Italia. Evangelisti (Idv): 'stanze del buco' proposta cinica
La questione 'stanze del buco, "al di la' delle ragioni 'politiche' che potrebbero celarsi dietro la sfiducia nei confronti di Roggiolani" merita un confronto "piu' ampio e articolato, cosi' come si e' gia' sviluppato in Parlamento in seguito alla posizione, poi definita a titolo personale, dal ministro Paolo Ferrero". Lo ha affermato Fabio Evangelisti (IDV)."In passato, in Toscana si discusse gia' della questione e la Giunta decise di ritirare la proposta di di istituire le cosiddette 'shooting room', non per posizioni preconcette ma perche', nel confronto con gli operatori del settore e con i responsabili delle comunita' terapeutiche, laiche e cattoliche, tale proposta finisce sempre per essere avvertita come cinica, perche' giudica irrecuperabili i ragazzi tossicodipendenti".
La proposta di Ferrero e Roggiolani, per Evangelisti "rischia di tradursi in una sorta di 'rottamazione' dei ragazzi, di una sorta di tossicita' lunga in luogo della mobilita', che accompagni alla pensione, che, certo, e' sempre meglio della morte, ma che noi non possiamo proporre alle vittime della disperazione e dell'emarginazione". "Quello che, invece, sarebbe doveroso fare ha aggiunto il deputato di IDV e' ascoltare il parere di chi da anni opera fattivamente, spesso in silenzio, in questo settore. Se qualcuno si fosse preso la briga di farlo avrebbe scoperto che, piu' che di dibattiti su improbabili sperimentazioni, quello che gli operatori del settore chiedono a Regioni e Governo e', innanzitutto, che si neutralizzino gli effetti della legge n. 49 del 2006, la famigerata legge Fini, e, in secondo luogo, un provvedimento volto a ridurre immediatamente i danni prodotti dall'impianto 'punizionista' di questa legge che, ad esempio, impedisce a medici specializzati la prescrizione di metadone su ricettario speciale, ma in piena autonomia".
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