto. Chiediamo, infine, che venga istituito un Fondo di rotazione per garanzia e copertura dei costi bancari sostenuti dalle associazioni e dalle cooperative sociali per acquisire anticipazioni su fatture emesse a carico di enti pubblici". Il 'cartello' denuncia, infatti, come "all'enfasi con la quale si evidenzia il ruolo crescente che le comunita' di accoglienza dovrebbero assumere nella presa in carico delle persone con problemi di dipendenza, non fa seguito una certezza nei tempi di erogazione delle rette da parte delle Asl. Le comunita' accreditate sono poi costrette a ricorrere all'indebitamento bancario per i cronici ritardi nei pagamenti delle rette pattuite anche di oltre un anno. Se permane nel tempo una tale situazione proprio le comunita' che piu' lavorano per una presenza costante e diffusa sui territori, in collaborazione con il sistema sanitario nazionale e non godono di donazioni particolari, saranno costrette a chiudere, con buona pace della dichiarata loro centralita'". Nel documento si sottolinea, infine, come "il mancato recepimento di queste nostre proposte evidenzierebbe in modo clamoroso lo scarto tra parole e fatti, promesse realizzate e bugie consapevoli, ideologia e politica dell'immagine in sostituzione di programmazione e coerenza dei comportamenti politici".
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