Italia. Garante Privacy censura il servizio sui parlamentari "drogati" de Le Iene
Il servizio de 'Le Iene' sull'uso di droga da parte di parlamentari e' stato bloccato dal garante per la Privacy. La trasmissione del servizio era fissata per questa sera nel programma di Italia 1.Raccolta illecita di dati di natura sensibile in quanto attinenti allo stato di salute. Con questa motivazione l'Autorita' garante per la protezione di dati personali ha disposto il blocco dell'uso dei dati personali sulla base dei quali e' stato realizzato il servizio riguardante il test sull'uso di droghe effettuato, all'insaputa degli interessati, su 50 parlamentari, previsto nella puntata di stasera della trasmissione 'Le Iene' di Italia 1.
Il provvedimento cautelativo dispone, con effetto immediato, 'il blocco dell'ulteriore trattamento, in qualunque forma, di ogni dato di natura personale raccolto e trattato nel caso in esame, consistente in informazioni, immagini e risultanze di test'. Il Garante ha rilevato, anche sulla base di quanto dichiarato dai responsabili della trasmissione riguardo alle modalita' messe in atto per il test, che risultano al momento essere stati effettuati comunque trattamenti illeciti di dati sanitari.
L'Autorita' ha infatti osservato che le norme sulla privacy risultano violate a prescindere dalla diffusione dei dati attraverso il programma televisivo, poiche' una tale grave violazione dei diritti degli interessati si concretizza gia' al momento della raccolta dei dati. Nel provvedimento, inoltre, l'Autorita' sottolinea che, in particolare per chi svolge l'attivita' giornalistica, risulta allo stato violato il dovere di trattare i dati per scopi espliciti, di rendere note le proprie identita' e lo scopo della raccolta dei dati, e di evitare artifici e comportamenti scorretti.
LE IENE: ABBIAMO SEMPRE RISPETTATO LA PRIVACY DI TUTTI
'Andiamo in onda da dieci anni rispettando la privacy di tutti, perfino dei guaritori filippini e dei ladri di motorini, figuriamoci quella dei deputati': protesta con amarezza Davide Parenti, papa' e autore delle Iene, alla notizia che il Garante della Privacy ha deciso di bloccare il servizio sul test antidroga fatto a sorpresa su 50 deputati.
'Abbiamo fatto decine di servizi in questi anni cancellando sempre i volti delle persone coinvolte.
Una delle nostre prime inchieste era sul mercato dei motorini rubati: ebbene, abbiamo trovato un ladro che vendeva un motorino quasi nuovo, ovviamente rubato, e perfino quello aveva il volto schermato. Per non parlare dei guaritori filippini, dal mio unto di vista veri gangster che speculano sul cancro, la paura della morte e la buonafede: neanche loro erano riconoscibili. Potrei continuare con le patenti false e gli infermieri che vendevano i morti alle agenzie di pompe funebri. E per finire con gli esempi, Amedeo Goria che fa le sue avances era stato schermato e la sua voce contraffatta. Poi si e' scoperto, ma non a causa nostra. Ovviamente anche questo servizio era stato costruito senza violare la privacy di nessuno.
COMMENTI
"Se un politico si droga, lo dica, se un'inchiesta svela questa piaga nel palazzo, non ci si arrocchi ma si dica la verita', a meno che il silenzio o l'indignazione voglia coprire un fenomeno ancor piu' grande di quello sin qui svelato".
L'europarlamentare di Alternativa sociale e segretario nazionale di Azione Sociale, Alessandra Mussolini, commenta cosi' l'inchiesta tv delle "Iene". Mussolini aggiunge: "Ho sotto gli occhi la lunghissima coda di paglia di chi si indigna o minaccia iniziative legali di fronte alla sacrosanta inchiesta delle 'Iene', quando magari ha votato a favore dell'indulto, che ha premiato il pedofilo Luigi Chiatti" e si chiede "dove stavano questi tutori della privacy quando inchieste penali, e non televisive, hanno accertato iniziative di spionaggio contro avversari politici?".
La segretaria di Azione sociale conclude: "Per dire basta ai falsi moralismi, occorre che il personaggio pubblico rinunci un poco alla propria privacy per dare trasparenza ai propri comportamenti".
