Italia. Continuano le reazioni alle parole del ministro Turco
Ancora polemiche in merito alla proposta dei ministri Livia Turco e Paolo Ferrero di voler rivedere le tabelle della legge Fini-Giovanardi sulla droga."Sono d'accordo, perche' la proposta e' accompagnata da un programma di prevenzione forte. Non puo' essere considerata come una forma di lassismo, ma come un'iniziativa per non criminalizzare i giovani". Lo ha affermato Don Vinicio Albanesi, fondatore della Comunita' di Capodarco, in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero'.
"E questo e' un punto di partenza importante, solo cosi' possiamo combattere le tossicodipendenze. Cercando di capire si possono ottenere buoni risultati, il proibizionismo non paga. Sembra assurdo ma anche la droga rientra nel consumismo di massa. I ragazzi di oggi non hanno grandi impegni e ideali, la loro vita, spesso per colpa nostra, e' vuota. Placano il vuoto con questo specie di nirvana, ma e' illusorio. Consumano di tutto, sono 'poliassuntori', associano alcol e sostanze". "Sono assolutamente d'accordo ha concluso - sulla distinzione tra tra droghe leggere e pesanti: non possiamo mettere sullo stesso piano cannabis e eroina".
"Sono d'accordo sul fatto che il carcere non sia davvero il mezzo migliore per combattere la droga, perche' e' solo un intervento di tipo punitivo e non recupera. Pero' innalzare i livelli di tolleranza non lo condivido, non risolve ilproblema dorga e da' un messaggio fuorviante e diseducativo. Alzano di livelli di tolleranza facciamo credere ai ragazzi che drogarsi non sia poi un fatto cosi' grave". Lo ha affermato Paola Binetti, senatrice della Margherita, cattolica e leader dell'Associazione scienza e Vita, in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero'.
Secondo la Binetti e' necessaria "una politica di forte prevenzione, di cui per primo dovrebbe farsi carico il ministero dell'Istruzione. Occorre una grande attenzione ai problemi dei giovani, dobbiamo spiegare che cosa gli succedese consumano sostanze. Prima di preoccuparci di alzare le soglie ci dovremmo preoccupare di come combattere la droga".
"Solerzia fuori tempo e luogo". Il quotidiano dei vescovi 'Avvenire' boccia la proposta del ministro della Salute. "Ha ragione don Oreste Benzi -scrive il quotidiano della Cei in un box intitolato 'Secondo noi' e in genere dedicato ai commenti sui temi caldi dell'attualità- lascia semplicemente basiti la scelta del ministro Livia Turco di rendere nota proprio ieri, giornata internazionale 'contro l'abuso di droga e il traffico illecito' la sua intenzione di alzare la soglia per il consumo di spinelli che esclude l'ipotesi di illecito penale".
"Sappiamo che il tema è dibattutissimo che anche molti operatori temono un eccesso di criminalizzazione. Ma che segnale si finisce per dare quando si proclama apertamente che il primo, e dunque il più urgente, intervento da compiere - conclude il quotidiano della Cei - è quello di consentire di fatto un possesso più corposo per uso personale?".
"L'idea e' buona ma il problema e' che e' solo un annuncio. Invece i buoni propositi occorre realizzarli". Lo afferma Alfredo Biondi (Fi) in un'intervista al "Corriere della Sera". "Che la visione punitiva della legge Fini non mi trovasse d'accordo non e' un mistero, perche' criminalizzare il consumatore, che e' la vittima e confonderlo con lo spacciatore e il distributore, i veri colpevoli, e' un errore giuridico e genera solidarita' pericolose".
"Pero' adesso il ministro Turco faccia la sua proposta. Finora il governo dell'Unione o meglio dei 'disuniti' ci ha abituato a una politica degli annunci. Aspettiamo di vedere il destino di questo", conclude il senatore di Fi.
