Venerdì 12 giugno 2026
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Italia. Fict: caos nella distribuzione dei farmaci sostitutivi per i tossicodipendenti

Notizia ·
Il primo effetto dello stralcio Giovanardi, fortemente voluto dal Governo come strumento di aiuto ai tossicodipendenti, è quello di colpire i tossicodipendenti che prendono il metadone a domicilio. E si tratta o dei più deboli tra loro come i malati di AIDS, o di chi, in Comunità, ha avviato un percorso di recupero e prende il metadone 'a scalare'.
La Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (FICT):
* denuncia con forza la gravità di questo provvedimento che, ancora una volta, mette la Legge al centro calpestando la persona;
* chiede al Governo di ritirare immediatamente questo provvedimento che allontana i tossicodipendenti dai Servizi, complica enormemente il già faticoso lavoro delle Comunità e dei SerT senza portare, per contro, vantaggio alcuno ai cittadini.

"E' vero, la nuova normativa sulla droga non consente più la prescrizione dei farmaci sostitutivi da parte del medico, e questo sta diventando un grande problema anche per i tossicodipendenti in carcere": Guido Faillace, vicepresidente di Federserd (federazione dei servizi pubblici), conferma quanto denunciato dalla Fict. Nelle nuove norme contenute nel cosiddetto "stralcio Giovanardi", spiega Faillace, viene "richiamato l'articolo 45 modificato della legge 309 (quella in vigore prima dell' approvazione dello stralcio) sulla terapia del dolore, che escludeva i tossicodipendenti dalla somministrazione di farmaci sostitutivi a base oppiacea, come appunto il metadone". Questa norma, precisa Faillace, "finora non veniva applicata in quanto si faceva riferimento alle linee guida sul trattamento con i farmaci sostitutivi". Ma ora, con il richiamo contenuto nella nuova legge, prescrivere farmaci di questo tipo a un tossicodipendente è diventato illegale; solo il Sert può dispensarli. "I farmacisti sono nel caos totale -aggiunge il vicepresidente di Federserd- e i medici anche, poiché non si può più fare la terapia domiciliare con gli oppioidi". E il problema, incalza, "sta diventato particolarmente grave per i tossicodipendenti in carcere, ai quali prima era il medico o l'infermiere del Sert che portava il farmaco". "Tutto ciò pone anche un problema costituzionale, visto che l'articolo 2 della nostra Carta fondamentale prevede il diritto alla cura per tutti".
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