Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Il Giornale in prima pagina: "La Turco vuole l'eutanasia"... ma si trattava di Maurizio Turco

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Sono indignata e scandalizzata di quanto accaduto. Evidentemente la bramosia di infangare colui che si ritiene l'avversario politico del momento e' tale da offuscare addirittura la vista e la capacita' di leggere i nomi e cognomi delle persone e la loro qualifica istituzionale'. E' la reazione del ministro della Salute, Livia Turco, in riferimento a quanto riportato oggi sulla prima pagina del quotidiano 'Il Giornale' su una presunta sua adesione ad una proposta di legge sull'eutanasia di iniziativa di quattro deputati.
'Scopriamo cosi' -prosegue il ministro- che il direttore de 'Il Giornale' Maurizio Belpietro e i suoi redattori non sanno che sono senatrice, che in qualita' di membro del Governo non firmo proposte parlamentari e che 'La Turco' del titolo sparato a prima pagina di quel quotidiano non e' la sottoscritta ma l'onorevole Maurizio Turco deputato della Rosa nel Pugno.
Sulle pagine di quel giornale ho letto molte volte appelli per le mie dimissioni richieste dal centro destra, evidentemente infastidito da un Ministro che non fa proclami ma cerca di affrontare giorno per giorno i problemi della sanita' italiana con tenacia e convinzione sinceri.
Se un briciolo di pudore e di onore professionale aleggiasse ancora nella coscienza di Belpietro, oggi gli si presenterebbe una sola scelta: quella di firmare la lettera di dimissioni, che in ogni caso non evitera' a lui e al suo editore di rispondere in sede giudiziaria di quanto accaduto'.

LA RISPOSTA DI BELPIETRO
'Un errore, un errore grave di cui mi scuso sia personalmente che a nome della testata con il ministro Livia Turco'. Lo sottolinea Maurizio Belpietro, che oggi in prima pagina titola 'La Turco vuole l'eutanasia per legge'.
'La redazione e' stata tratta in inganno. La Turco non c'entra. C'e' stato un equivoco sui nomi. Tra i firmatari di un pdl sull'eutanasia, oltre ai nomi di Grillini, Bellillo e Turci c'era anche quello di Turco. Ma non si trattava di Livia Turco ma di Maurizio Turco'
'Resta il problema che c'e' una pdl della maggioranza su un argomento serio che merita riflessione'.

IL COLPEVOLE
"Per un errore materiale nell'editoriale a mia firma apparso questa mattina sul quotidiano 'Il Giornale', in tema di eutanasia, ho attribuito al ministro Livia Turco posizioni che invece appartengono all'onorevole radicale Maurizio Turco". Lo precisa il senatore di Forza Italia Gaetano Quagliariello.
"L'omonimia mi ha tratto in inganno anche se il ministro Turco siede in Senato e l'onorevole Maurizio Turco alla Camera: avrei dovuto saperlo".
"Chiedo scusa ad entrambi, in particolare al ministro Turco, assicurandola della mia buona fede e che farò tutto il necessario per ripristinare la verità a favore dei lettori de 'Il Giornale'".

L'INCONSAPEVOLE
'Sul quotidiano 'Il Giornale' di questa mattina leggo, stupefatta, aggettivo quantomai calzante, che la Ministra Turco avrebbe intenzione di imporci l'eutanasia di Stato. Dopo gli spinelli a volonta', il duo Prodi-Turco ci propone una soluzione rapida ed indolore al problema dei nostri cari gravemente malati: sopprimiamoli'.
Questo quanto affermato da Isabella Bertolini di Fi.
'Io credo che i messaggi che questo Governo fornisce alla nostra societa' siano assolutamente devastanti. Chi puo' dire, purtroppo, di non aver avuto un malato terminale in famiglia. Da oggi in poi invece di pensare ad accudirli ed accompagnarli nel modo piu' dignitoso ed umano possibile verso la fine della loro esistenza terrena, dovremo e potremo pensare a quale sia il modo piu' indolore per liberarcene'.