"Metodo tutto sbagliato. Prima il confronto e poi si cambia". Il "Corriere della Sera" sintetizza nel titolo la posizione di Luigi Bobba, ex presidente delle Acli e ora deputato della Margherita. "Io non sono su una posizione 'cannabis libera per tutti'. Sono fenomeni da prevenire e combattere come tutte le dipendenze. E' nel metodo che esprimo perplessita'".
"Ho criticato la frettolosita' della legge che non ha permesso il confronto proprio per questo credo che occorresse un sistema alternativo. Invece, anziche' aprire una discussione e rimettere in piedi il dialogo con gli operatori per affrontare il fenomeno con una visione d'insieme, ci soffermiamo su singoli punti. Su questo sono perplesso".
"Il ministro Turco vuole stravolgere la Fini-Giovanardi, come dire piu' spinelli per tutti". Lo afferma, in un comunicato, il senatore Gianfranco Rotondi, segretario di Democrazia Cristiana.
"La legge Fini-Giovanardi e' una buona legge e ha dato ottimi risultati. A dirlo sono i numeri e, soprattutto, lo dicono le comunita' di recupero come quella di Don Gelmini che hanno parlato di legge opportuna".
"Le posizioni che i ministri Turco e Ferraro stanno assumendo sul tema della droga sono preoccupanti per i giovani e per le generazioni future". Lo dichiara in una nota Federico Rocca, responsabile nazionale di Gioventu' Europea. "E' di pochi giorni fa l'inquietante proposta del ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferraro, di voler istituire le 'stanze del buco' per la somministrazione controllata di eroina. Viene da chiedere al Ministro le modalita' di somministrazione ma, soprattutto, come verranno reperite le sostanze stupefacenti. Sarebbe opportuno che il Ministro sciogliesse questo nodo poiche' la figura dello Stato-spacciatore piace a pochi".
Ieri invece il ministro della Sanita' Livia Turco ha dichiarato di voler elevare il livello minimo di detenzione della cannabis e Ferraro si e' accodato dicendo di voler abolire le sanzioni amministrative per il suo consumo. Vorremmo sapere se questi sono i provvedimenti urgenti sui quali dovrebbero intervenire i due ministri, poiche', a quanto pare, i loro dicasteri hanno compenze e problematiche che interessano maggiormente la collettivita' e che necessitano di azioni concrete".
"Uno Stato che tutela la salute e non vuole distruggerla non sostiene cio' che reca danno ad essa. Questo inno alla droga e' in contrapposizione con i principi fondamentali del nostro Paese. Vogliono una generazione di sconvolti, incapaci di ragionare e di determinarsi, ritorna il vecchio concetto che la massa piu' e' ignorante e sbandata e piu' e' manovrabile. Noi vogliano giovani sani e consapevoli, capaci di difendere e di rappresentare i valori positivi della vita. Su queste basi si fonda una nazione e la coscienza di un popolo".
"I tossicodipendenti e le loro famiglie devono essere aiutati ad uscire dalla droga e ad essere reinseriti nella societa', questo si ottiene con dei percorsi diversi le scorciatoie del centro sinistra servono a poco, non aiutano ad uscire dal tunnel degli stupefacenti ma semmai a gettarci sempre piu' giovani".
"La proposta della ministra Turco di rivedere le tabelle sulle tossicodipendenze previste dalla legge Fini-Giovanardi e' del tutto condivisibile e piena di buon senso". Questo il parere di Mauro Bulgarelli, senatore dei "Verdi-Insieme con l'Unione" secondo il quale, "occorre demolire subito l'impianto proibizionista che ispira la legge varata dalle destre e ritengo che la modifica della quantita' massima consentita per uso personale sia un primo passo in tale direzione". Secondo il senatore dei Verdi e' pero' necessario operare in tempi rapidi "la liberalizzazione dell'uso della cannabis per fini terapeutici, che e' scientificamente indicata per la cura di molte gravi malattie oltre che per la terapia del dolore".