"Io oggi lancio una sfida a le 'Iene' e ad Italia Uno, chiedendo di trasmettere la mia intervista senza camuffare la mia voce o il mio volto. Io non ho niente da nascondere". Franco Grillini (Ds) non ha peli sulla lingua, e parla esplicitamente di droga, in un'intervista a radio radicale: "Ho detto che ne ho fatto uso in passato, ho detto che le mie droghe preferite sono altre, il vino di buona qualita' e il sesso, e che ognuno ha le droghe che preferisce".
"Ho sempre sostenuto- prosegue il deputato Ds- che in un'ottica liberale e libertaria ogni essere umano deve avere la piena signoria del proprio corpo. Io sono un antiproibizionista- conclude Grillini- e dico a le 'Iene': se avete fatto questo servizio, abbiate ora il coraggio di mandarlo in onda, senza trucchi e senza veli".
"Rispetto molto il garante, ma chiedo di 'liberare' e 'dissequestrare' le iene. La privacy vale, ma la libertà di informazione vale anche di più. No alla censura". Lo dichiara Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività Produttive della Camera e segretario dei Radicali, commentando la decisione del Garante per la Privacy di bloccare la trasmissione del servizio della 'Iene' sul test antidroga effettuato su 50 deputati.
"Se fossero cittadini normali, quel 34% di 'tossicoparlamentari' rischierebbero il carcere". Lo sostiene Francesco Mosca, segretario nazionale della federazione dei giovani socialisti, in merito al presunto 'scoop' dal programma satirico le 'Iene'.
Non ci meraviglieremmo, continua il giovane dirigente della Rosa nel pugno, "se lo scoop delle 'Iene' fosse falso, in ogni caso ha svelato ancora una volta l'ipocrisia della politica su un tema fondamentale della societa' italiana".
I giovani socialisti invitano, quindi, i parlamentari ad una seria riflessione sulla modifica della legge Fini, e a dare una definitiva svolta anti-proibizionista al problema.
Daniela Santanche' (An), intervistata su Radio Monte Carlo, commentando lo "scoop" sul servizio delle Iene sulla droga in Parlamento, afferma: "trovo che questa cosa sia inaccettabile; stiamo diventando 'Il Grande Fratello'. Fare una cosa del genere a totale insaputa degli interessati equivale a cancellare quello che e' uno stato di diritto. A me poco importa dei risultati perche' - prosegue - penso che questa sia una burla da parte delle Iene: se fosse una cosa vera, mi aspetto che il presidente della Camera Bertinotti non continui in questo silenzio assordante e dica qual e' la sua opinione. Vede, io sono anche una madre e l'idea che possa essere sospettata di fare uso di droga e' un'idea che mi da' profondamente fastidio. In questo caso non si e' rispettata quella che e' la tutela della propria privacy. Io mi farei adesso il test sulla tossicodipendenza, pero' vorrei che qualcuno me lo chiedesse. E poi - conclude - uno su tre non ci credo. A pensare che uno su tre dei miei colleghi e della classe dirigente di questo Paese faccia uso di droghe, io non ci sto".
'Non abbiamo elementi per appurare la scientificita' del test della trasmissione le Iene condotto su 50 parlamentari della Repubblica. Tuttavia a fronte della gravita' della denuncia che e' stata fatta ed in difesa da ogni possibile dubbio sulla dignita' del Parlamento, il Partito repubblicano chiede al presidente Bertinotti di prendere una iniziativa immediata invitando ogni singolo deputato a presentarsi volontariamente per sottoporsi ad un test sulla tossicodipendenza in maniera da rendere poi pubblici i risultati di detto test'.
Il responsabile Giustizia dello Sdi Enrico Buemi dichiara di essere pronto 'sin da ora' a sottoporsi a qualsiasi test 'da quello anti-droga a quello anti-alcool e anti-tabagismo', ma punta il dito contro le Iene per il metodo usato 'pur di fare spettacolo'.
'Sono pronto sin da ora a sottopormi a tutte le verifiche che vogliono - dichiara Buemi - ma devo comunque dire che l' iniziativa presa dalla Iene e' grave. Il prelievo di sostanze biologiche personali puo' avvenire solo previa autorizzazione della magistratura'.
'Non accetto neanche - prosegue - che venga criminalizzata la classe politica. E che vengano ridicolizzate questioni gravi come questa'.
Buemi ribadisce quindi che un fenomeno come quello dell'uso e del commercio di stupefacenti non puo' 'essere risolto solo con l'inasprimento delle pene' e critica la finanziaria perche' 'non prevede i necessari investimenti per famiglia e scuola' che sono i settori sui quali 'si deve intervenire per prevenire il fenomeno'.
