Italia. Corleone sulla relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze
La relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, conferma la necessita' di cambiare la legge 309 in senso meno repressivo. Lo afferma il presidente del Forum Droghe, Franco Corleone.
"Si tratta di dati gia' conosciuti -spiega Corleone- sia per quanto riguarda la prevalenza del consumo di alcune sostanze, sia per l'attivita' dei Sert e la presenza di tossici in carcere. Non e' neppure una novita' il fatto che la maggior parte dei giovani fermati ed inviati alle prefetture siano consumatori di cannabis. E' invece preoccupante -aggiunge- che la sottosegretaria al Welfare Grazia Sestini, sostenga la necessita' di abbattere la distinzione tra droghe leggere e pesanti". Cio' "vorrebbe dire, secondo la proposta piu' volte annunciata e finora non concretizzata del vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, di punire l'uso di uno spinello con una pena da 8 a 20 anni di carcere".
Con queste intenzioni, conclude, "e' davvero ridicolo che si annuncino misure alternative al carcere. Per fortuna queste dichiarazioni non le ha fatte il ministro del Welfare Roberto Maroni, che aveva sottoscritto in passato la proposta di legge per la legalizzazione della canapa".
"Si tratta di dati gia' conosciuti -spiega Corleone- sia per quanto riguarda la prevalenza del consumo di alcune sostanze, sia per l'attivita' dei Sert e la presenza di tossici in carcere. Non e' neppure una novita' il fatto che la maggior parte dei giovani fermati ed inviati alle prefetture siano consumatori di cannabis. E' invece preoccupante -aggiunge- che la sottosegretaria al Welfare Grazia Sestini, sostenga la necessita' di abbattere la distinzione tra droghe leggere e pesanti". Cio' "vorrebbe dire, secondo la proposta piu' volte annunciata e finora non concretizzata del vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, di punire l'uso di uno spinello con una pena da 8 a 20 anni di carcere".
Con queste intenzioni, conclude, "e' davvero ridicolo che si annuncino misure alternative al carcere. Per fortuna queste dichiarazioni non le ha fatte il ministro del Welfare Roberto Maroni, che aveva sottoscritto in passato la proposta di legge per la legalizzazione della canapa".
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