Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Farina (Prc): non somministrare alcolici in Consiglio dei Ministri

Notizia ·
L'on. Daniele Farina ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Non occorrerebbe neppure entrare nel merito perché basterebbe il metodo. Il precedente governo ha utilizzato un decreto sulle olimpiadi invernali per controriformare il testo unico sulle sostanze stupefacenti, l'attuale esecutivo la legge finanziaria per vietare la vendita e la somministrazione di alcolici ai minorenni.
E se desta unanime consenso il fatto che le autostrade cessino di distribuire alcool in pari quantità della benzina, questo aspetto, i minori, rischia di essere una fesseria.
Sarebbe bastato guardarsi attorno, a quei paesi che hanno da anni una normativa analoga, e ai risultati (pessimi) ottenuti rispetto alla popolazione giovanile; oppure guardare avanti, ovvero all'efficacia del provvedimento e a chi lo farà rispettare; o almeno guardare indietro, alla storia e agli effetti della legislazione proibizionista sugli alcolici ovunque applicata.
Ma sulle droghe, quelle lecite o quelle illecite, non si vuole proprio guardare ma neppure sentire o parlare. Si elude il programma dell'Unione -abrogare la legge Fini-Giovanardi- e si evade da un serio confronto in Parlamento come nel paese.
Pure ce ne sarebbe un gran bisogno dato che sei mesi di applicazione della nuova normativa raccontano già del suo fallimento. E diversamente non potrebbe essere poiché percorre una strada senza uscita.
Fa insomma pensare che in assenza di un quadro chiaro di azione e di intenzione, il governo deliberi per via 'amministrativa' pensando che divieti di carta possano sostituire un investimento serio di educazione e prevenzione. Poiché non altrimenti è possibile pensare, nello specifico, ad un intervento di una qualche efficacia sull'abuso e l'alcoldipendenza.
Ecco perché è maturo il tempo di progettare quella conferenza nazionale che la legge prevede e che il centrodestra ha ridicolizzato e piegato alle sue ragioni ideologiche.
Ci sono infatti straordinari bacini di esperienza dai quali attingere, formati in questi anni dal lavoro di migliaia di operatori del servizio pubblico, delle comunità non disciplinari, dei consumatori.
In attesa si potrebbe intanto seguire una regola certamente benefica: prima ragionare, poi legiferare.
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