'Alle Iene sono un po' imbroglioni, ma se i miei colleghi non facessero uso di droghe, non si vedrebbe'. E' il commento del ministro per la Famiglia Rosy Bindi allo scoop delle Iene, che doveva andare in onda questa sera, ma e' stato bloccato dal garante per la Privacy.
Il ministro racconta ai cronisti a Montecitorio che anche lei sarebbe potuta essere vittima dei finti intervistatori, che l'avevano fermata davanti al Parlamento. 'Io pero' ho risposto che il parrucchiere e' una cosa privata e non mi sono lasciata avvicinare', ricorda ancora e poi conclude: 'Io faccio parte di quei due su tre che non ne fanno uso, ma se i miei colleghi hanno abitudini diverse, bonta' loro...'.
Un intervento controcorrente quello del Codacons che stavolta difende i Parlamentari dopo lo scoop delle Iene circa l'uso di droghe."L'indagine del programma di Italia1 - afferma il Presidente Carlo Rienzi - viola i piu' sacri principi della privacy. Chi assicura infatti che le prove, raccolte in modo illegale e con un furbo espediente, siano state distrutte e che quindi sia impossibile risalire ai singoli soggetti risultati positivi al test?"."Che i Parlamentari fossero un po' 'fumati' lo sapevano tutti - prosegue Rienzi - basta vedere le frequenti risse nelle Camere o le uscite fuori luogo di alcuni politici, ma la trasmissione - che realizza sempre ottimi servizi - stavolta si e' resa protagonista di una brutta caduta di stile, violando quei diritti fondamentali della persona che in un paese civile devono essere sempre tutelati, anche quando si tratta di criminali, e dando un cattivo esempio al proprio pubblico".
"Ho mandato una lettera al Presidente Bertinotti per sapere quali provvedimenti intenda adottare per intervenire a tutela della autorevolezza del Parlamento italiano: troppe volte, infatti, servizi televisivi di sedicenti giornalisti vengono abilmente montati e trasmessi per porre in ridicolo i deputati ma soprattutto per dare del Parlamento un'immagine goliardica, quando non falsa e completamente diversa dalla realta'". Lo afferma il capogruppo dei Popolari Udeur alla Camera, Mauro Fabris, riferendosi al servizio della trasmissione televisiva 'Le Jene', la cui messa in onda peraltro e' gia' stata bloccata dal garante della privacy. "Non e' solo per il fatto che nel servizio in questione siano state raccolte informazioni di carattere individuale e sanitario da tempo sottoposte a numerose tutele - sottolinea Fabris - quanto perche' lo spazio antistante l'ingresso principale della Camera e' ormai quotidianamente presidiato da operatori televisivi e da sedicenti giornalisti che per i loro servizi utilizzano immagini e parole, estorte spesso con atteggiamenti proditori e aggressivi, montate poi ad arte per porre in ridicolo i parlamentari".
"Il servizio delle Iene deve andare in onda regolarmente senza inutili censure". Lo afferma la deputata dell'Italia dei Valori Silvana Mura spiegando che "il metodo che hanno usato non è stato il massimo della correttezza, ma se la privacy degli intervistati è tutelata quello che conta è il dato che emerge: più del trenta percento dei parlamentari che sono stati sottoposti al test anti-droga sono risultati positivi".
"Non credo che chiudersi a riccio e impedire la trasmissione del servizio serva a tutelare l'immagine del Parlamento, tutt'altro, soprattutto quando la notizia è ormai di dominio pubblico - aggiunge Mura -. Le Iene da anni fanno servizi con telecamera nascosta che di volta in volta smascherano, idraulici, tecnici tv, tassisti, ed altre categorie che non svolgono correttamente la loro professione. Però queste puntate sono andate in onda regolarmente e nessuno ha mai chiesto di bloccarle". "Perché per noi parlamentari dovrebbe essere diverso? Comunque - conclude Silvana Mura - visto che le Iene hanno estorto i test con l'inganno, propongo loro di ritornare a sorpresa a Montecitorio e chiedere ai parlamentari di sottoporsi al test anti-droga e così ognuno sarà libero di accettare o rifiutare senza invocare censure".
La decisione del Garante per la privacy di bloccare la trasmissione delle Iene sul test anti-droga a 50 deputati 'e' del tutto sproporzionata'. A sostenerlo e' il sottosegretario all'Economia Paolo Cento (Verdi) che invita il presidente della Camera Fausto Bertinotti a intervenire, ma per far 'fare l'antidoping a chi entra in Parlamento...'.