ALTRI COMMENTI

"Il direttore del 'Giornale' si e' scusato con Livia Turco per l'errata attribuzione al ministro della proposta di legge sull'eutanasia. Resta, pero', il problema. La sinistra e' favorevole o no a queste proposte?". Se lo chiede Maurizio Gasparri di Alleanza nazionale, che prosegue: "Ministri, partiti, gruppi parlamentari, come la pensano su questa delicata materia? La sinistra- sottolinea l'esponente di via della Scrofa- a volte e' reticente, a volte cavalca questi temi".
Per Gasparri, l'Unione "un giorno vuole legalizzare la droga, un altro giorno raddoppia le quantita' di cannabis che possono circolare. Un giorno vuole i pacs, un giorno tace. Prima vuole l'eutanasia, poi lo nega". "Chiariscano le loro opinioni- e' la conclusione del deputato di An- incassate le scuse, per un errore di persona, ma non di schieramento".

Rispetto all'eutanasia, la 'strada e' la depenalizzazione'. Lo sostiene Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia, sottolineando la necessita' di un confronto all'interno della Cdl.
'L'eutanasia e' un fatto, una pratica gia' presente - afferma Della Vedova - e relativamente diffusa nel nostro come in tutti i Paesi avanzati. La differenza sta nell'esistenza o meno di una regolamentazione legale. Da questo punto di vista - prosegue l'esponente politico - resto convinto che l'approccio debba essere quello di una depenalizzazione che si fondi sul rapporto fiduciario tra medico e paziente e che valorizzi la deontologia dei medici. Viceversa, resto scettico nei confronti dei tentativi di definire una legge prescrittiva, necessariamente casuistica e astrattamente onnicomprensiva, che non tiene in conto l'irriducibilita' di ogni singola situazione ad uno schema predefinito'.
Questa 'pretesa - afferma ancora Della Vedova - diverrebbe grottesca laddove imponesse al medico, indipendentemente dalla sua volonta' e dal suo giudizio di praticare l'eutanasia'.
Secondo il presidente dei Riformatori liberali, 'la 'confessione' di Don Verze', la testimonianza drammatica, ma rigorosa di Piergiorgio Welby, sono gli elementi piu' visibili oggi di una sensibilita' e di una riflessione assai diffusa e condivisa in una parte dell'opinione pubblica italiana'.
'Noi riformatori liberali - conclude Della Vedova - siamo impegnati a contribuire a che nel centrodestra si apra un confronto scevro da pregiudizi ideologici sul tema dell'eutanasia che consenta di elaborare una proposta improntata al rispetto della liberta', della responsabilita' dei singoli, piuttosto che ad uno scontato riflesso statalista'.

"La 'gaffe' del 'Giornale' sul ministro Livia Turco e' grave, perche' dimostra la macroscopica approssimazione del quotidiano, ma l'arroganza della risposta del suo direttore e' ancora piu' grave". Lo afferma la senatrice Erminia Emprin, Rifondazione comunista.
"Belpietro afferma che, comunque, e' vero che l'Unione ha presentato dei disegni di legge sul testamento biologico e l'eutanasia", dice Emprin. "Lo informo- continua- che per quanto riguarda il testamento biologico ne stiamo discutendo otto in Senato, per farlo diventare uno solo e largamente condiviso: puntiamo a sottrarre all'accanimento terapeutico quei pazienti che ne fanno specifica richiesta". Aggiunge poi: "Certo che sono anche stati presentati, e non sono ancora in discussione, disegni di legge sull'eutanasia. Che Belpietro lo ritenga scandaloso e' un paradosso: si arroga il ruolo di censore dell'attivita' legislativa?". Conclude: "Sono d'accordo con Livia Turco: dovrebbe dare le dimissioni".

"La Turco fa fuoco e fiamme per l'errore compiuto da 'Il Giornale', ma non ci dice la cosa piu' importante, dal punto di vista politico, per un ministro della Salute del governo della Repubblica: condivide o no la proposta di legge che mira a legalizzare l'eutanasia attraverso l'introduzione del testamento biologico, presentata dal Centrosinistra alla Camera?". Lo afferma Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito.
"E invece di chiedere le dimissioni del direttore de 'Il Giornale', Maurizio Belpietro, che si e' prontamente scusato, -aggiunge Pedrizzi- la Turco farebbe bene a mandare gli ispettori del ministero all'ospedale San Martino di Genova, per impedire il 'fai-da-te' del testamento biologico eutanasico, in violazione della legge".