Mentre in molti paesi come la Germania, la Gran Bretagna, l'Olanda, il Belgio, la Svizzera, il Canada e gli Stati Uniti i derivati della cannabis sono venduti in farmacia dietro presentazione di prescrizione medica, "in Italia invece-sottolinea Bulgarelli- la cannabis, oltre a essere criminalizzata, non viene valorizzata come farmaco. Penso che sia giunto il momento di porre fine a questo sconcio- conclude il senatore dei Verdi- e confido nella sensibilita' della ministra Turco affinche' cio' accada al piu' presto possibile".
"Andro' all'estero, in Italia e' ormai impossibile lavorare". Una decisione drastica quella che sta maturando il fondatore della comunita' Incontro, don Pierino Gelmini, in risposta alla dichiarazione del ministro della salute di innalzare la quantita' di cannabis detenibile senza incorrere nello spaccio. "E' sconcertante e deludente", afferma don Gelmini. Sulla stessa linea don Oreste Benzi, fondatore della Comunita' Papa Giovanni XXIII, che, in una nota gia' ieri esprimeva a caldo la sua amarezza per una "scelta devastante e distruttiva". Oggi rincara la dose, parlando di "stupore per la sciagura che si abbattera' su migliaia di giovani che lottano per uscire dalla droga" e annunciando che ha "mandato un telegramma al ministro nella speranza che torni sui suoi passi e dialoghi con chi da 26 anni si occupa di tossicodipendenze".
Per altro verso, si leva l'approvazione del gruppo Abele di don Luigi Ciotti, da sempre "a favore della depenalizzazione del consumo". "Quello del ministro -afferma Leopoldo Grosso del gruppo Abele- e' un provvedimento che mira a limitare i danni della carcerazione per tanti giovani e che combatte le anomalie delle leggi Fini-Giovanardi e ex-Cirielli". Anche dal direttore dell'Agenzia per le tossicodipendenze di Roma, Guglielmo Masci, arriva un parere positivo: "E' un primo passo verso la solidarieta'. Bisogna abbandonare l'approccio proibizionista-punitivo e fermare i veri responsabili del traffico di droga".
I ragazzi non si salvano evitando il carcere, ribadisce deciso don Gelmini. "Perche' il ministro non pensa ai tanti giovani di 15 anni che muoiono per droga? E' stato un gesto di grande superficialita', che aveva l'unico obiettivo di opporsi alle scelte del governo precedente. Questo correre per facilitare l'uso delle sostanze stupefacenti e la loro assunzione nelle cosiddette 'stanze del buco' (un'ipotesi avanzata nei giorni passati dal ministro per la solidarieta' sociale, Paolo Ferrero ndr.) e' un atteggiamento di facciata, che mira ad allontanare dai nostri occhi quei soggetti che urtano la sensibilita' della societa', niente di piu'. Ma e' sbagliato". L'agenzia per le tossicodipendenze di Roma, che gestisce comunita' d'accoglienza e centri diurni e notturni a bassa-media-alta soglia, plaude invece alla proposta del ministro Livia Turco: "Noi operatori del settore -afferma Masci- non possiamo che essere favorevoli all'attenuazione delle pene carcerarie e augurarci che, d'ora in poi, si segua il percorso della solidarieta' e non quello della punizione". Della stessa opinione e' Grosso del gruppo Abele: "E' un provvedimento d'emergenza che sosteniamo, perche' aspettare una riforma vorrebbe dire un altro anno con una legge che non fa altro che affollare le carceri di giovani e togliere i benefici alternativi per i recidivi". "Il tossicodipendente e' per natura un recidivo, ma l'intreccio delle leggi Fini ed ex-Cirielli lo incastrano ad una vita in carcere". C'e' poi un altro aspetto che Grosso definisce "sconvolgente": "per calcolare la quantita' di cannabis (principio attivo) di cui e' in possesso un giovane bisogna effettuare analisi che possono anche durare 15-20 giorni. Proprio poco tempo fa - conclude - parlavo con il carcere di Napoli, e mi hanno confermato che, nell'ultimo periodo, e' aumentato il numero di ragazzi arrestati per spaccio che poi magari, ad analisi completate, vengono rilasciati. Ma dopo aver passato piu' di due settimane in prigione".