'Davvero si e' perso il senso della misura - dichiara Cento - le 'Iene' fanno satira e l'inchiesta condotta sui 50 parlamentari andava comunque inserita in quel contesto. Perche' impedire che la trasmissione venga mandata in onda? L'intervento del Garante e' davvero sproporzionato anche perche', spesso, non ha detto una parola quando ad essere 'chiamati in causa' non erano parlamentari, ma semplici cittadini...'.
'Trovo assolutamente legittimo - prosegue il sottosegretario - che si faccia una campagna per dire che chi fa del proibizionismo spesso e' proprio quello che infrange le regole.
Auspico davvero che la censura del Garante venga revocata'.
'Non vorrei invece - conclude Cento - che fosse un tiro al bersaglio contro una trasmissione che fa satira...'.
'Seguire fino in fondo la logica del Garante per la privacy equivale a chiudere il programma 'Le Iene'.
Delle due l'una: o i politici meritano un trattamento di favore nelle inchieste tv, ma non oso immaginare che l'Autorita' sostenga una simile stupidaggine, oppure non si comprende perche' finora essa non sia intervenuta per tutti gli altri servizi, che hanno coinvolto soggetti differenti. E quindi non si comprende perche' intervenga solo adesso'. Lo afferma l'esponente di An Alfredo Mantovano, dopo che il garante della Privacy ha 'bloccato' il servizio di 'Le Iene' sull'uso di droga da parte di parlamentari.
'I parlamentari, che legittimamente ambiscono a esposizioni mediatiche, non dovrebbero sentirsi lesi da intromissioni, o presunte tali, fondate sulla loro esposizione pubblica, spesso ricercata', prosegue Mantovano, secondo il quale 'nel merito, se un parlamentare fa qualcosa di male, cio' illustra il suo profilo soggettivo, ma non trasforma la sua azione in qualcosa di buono. La legge sulla droga e' invece una buona legge: serve a colpire il traffico di stupefacenti ovunque sia diffuso e a limitare, e prima ancora, a prevenire, i danni del consumo; il giudizio su di essa non cambia neanche se fosse provato che chi l'ha votata fa uso di droga', conlcude Mantovano.
Il vice presidente del Senato Roberto Calderoli ha proposto una modifica del regolamento di Palazzo Madama secondo la quale i senatori che assumono sostanze stupefacenti o alcoliche possono essere sospesi dai lavori del Senato da un periodo non inferiore ai 10 e non superiore ai 100 giorni di seduta. Lo rende noto lo stesso esponente leghista in una nota, nella quale afferma che "il costante ed inarrestabile incremento del consumo di sostanze stupefacenti e di bevande alcoliche diffuso, senza distinzione di estrazione sociale e di censo, in ogni settore della popolazione, rappresenta un evidente ed oggettivo fattore di allarme sociale".
"In casi di positività delle verifiche o in caso di rifiuto degli accertamenti da parte dell'interessato - scrive Calderoli - si prevede che il presidente possa proporre all'ufficio di presidenza di deliberare l'interdizione della partecipazione ai lavori del Senato del senatore stesso per un periodo non inferiore ai 10 e non superiore ai 100 giorni di seduta".
'L'iniziativa delle Iene e' un esempio dell'ipocrisia politica italiana. E' evidente che la questione dell'uso e del consumo delle droghe e' stata affrontata dalla politica con grandissima ipocrisia. E' proprio il caso di dire che questa volta la politica e' rappresentativa del paese. Ora si applichera' la legge Fini-Giovanardi ai parlamentari con tutte le sanzioni previste?'. Lo afferma, in una nota, il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. 'L'ipocrisia della politica italiana -aggiunge- ha prodotto una delle leggi piu' punitive ai danni del consumatore alimentando sempre di piu' il mercato illegale delle droghe e facendo aumentare i guadagni delle narcomafie. E' necessario che il parlamento modifichi rapidamente la Fini-Giovanardi, pericolosa ed inutile legge-manifesto'.
La presidenza della Camera non ha facolta' di intervenire sul divieto da parte del garante della privacy di trasmettere l'inchiesta delle 'Iene' sull'utilizzo di sostanze stupefacenti da parte di parlamentari, ma 'quanto e' avvenuto e' all'attenzione dell'ufficio di presidenza'. Lo ha detto in Aula alla Camera il presidente di turno, Carlo Leoni rispondendo ad alcune sollecitazioni sulla questione, di deputati di Forza Italia e Dc-Nuovo Psi.