"L'incidente del 'Giornale' e' clamoroso". Dopo il biasimo per il quotidiano di Belpietro, Lanfranco Turci, vicepresidente della Rosa nel pugno alla Camera, uno dei firmatari della proposta di legge incriminata, fa le pulci alla responsabile della Salute: "Capisco l'irritazione della ministra Turco, di cui non conosco peraltro l'opinione in tema di eutanasia, tuttavia, non vedo perche', qualora non fosse d'accordo, dovrebbe considerare 'infangante' che le si attribuisca una proposta di legge che porta, comunque, la firma di parlamentari della sua stessa coalizione".
Proprio il ministro, infatti, aveva parlato, riferita al 'Giornale', di "bramosia di infangare l'avversario politico". A meno che, conclude Turci, "Turco non sia rimasta impressionata dal perbenismo 'teocon' del professor Quagliariello".

In merito alle dichiarazioni rese dal senatore Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita' del Senato, Laura Bianconi, capogruppo di Forza Italia nella stessa commissione, precisa che 'si e' ancora molto lontani dal poter dichiarare che si sta lavorando ad una legge sul testamento biologico.
E' una materia estremamente complessa e delicata -dichiara Bianconi- che su alcune problematiche vede divisa anche la stessa maggioranza di governo. Attualmente stiamo facendo le audizioni degli esperti in materia, abbiamo ancora molto lavoro da fare e non e' detto che si arrivi a concludere'.

'L'Ordine dei giornalisti intervenga sulla gravissima vicenda dell'apertura di oggi del 'Giornale''. Lo chiede, in una nota, Renzo Lusetti, responsabile informazione della Margherita, per il quale 'si tratta di un episodio deplorevole che viola le norme basilari della deontologia professionale di un giornalista, direttore di testata, che ha dato il nulla osta alla pubblicazione di un errore tanto macroscopico, in apertura di giornale e nell'editoriale in prima pagina'.
Per Lusetti le scuse 'sono doverose, ma non sufficienti: l'Ordine dei giornalisti deve intervenire con urgenza e severita' prendendo i giusti provvedimenti nei confronti dei responsabili di questo increscioso episodio, che non hanno sentito il bisogno di operare neanche verifiche minime sulla notizia'.

'Sono io il primo firmatario della proposta di legge sul testamento biologico e sull'eutanasia per il quale Il Giornale e' incappato in un clamoroso infortunio attribuendolo al ministro Livia Turco e titolando in modo grottesco e non veritiero in prima pagina'. Lo ribadisce in una nota il deputato dell'Ulivo Franco Grillini.
'Mentre si puo' anche comprendere, ma non giustificare, che un giornalista non conosca a fondo le procedure parlametari stupisce - sottolinea Grillini - che un senatore, che firma l'editoriale di prima pagina, non sappia che un ministro non puo' sottoscrivere una Pdl (proposta o progetto di legge) ma solo Ddl del Governo e che un senatore, come Livia Turco, non puo' firmare una Pdl della Camera. Stupisce che il senatore Quagliariello commenti una Pdl della Cemera dei deputati e non sappia nemmeno che una Pdl ha un primo firmatario, vale a dire un autore, vale a dire colui che l'ha elaborata'.
'Stupisce - dice il deputato dell'Ulivo - che un direttore non controlli quando infama un ministro e titoli un articolo in modo completamente diverso dal contenuto dell'articolo stesso. Stupisce che a costo di fare uno scoop anti governativo si sia diposti a violare tutte le norme deontologiche e di buon senso. Il delirio clericale della destra e di Fi, che ormai si puo' definire un partito confessionale a tutto tondo, porta a non capire nemmeno una Pdl'.
'La mia proposta - ricorda Grillini - e' la traduzione in italiano della legge in vigore in Belgio, che a sua volta e' stata sviluppata tenendo conto dell'esperienza olandese. E' Pdl piu' completa perche' presenta i tre aspetti della questione: testamento biologico, eutanasia attiva ed eutanasia passiva. Si tratta non certo di 'farsi uccidere' come titola in prima pagina 'Il Giornale' ma di restituire piena sovranita' sulla propria vita e sul proprio corpo per ogni essere umano, il diritto ad una morte dignitosa, il diritto di non subire l'umiliazione dell'agonia e del dolore insopportabile'.
'C'e' infatti - conclude l'esponente dell'Ulivo - chi pretende di essere padrone non solo della morale e della verita' ma anche dei corpi degli individui e del loro destino. In una societa' liberale e' la persona, e' l'individo che deve avere la potesta' e l'ultima parola sulla proprio esistenza e questa Pdl va in questa direzione'.

