Italia. Dai soldi "macchiati", si vede l'uso crescente di cocaina nel Paese
Secondo il settimanale "Panorama", alcune stime parlerebbero di circa 700.000 consumatori di cocaina in Italia. L'uso sarebbe in aumento in ogni ambiente, comprese le forze dell'ordine, dove i militari positivi alla cocaina sono passati dai 51 del 2001 ai 70 del 2002. Anche l'uso tra i giovani e' in aumento: secondo una ricerca effettuata dal servizio tossicodipendenze di Milano, il 57% dei giovani tra i 18 e i 25 anni ha fatto uso di qualche sostanza stupefacente, il 10% di questi, ha usato la cocaina.
La grande diffusione della polvere bianca la si vede anche nelle tracce che vengono lasciate sulle banconote (tradizionale mezzo di assunzione della cocaina). Ad appena un anno e mezzo dall'entrata in vigore dell'euro (quindi con banconote sostanzialmente "nuove"), la totalita' di quelle fatte analizzare dai giornalisti di "Panorama" che hanno condotto l'inchiesta, hanno rilevato qualche traccia di cocaina. Una banconota, secondo gli esperti, che riporta una "traccia" di cocaina di circa 1 mg, potrebbe essere stata utilizzata al massimo da una settimana per "tirare", quelle con percentuali minime, potrebbero essere state usate da piu' tempo, o semplicemente "sporcate" tenendole nel portafogli, nella cassa di un negozio, o dentro un Bancomat.
Su quest'ultimo punto, cioe' che le alte percentuali di tracce di cocaina sulle banconote siano dovute soprattutto alle macchinette contasoldi o ai Bancomat, Roberto Gatti, responsabile del Dipartimento dipendenze patologiche della Asl di Milano dice che "se vogliamo chiudere gli occhi, facciamolo. Ma quello della diffusione delle sostanze di abuso e' uno dei problemi fondamentali di questo Paese".
Lo scorso anno, 10.000 persone sono state in trattamento (il 26% del totale degli assistiti) per uso di cocaina nei centri di recupero (+80% rispetto al 2001), mentre le forze di polizia nel 2002 hanno effettuato circa 5 operazioni riguardanti la cocaina che, per la prima volta, superavano quelli per eroina.
La grande diffusione della polvere bianca la si vede anche nelle tracce che vengono lasciate sulle banconote (tradizionale mezzo di assunzione della cocaina). Ad appena un anno e mezzo dall'entrata in vigore dell'euro (quindi con banconote sostanzialmente "nuove"), la totalita' di quelle fatte analizzare dai giornalisti di "Panorama" che hanno condotto l'inchiesta, hanno rilevato qualche traccia di cocaina. Una banconota, secondo gli esperti, che riporta una "traccia" di cocaina di circa 1 mg, potrebbe essere stata utilizzata al massimo da una settimana per "tirare", quelle con percentuali minime, potrebbero essere state usate da piu' tempo, o semplicemente "sporcate" tenendole nel portafogli, nella cassa di un negozio, o dentro un Bancomat.
Su quest'ultimo punto, cioe' che le alte percentuali di tracce di cocaina sulle banconote siano dovute soprattutto alle macchinette contasoldi o ai Bancomat, Roberto Gatti, responsabile del Dipartimento dipendenze patologiche della Asl di Milano dice che "se vogliamo chiudere gli occhi, facciamolo. Ma quello della diffusione delle sostanze di abuso e' uno dei problemi fondamentali di questo Paese".
Lo scorso anno, 10.000 persone sono state in trattamento (il 26% del totale degli assistiti) per uso di cocaina nei centri di recupero (+80% rispetto al 2001), mentre le forze di polizia nel 2002 hanno effettuato circa 5 operazioni riguardanti la cocaina che, per la prima volta, superavano quelli per eroina.
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