'Invitiamo il Garante della privacy a tornare sui propri passi': lo afferma Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei Valori alla Camera.
'Sarebbe opportuno che la messa in onda della trasmissione 'Le Iene' fosse consentita - spiega - perche', se e' vero che i dati sono stati carpiti all'insaputa degli interessati, e' anche vero che l'anonimato e' comunque garantito, ne' piu' ne' meno di quanto non lo sia negli analoghi servizi tante volte realizzati dalla trasmissione satirica di Italia Uno. Non vogliamo pensare che per i parlamentari si usi un altro peso ed un'altra misura di quanto non si faccia con gli altri cittadini. Anzi, proprio i politici, che ricoprono un ruolo pubblico basato anche sulla comunicazione di massa, meno di altri possono invocare la tutela della loro privacy'.
'E non si dica, con molta ipocrisia, che bisogna tutelare l'immagine e l'autorevolezza del Parlamento, sia perche' la dignita' del Parlamento si difende con gli atti e con le leggi che esso approva, sia perche', ormai, - conclude Donadi - i dati di questa 'pseudo-indagine' sono di pubblico dominio, anzi, lo sono ora molto di piu' di quanto non sarebbe accaduto consentendo la messa in onda del programma'.
'Bene l'Authority per la privacy sull'inchiesta delle Iene, mi congratulero' con il prof. Pizzetti'.
Lo dichiara Luigi Lusi, senatore della Margherita a proposito della decisione di bloccare l'inchiesta sulla droga e i parlamentari. 'Un metodo scorretto con il quale si e' ritenuto che mettere al corrente il diretto interessato sulle reali intenzioni del servizio fosse addirittura superfluo -aggiunge- Allo stesso tempo non si capisce ancora quale fosse l'obiettivo di questa inchiesta se non infangare e mettere alla berlina le istituzioni. Il rischio piu' grande pero' sarebbe stato far arrivare ai giovani, veri appassionati di questo programma, il messaggio falso e fuorviante che la droga e' roba da vip o roba innocua che viene utilizzata tutti i giorni da tante persone e possa addirittura essere d'aiuto nel lavoro e nella carriera. Noi vorremmo invece che a tutti, indistintamente, non smettesse mai di arrivare il messaggio che l'uso di droghe e' sempre un errore, e si sconta sulla propria pelle e con la propria salute'.
'E' quindi un vero peccato che questa provocazione pericolosa e soprattutto fine a se stessa provenga proprio dalle Iene, una trasmissione dai grandi ascolti, soprattutto tra i giovani, che abbiamo sempre ritenuto intelligente per aver saputo proporre servizi di interesse pubblico e che ha persino aiutato a smascherare truffe ai danni dei cittadini'.
'Il rimedio e' peggiore del male, perche' la censura comunque non salva la leggerezza con cui si sono mossi gli autori del programma'. A dirlo e' Ignazio La Russa, capogruppo di Alleanza Nazionale alla Camera, commentando l'intervento del garante che ha bloccato il servizio delle Iene sul test antidroga ai parlamentari.
'Condanno fermamente la censura - continua La Russa - ma, visto che noi deputati abbiamo molti privilegi e qualche obbligo, magari spiacevole, invito i 50 'tamponati' a firmare la liberatoria per far sapere se e' vero che hanno assunto sostanze stupefacenti, Abbiamo il coraggio delle loro azioni'.
'Non credo che i risultati di quel test siano attendibili - dice La Russa - anche se sono molti in Parlamento quelli che si vantano di fare uso di droghe'.
In ogni caso l'esponente di An, che precisa di non rientrare tra le vittime delle Iene, si dice pronto a farsi fare il test in qualsiasi momento, 'senno' - conclude - farei come quelli che predicano bene e razzolano male'.
'La provocazione fatta dalle Iene serva a buttare giu' il muro dell'ipocrisia'. Questo il parere del ministro all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio sull'inchiesta svolta dalle 'Iene' sull'uso di droghe tra i politici. Commentando le decisioni del garante della privacy, Pecorario Scanio, a margine di un convegno da Milano alla Camera di Commercio, aggiunge: 'Mi sembra che sia importante garantire a tutti i cittadini che non si prendano i dati personali. La privacy va rispettata ma va anche garantito il diritto di informazione'.