"Non possiamo rassegnarci né al giornalismo spazzatura, né alla politica giocata esclusivamente sulla delegittimazione dell'avversario. Per questo il falso scoop de Il Giornale che ha coinvolto il ministro della Salute, Livia Turco, non può essere risolto con le semplici scuse di Belpietro o della sua giornalista o ancora del senatore di Forza Italia, Quagliariello". Lo dichiara in una nota Marina Sereni, vicepresidente gruppo l'Ulivo Camera dei deputati.
"Dal Giornale e da alcuni esponenti della Cdl - sottolinea - assistiamo ogni giorno alla riduzione del confronto politico a pura e inutile bagarre. Fermo restando la possibilità per i membri del Parlamento di presentare proposte di legge che possano intercettare le varie sensibilità dei cittadini italiani, voglio ricordare che in questo momento né alla Camera, né al Senato, si sta discutendo di eutanasia, ma che invece si sta lavorando per arrivare ad una legge sul testamento biologico e contro l'accanimento terapeutico".
"I malati terminali, le loro famiglie, hanno bisogno di conforto e di sostegno, ma - conclude Sereni - c'è chi in nome della speculazione politica gioca anche con loro".

"Chiarito l'equivoco nel quale nel corso della sua attivita' puo' cadere qualunque giornale (ricordiamo che anni fa anche a 'L'Unita' capito' un infortunio assai piu' serio con l'on. Scotti), rimane aperto l'interrogativo: l'Unione e' d'accordo con il testo di legge sull'eutanasia presentato fra gli altri firmatari da un onorevole Turco che non e' il ministro Livia Turco? In questo caso il problema e' politico e non e' materia di querela". E' quanto sostiene, in una nota, il vicecoordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto.

'Il Giornale di Belpietro ha voluto piegare una delicatissima questione etica a un meschino interesse di schieramento'. La senatrice dell'Ulivo Paola Binetti commenta la falsa notizia pubblicata nell'apertura dell'edizione di oggi del quotidiano milanese con un attacco al ministro della Sanita' per una proposta di legge sull' eutanasia non sua ed esprime tutta la sua solidarieta' al ministro Livia Turco. 'Come lei, sono indignata e scandalizzata da tanta faziosita'' dice la senatrice della Margherita che sottolinea come 'il testamento biologico, che il Senato ha cominciato ad affrontare in modo serio e scrupoloso, e' un grande tema etico su cui non puo' esserci alcun equivoco'. 'Belpietro - ribadisce la Binetti - lo ha usato strumentalmente per una battaglia di propaganda. Ritengo che trattare cosi' temi che riguardano la vita o la morte sia offensivo e sveli un'unica volonta', quella di alimentare lo scontro tra gli schieramenti'.

"Esiste una proposta di legge della maggioranza sul tema dell'eutanasia e del testamento biologico.
Ma il 'Giornale' ha avviato un clima di caccia alle streghe e di disinformazione che ha il solo scopo di impaurire il lettore su un tema che richiede molto tatto, un grande approfondimento e una sobrieta' di toni, proprio perche' tocca la coscienza e la vita in uno dei momenti piu' drammatici dell'esistenza umana". Lo afferma Katia Bellillo, deputata del Pdci.
"Nonostante le scuse del direttore Belpietro al ministro, mi chiedo- aggiunge Bellillo- come sia possibile che non si considerino i casi di omonimia tutt'altro che rari. Altro che redazione tratta in inganno, come ha dichiarato il direttore. Qui si tratta- conclude- di giornalisti disattenti, dilettanti e pasticcioni, incapaci di verificare le notizie prima di passarle alla stampa".

"Un conto è sbagliare sulle omonimie. Un conto è sbagliare sulla sostanza. È questo il caso del Presidente della Commissione sanità del Senato, il quale nega che ci siano in questo momento in discussione disegni di legge sull'eutanasia". Lo afferma in una nota il senatore di An Alfredo Mantovano che aggiunge: "il senatore Marino è primo firmatario di un Ddl che, col pretesto di evitare l'accanimento terapeutico, introduce un testamento biologico che coincide nella sostanza con l'eutanasia: ne è conferma la circostanza che la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione viene equiparata alla sospensione di cure inutili mentre come tutti sanno è ben altra cosa".
"Il Ddl Marino - sottolinea - non solo permette che un ammalato grave sia lasciato senza acqua e senza cibo ma rende il testamento biologico, che secondo la sua impostazione includerebbe questa pratica, una dichiarazione obbligatoria per tutti. Due giorni fa con un articolo pubblicato a firma sua e della senatrice Anna Finocchiaro, sulle colonne dell'Unità, egli ha descritto come prioritaria l'approvazione di una legge che contenga questi passaggi e che attualmente viene discussa nella Commissione che lui presiede".
"È più grave un errore sui nomi, immediatamente seguito da scuse e perciò involontario, o una studiata e ripetuta manipolazione della realtà?".

