Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Dnpa: la conferenza di Palermo e' disertata da chi ha paura del confronto

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Chi ha deciso di disertare la Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze "ha paura del Confronto": cosi' Andrea Fantoma, dirigente del Dipartimento per le politiche antidroga (Dnpa), che in una nota commenta alcune notizie di stampa relative all'appuntamento istituzionale che si terra' a Palermo dal 5 al 7 dicembre prossimi. In particolare, Fantoma, in riferimento alla notizia della non partecipazione della Consulta delle societa' scientifiche, precisa che "le societa' scientifiche italiane che si occupano di discipline e argomenti aventi attinenza con le tossicodipendenze sono oltre cinquanta", e che a Palermo e' prevista la partecipazione come relatori di "numerosi professionisti, specialisti e ricercatori che risultano iscritti o ricoprono ruoli dirigenziali in alcune delle societa' aderenti alla Consulta". Tra questi Massimo Di Giannantonio, Massimo Clerici, Giuseppe Mammana, Gilberto Gerra, Sandro Coacci. "E' quantomeno bizzarro il comportamento di alcuni dirigenti di otto delle nove Societa' scientifiche" della Consulta, che "da un lato aderiscono a cartelli e comitati vari dai quali si incita da mesi a boicottare Palermo, disertare la Conferenza o, peggio, si dichiara che 'Palermo sara' la Caporetto del ministro Giovanardi', e dall'altro asseriscono che il Governo rifiuta il confronto con le Societa' scientifiche, nonostante loro stessi siano stati piu' volte invitati a prendere parte ai lavori preparatori della Conferenza stessa o, addirittura, pur gia' facendone parte in quanto membri del Comitato scientifico nazionale o della Consulta nazionale delle tossicodipendenze, si siano ad un certo punto autosospesi".
Per quanto riguarda lo svolgimento dei dibattiti nella Conferenza di Palermo, "la modalita' e' stata condivisa e decisa con i partecipanti ai gruppi di lavoro, e se invece di seguire la strada degli interessi politici di pochi (che notoriamente rivestono attualmente ruoli dirigenziali in partiti di opposizione o aspirano a candidature negli stessi) avessero continuato a prendere parte ai lavori di gruppo, avrebbero appreso come la Conferenza sara' una conferenza vera, non recitata ne' ingessata, nella quale con civilta' e chiarezza potranno trovare pari dignita' tutte le istanze e posizioni purche' civilmente espresse". Se qualcuno di questi, precisa il dirigente Dnpa, "vorra', anche in extremis, partecipare alla Conferenza nazionale, sara' accolto con piacere e forse capira' che chi ha paura del confronto sono coloro i quali disertano la Conferenza nazionale prevista da una legge dello Stato".
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