Secondo il ministro le polemiche intorno al servizio giornalistico sono l'occasione 'per chiedere al Parlamento meno ipocrisia sulle droghe. Ci sono leggi assurde del passato che puniscono chi si fa uno spinello e poi tra le alte cariche c'e' chi fa uso di cocaina'.
'E' un'iniziativa poco corretta, ha fatto bene il Garante a pronunciarsi in questo modo, tra l'altro non so con che criterio abbiano selezionato le loro 'vittime'.
Io, comunque, sono pronto a farmi il tampone in qualunque momento'. Lo ha detto il portavoce dell'Udc, Michele Vietti, a margine di un incontro del 'tavolo dei volenterosi' a proposito dell'inchiesta delle 'Iene' sull'utilizzo di sostanze stupefacenti da parte dei parlamentari.
Vietti ha inoltre osservato di ritenere 'poco credibile' che un parlamentare su tre faccia uso di droghe.
"Di fronte a un fulgido esempio di tv spazzatura che calpesta uno dei diritti inviolabili di ogni persona, la privacy, il Parlamento deve reagire con uno scatto di orgoglio a una operazione qualunquistica". Carlo Ciccioli (An), psichiatra e gia' primario del servizio tossicodipendenze della Asl di Ancona, commenta cosi' la trasmissione delle 'Iene' sulla droga in Parlamento.
"Oltre a utilizzare uno strumento statistico di bassa attendibilita' - spiega Ciccioli - l'operazione delle 'Iene' tende a far passare la tesi ideologica che se si drogano anche i deputati allora drogarsi in fondo non e' cosi' pericoloso, che se si drogano i deputati in fondo tutti possono drogarsi senza eccessivi pericoli per la salute. Noi parlamentari dovremmo dare l'esempio, tutti insieme, e sottoporci all'esame del capello: l'unico esame in grado di dare risposte veritiere e su tempi lunghi su un argomento cosi' delicato. E dare il quadro esatto del comportamento di costume della classe politica: ognuno - conclude l'esponente di An - si assuma le proprie responsabilita'".
'Sulla vicenda, parlo da tampinato e 'tamponato' dalle Iene, per questo mi permetto una bonaria tirata di orecchie per il modo scorretto ed anche un po' subdolo con il quale hanno perseguito lo scopo'. Lo dichiara Fabio Evangelisti, vicecapogruppo di Idv alla Camera.
'Detto questo e premesso che non ho alcun tipo di problema a che il filmato vada in onda - aggiunge - sono combattuto perche' non vorrei che la decisione del Garante finisca per trasformare i carnefici in vittime di una qualche forma di censura o, addirittura, del potere, facendo il loro esatto gioco'.
'Del resto non serve fare questo tipo di accertamenti per scoprire, alla fine della fiera, che l'acqua e' calda perche', se e' vero che il Parlamento e' lo specchio del Paese, la scoperta che vi sia qualcuno che ogni tanto fuma uno spinello, e' come accertare che in Parlamento vi sono grassi e magri, onesti e disonesti, alti e bassi', conclude Evangelisti.
"Sono sempre stato contro tutte le censure". Il portavoce di An, Andrea Ronchi, si esprime cosi' sulla decisione del Garante per la privacy di sospendere la trasmissione delle "Iene" dedicata alla droga in Parlamento. "Non ho visto il servizio, ho letto solamente i giornali come tutti- precisa Ronchi- ma credo che il rimedio sia peggiore del buco.
Sono sempre stato profondamente preoccupato della parola 'censura'. Secondo me bisogna parlare, e' diritto di tutti di esprimersi e ognuno poi si deve prendere le proprie responsabilita'".
Il 'test' delle Iene sull'uso di droghe da parte dei parlamentari pone 'problemi di violazione della privacy francamente inaccettabili e non perche' si tratta di parlamentari: lo stesso principio varrebbe per tutti, anche per i semplici cittadini'. In un intervento su Rifondazione.it, il segretario del Prc Franco Giordano commenta cosi' la vicenda che ha portato l'Authority a bloccare il servizio preparato dal programma di Davide Parenti in onda su Italia 1.
'La vicenda delle Iene non deve dar vita ad istinti proibizionisti, bensi', nella denuncia per la modalita' usata, deve far riflettere -aggiunge Giordano- su una realta' diffusa non solo negli ambienti 'alti' della societa'. Siamo nettamente contrari ad ogni cultura meramente repressiva che, come accade nel ddl Fini, scambia le vittime della droga con i carnefici. Il nostro obiettivo e' abrogare rapidamente le norme volute dal governo Berlusconi'.
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