Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Ddl dell'Unione e conferenza di Palermo

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"Il Governo ha intriso di motivazioni elettoralistiche il tema cosi' importante e delicato della tossicodipendenza, ne ha fatto una bandiera ideologica". Il senatore della Margherita Mario Cavallaro -primo firmatario del Ddl dell'Unione sulle tossicodipendenze alternativo a quello Fini- parla cosi' nel corso della conferenza stampa nella quale, assieme ai senatore Giampaolo Zancan e al presidente dell'associazione Forum Droghe, Franco Corleone, ha espresso "preoccupazione per la Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze" che si svolgera' a Palermo dal 5 al 7 dicembre.
"La Conferenza e' stata convocata in ritardo e il suo contenuto e' contrario allo spirito che la dovrebbe animare. Essere, cioe', un momento di riflessione e confronto fra istituzioni, Regioni, operatori e associazioni che si occupano di tossicodipendenza per delineare una strategia di intervento sulle problematiche ad essa connesse. Ma la conferenza di Palermo, cui non partecipera' nessuno degli operatori coinvolti, servira' solo per lanciare l'annunciato stralcio del Ddl Fini, che gia' puzza di fiducia. Un modo improvvido e sregolato di trattare una problematica cosi' delicata, e la conferenza di Palermo sara' un monologo del governo cui non vogliamo prendere parte".
"Il testo dello stralcio -spiega Franco Corleone- e' gia' predisposto per il voto di fiducia. Dai 106 articoli originari del Ddl Fini, ne sono rimasti 20, e il 20mo contiene ben 28 commi ma anch'essi sono, nella sostanza, articoli che concentrano il peggio del Ddl Fini. Oltre a prevedere una sostanziale equiparazione tra spacciatori e consumatori, lo stralcio unifica le cosiddette tabelle delle pene per detenzione di stupefacenti. Prevedendo che la pena dai sei ai 20 anni riservata a chi detiene 500 milligrammi di cocaina sia uguale a quella per chi viene trovato con 250 milligrammi di cannabis. Il Governo anziche' fornire adeguata informazione ed educazione sulle droghe, preferisce fare propaganda elettorale sulla pelle dei condannati e dei tossicodipendenti dando, peraltro, un pessimo messaggio educativo ai cittadini e soprattutto ai giovani. Su un tema cosi' delicato serve un esame parlamentare accurato che, peraltro, si era gia' avviato. La Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze sara' solo un trampolino di lancio per lo stralcio annunciato dal Ministro Giovanardi. A Palermo non ci saranno le associazioni, non le Regioni, non gli operatori che, invece, si riuniranno a nell'Aula Magna de La Sapienza, a Roma, il 7 dicembre per una contromanifestazione".
Anche per Giampaolo Zancan "Lo stralcio e' un modo dissennato per risolvere un problema serio. Prevede misure scellerate poiché se spacciare droghe senza consumarne e' un reato gravissimo che va punito con severita', non e' invece reato il consumo in se' che, anche per la comunita' scientifica, e' pura necessita'. L'uso di droghe va quindi affrontato con strumenti terapeutici non punitivi cosi' come e' ancora diversa la problematica del soggetto che consuma stupefacenti e per farlo ha un'altra necessita': commettere il reato di spaccio. Lo stralcio non fa distinzione alcuna e, anche alla luce dell'approvazione della ex Cirielli, avra' il solo effetto di affollare ulteriormente il sistema carcerario italiano". "Contro questo testo dissennato e improvvido -assicurano infine Cavallaro e Zancan- ci batteremo utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione".

"Confermo ancora una volta che quella di Palermo sulle tossicodipendenze sara' una conferenza aperta, senza conclusioni precostituite, con otto gruppi tematici e sessioni di lavoro che approfondiranno argomenti specifici. Tra questi argomenti ci sara' anche lo stralcio del ddl Fini, cosi' come rielaborato dalla commissione Sanita' del Senato, che ha recepito le osservazioni maturate in due anni di dibattito e udienze conoscitive". Lo afferma in una nota il ministro Carlo Giovanardi, che ha la delega alle politiche antidroga. "E' davvero singolare che questo confronto venga contestato proprio da coloro che hanno posto come condizione per partecipare alla Conferenza, da me accolta e garantita, che lo stralcio del ddl Fini non dovesse essere discusso in un'aula parlamentare prima di essere sottoposto agli operatori del pubblico e del privato sociale riuniti a Palermo. Ricordo ancora che la Conferenza si deve svolgere per legge e che nello scorso mese di luglio la Consulta nazionale sulle tossicodipendenze mi ha sollecitato con voto unanime la sua celebrazione".
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