"Davvero un pessimo esordio per un ministro della Salute". Cosi' la senatrice Laura Allegrini di Alleanza nazionale. "Il governo Prodi vuole essere ricordato come quello della droga libera. Come opposizione cercheremo di impedirlo in ogni modo, a partire dalla mozione presentata al Senato dal gruppo di Alleanza nazionale per impegnare il governo al rispetto della legge sulla droga. L'Unione vuole una gioventu' 'drogata' impegnata a farsi uno spinello per non occuparsi della situazione politica. Preoccupa il silenzio dei moderati dell'Unione e non vorremmo che i cattolici della Margherita siano soltanto delle 'foglie di fico' per un governo dominato dalla sinistra che cerchera' in ogni modo di legalizzare la droga, riuscendo laddove non ce la fece nemmeno nella legislatura del '96, quando il centrosinistra poteva contare su una netta maggioranza in Parlamento".
"La droga e' droga e fa male, anzi malissimo". E' quanto afferma il responsabile del dipartimento sicurezza di Alleanza Nazionale, Filippo Ascierto. "Che sia il Ministro della salute a prendere iniziative per un maggior e piu' largo consumo delle droghe ci fa proprio dire "ma di quale salute stiamo parlando'. Se poi lo stesso Ministro -sottolinea Ascierto- ritiene che drogarsi sia legittimo e' va incentivata la detenzione per uso prsonale, e' da vergognarsi. Il pericolo per la salute dei nostri giovani, caro Ministro, inizia proprio quando si afferma che ci sono droghe leggere e droghe pesanti e che bisogna distinguere, magari tollerando e allargando le maglie per detenere quelle definite leggere. La droga e' droga e fa male, anzi malissimo".
"Considerato che la Turco e' stata anche insegnante invece di prendere pericolose iniziative dovrebbe stanziare fondi per far parlare i tossicologi agli studenti per far conoscere i danni, aime' spesso irreparabili, delle droghe compresa la cannabis che oggi ha un principio attivo molto alto".
"Chiederemo alla ministra Turco nell'audizione del 6 luglio su quali basi parte la sua iniziativa di modificare per via amministrativa la legge e riteniamo giusto, proprio perche' la legge possa essere modificata, che ci sia un dibattito nell'aula del Senato". Lo afferma il senatore Domenico Gramazio, capogruppo di Alleanza nazionale in Commissione Sanita'.
"E' pericoloso il modo con cui la ministra intende portare avanti la modifica di una legge nazionale, anche se comprendiamo che l'Unione teme ogni votazione al Senato e quindi studia tutti i modi per evitare il confronto in Parlamento, soprattutto su un argomento come lo 'spinello libero' che trova resistenze in parte della maggioranza".
"No alla droga libera": lo stop e' di Angelo Maria Sanza, di Forza Italia, per il quale "il ministro della salute Livia Turco, esponendo l'intenzione di innalzare le quantita' minime consentite, ha fatto l'esatto contrario".
"Proprio nella giornata dedicata dall'Onu alla si e' dato prova di avventatezza politica. Va bene lenire le sofferenze dei tossicodipendenti con la somministrazione di farmaci, ma ben altro e' introdurre un concetto relativo di consumo, tanto che un altro ministro del governo Prodi, Paolo Ferrero, si e' affrettato a dichiarare di voler raddoppiare la quantita' massima di cannabis consentita". Gli stessi cattolici dell'Unione, sottolinea Sanza, "si sono dichiarati contrari allo spinello libero". "Chi da anni lotta quotidianamente per strappare i ragazzi dal nichilismo della droga, come don Mazzi - conclude - non ha dubbi nel definire questa proposta 'una perdita di tempo"'.
