Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Fini: "la nuova legge non riempira' le carceri", malgrado il testo della legge

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Secondo il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, "non e' vero che se passa la legge approvata dal Consiglio dei Ministri si riempiranno le carceri, anzi sara' vero il contrario".
Fini ha ricordato che la normativa si regge su tre presupposti: la prevenzione, il recupero e la repressione dello spaccio. "Nel primo caso bisogna dire ai giovani che drogarsi non e' un diritto. Il progetto recupero prevede il potenziamento delle Comunita' e la capacita' di favorire percorsi alternativi al carcere. L'idea che ha dato vita alla legge sugli stupefacenti e' che non esistono droghe leggere e droghe pesanti ma esistono le droghe".

Sono affermazioni "false" quelle di Fini, secondo Franco Corleone, presidente di Forum Droghe: "Fini sostiene che la sua proposta di legge non riempirebbe le carceri, ma questa affermazione e' falsa e da' l'idea che lui non conosca neppure il testo che porta il suo nome. Infatti al di sopra di una minima quantita' di una qualunque sostanza si sara' condannati per spaccio ad una pena da 6 a 20 anni di galera".
"Fini -prosegue Corleone- continua a minacciare la presentazione di una legge proibizionista sulle droghe, incentrata su un'idea semplicistica ed antiscientifica e cioe' che non esiste differenza tra leggere e pesanti. Questo pensiero profondo e' stato riproposto oggi a Verona al termine dell'inaugurazione di Fieragricola. Se Fini agli agricoltori avesse raccontato la favola che non esiste differenza tra il vino e la grappa, avrebbe lasciato stupefatto l'uditorio. La verita' e' che in tutta Europa si tende a differenziare a distinguere le sostanze e gli interventi, attraverso un'efficace ed intelligente politica di riduzione del danno. In gennaio in Gran Bretagna, ad esempio, e' entrata in vigore una nuova legge che declassifica la cannabis, realizzando una sostanziale depenalizzazione.
"Fini -afferma Luana Zanella- insiste nei suoi propositi senza ascoltare tutti gli operatori preoccupati per gli effetti della sua legge". Il vicepremier, continua la deputata Verde, "conferma la scelta di una strategia tesa ad infliggere una stretta repressiva su chi fa uso di droghe, senza distinguere quelle pesanti e leggere, utilizzando le cure coatte e privilegiando il recupero nelle comunita': strumenti gia' usati inutilmente in passato. E' dunque comprensibile la grande preoccupazione di chi e' impegnato nella lotta alle tossicodipendenze: i risultati della ricetta Fini saranno piu' morti, piu' malati, piu' detenuti e piu' illegalita'".
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