Italia. Don Gelmini "niente carcere ma comunita'"
"Il nuovo disegno di legge sulla droga non deve prevedere -secondo don Pierino Gelmini, fondatore della Comunita' Incontro- il carcere per i tossicodipendenti, ma spazi piu' larghi per chi cade nella droga per accedere all'azione di recupero".Intervenendo a Fiumicino a un incontro sulle problematiche delle tossicodipendenze, organizzato dalla Cooperativa Mo.Bi.Di., Gelmini ha aggiunto: "Vorrei presto discutere con i rappresentanti di Governo affinche' sia rivisto questo passaggio: spesso il tossicodipendente che entra in carcere rischia di uscirne come un delinquente incallito, invece va salvato con un'azione in cui concorrano famiglia, scuola e chiesa".
Il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, che ha illustrato nell'incontro le linee della proposta di legge, ha detto che "e' possibile un'apertura per l'intervento delle comunita' affinche' si privilegi l'azione di recupero".
Nell'incontro, dopo aver ascoltato varie testimonianze di chi e' stato in comunita' di recupero, don Gelmini, nel ripercorrere le tappe e vari episodi dei 40 anni di attivita' spesi per aiutare chi fa uso di stupefacenti, ha sottolineato la necessita' di "risposte concrete dinanzi al problema della droga, anche per il dopo, con il reinserimento lavorativo che non passi per il rifugio sterile dei lavori socialmente inutili: laddove c'e' un cuore che soffre ci deve essere un uomo che ama".
Il fondatore della Comunita' Incontro ha messo in guardia i giovani dai "cattivi maestri o da chi, come certe agenzie televisive che creano oggi opinione, lancia messaggi fuorvianti, come accade anche nella scuola con insegnanti che danno opinioni personali".
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