Ma il ministro della Salute, Livia Turco, ribadisce l'intenzione gia' espressa ieri di elevare il limite per la detenzione di cannabis oltre il quale scatta l'accusa di spaccio. "La modifica della soglia massima di detenzione oltre la quale scattano le sanzioni, prevista dalla legge Fini-Giovanardi e' un atto amministrativo, che rientra nei poteri del ministro della Salute, ed e' quello che faro'". "Il programma dell'Unione -puntualizza il ministro, in una conferenza stampa alla Camera per illustrare le linee programmatiche del dicastero- prevede addirittura che la Fini-Giovanardi, peraltro approvata con decreto al termine della scorsa legislatura, venga abrogata con decreto legge. Noi abbiamo scelto la via piu' propria, quella del disegno di legge. Questa e' la via maestra che seguiremo per modificarla, e promuovere la prevenzione e il benessere dei giovani". Mentre per quel che riguarda le tabelle, spiega Livia Turco, si tratta "di limiti molto ideologici, che equiparano droghe leggere e droghe pesanti ignorando l'indirizzo dell'Oms che stabilisce una netta differenziazione di effetti e pericolosita'. Noi - aggiunge il ministro - vogliamo separare con chiarezza consumo individuale da spaccio". Infine, una stoccata a Franco Frattini, commissario europeo alla Giustizia e alla Sicurezza, che ha criticato la proposta della Turco: "Mi dispiace - sottolinea il ministro - che un commissario europeo si dimentichi che la politica dell'UE sulle tossicodipendenze si basa su quattro pilastri: lotta al traffico, prevenzione, presa in carico e strategia di riduzione del danno. Che sono gli stessi pilastri della politica dell'Unione".
"E pensare che non piu' tardi di un mese fa il ministro della Salute, Livia Turco, assicuro' di condividere in pieno l'appello rivolto dal Santo Padre ai giovani contro l'uso della droga, attentato alla liberta' e alla vita...". Lo ricorda l'onorevole Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito. 'Ragazzi, spinellatevi pure a volonta': il governo, cioe' lo Stato, benedice e approva': e' questo il messaggio devastante che il ministro della Salute (?) trasmette ai nostri giovani. Non solo: aumentare la quantita' di cannabis detenibile liberamente, significa aumentare l'impunibilita' degli spacciatori, quelli che vanno davanti alle scuole a vendere spinelli ai nostri figli. La misura annunciata dalla Turco, dunque, e' a favore dei pusher. Ogni politica che voglia essere contro la droga, e non a favore, deve partire dallo spazzare via (come ha fatto la legge Fini) distinzioni scientificamente infondate e socialmente nefaste tra droghe leggere e pesanti, perche' la droga e' una, senza aggettivi, e tutta va combattuta. Non esistono le droghe buone, utili magari a 'socializzare' e 'ricrearsi'. Sostanze come hashish e marijuana non sono in nessun modo leggere. Il loro uso, infatti, come certifico' a suo tempo un documento del Consiglio superiore di sanita' (la Turco se lo vada a leggere), puo' danneggiare seriamente e irreversibilmente la salute psicofisiologica di una persona e portare, oltretutto, al consumo di altre droghe. Insomma, che la cannabis sia innocua e' solo una favola. E questo non lo diciamo noi ma un'amplissima letteratura scientifica nazionale e internazionale. Deleterio e' quindi sottovalutarla e liberalizzarla, e la societa' deve scoraggiarne l'uso, non incentivarlo. La legge Fini, va rimarcato - conclude Pedrizzi - e' stata pensata per la salvaguardia di tutti i cittadini, perche' la droga, direttamente o indirettamente, puo' danneggiare la salute e la personalita' di chiunque. Per questo, se la droga non fa distinzioni tra persone, noi non vogliamo fare distinzioni tra droghe".
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