'Nella vicenda Belpietro-Turco c'e' solo ipocrisia ed e' inutile e controproducente ogni ipotesi di ricorso all'Ordine dei giornalisti'. Lo afferma il senatore di An Francesco Storace.
'Si tratta - sottolinea Storace - dello stesso Ordine dei giornalisti che ha graziato l'Unita' quando defini' mio padre un dodicenne torturatore di ebrei e questo non ha provocato alcuno scandalo nella sinistra che oggi crocefigge il direttore del 'Giornale''.
'In realta' - afferma Storace - vogliono tappare la bocca a una delle poche voci libere di questo paese in nome dell'eutanasia della liberta' di stampa'.

"Continuiamo ad assistere quotidianamente ad una disinformazione continua da parte de 'Il Giornale': la deontologia pare se la siano proprio dimenticata da un pezzo". Il deputato e responsabile Comunicazione dei Verdi Marco Lion commenta così la polemica sul falso scoop de 'Il Giornale'. Secondo Lion, "l'osservanza dei principi della deontologia professionale non è la preoccupazione principale della testata: piuttosto, il quotidiano appare sempre più impegnato a condurre una battaglia politica, specialmente nell'urlare titoli che si rivelano pura disinformazione. Siamo di fronte - ha concluso - ad un vero e proprio 'Giornale' militante".

"La proposta di legge di Grillini non e' conforme all'articolo 37 del codice deontologico del medico e soprattutto all'articolo 36 che condanna senza riserve chi praticasse l'eutanasia: basta strumentalizzare cosi' il dolore di tanti malati". Questo il giudizio di Domenico di Virgilio, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari sociali alla Camera, sulla proposta di legge protagonista della gaffe del 'Giornale'.
"La polemica innescata in queste ore- precisa l'azzurro Di Virgilio- circa l'erronea attribuzione al ministro Livia Turco del progetto di legge a favore dell'eutanasia, non deve distrarre dall'affrontare il vero problema: arrivare a promulgare una legge che definisca e regolamenti il testamento biologico, tenendo ben a mente che spetta sempre al medico, preparato scientificamente e umanamente, di decidere quale sia la terapia in quel momento piu' adeguata per ogni singolo malato".
E conclude: "Cio' di cui i pazienti hanno realmente bisogno e' di una medicina piu' umana, e non di medici che vogliono disimpegnarsi staccando la spina".

'Il gravissimo incidente in cui e' incorso oggi Il Giornale con il ministro Livia Turco purtroppo non e' il solo'. E' quanto riporta un comunicato stampa diffuso dagli uffici del vice ministro all'Economia Vincenzo Visco.
'Nella foga dell'attacco a qualsiasi costo al governo - si legge nella nota - alcune testate giornalistiche che sostengono l'opposizione si sono lanciate nella diffusione di notizie montate ad arte. Proprio in questi giorni un altro esempio riguarda Panorama Economy, altra testata che fa capo a una casa editrice che ha come azionista di riferimento la famiglia Berlusconi. Panorama Economy ha pubblicato un servizio di copertina pieno di inesattezze e forzature sul tema della casa.
Senza parlare delle immagini, che non meritano nemmeno di essere commentate. E', di fatto, l'ultima frontiera di una campagna mediatica volta a produrre non informazione puntuale e verificata, ma confusione e paura sull'operato del governo. E' una campagna dove la verifica della realta', quando pure viene fatta, trova spazi risibili e non influisce sostanzialmente sul contenuto del prodotto informativo'.

Piena solidarieta' al direttore de Il Giornale, Maurizio Belpietro, 'per la campagna che si sta creando da parte della sinistra' viene dall'esponente di An Domenico Gramazio.
'Esprimo piena solidarieta' al direttore Maurizio Belpietro a tutta la redazione - dice Gramazio - per il tentativo della sinistra di approfittar di un mero errore per tentare di soffocare una delle poche voci libere dei quotidiani italiani.
Solidarieta' quindi e difesa anche presso l'ordine dei giornalisti per un vero e proprio errore che non puo' essere la crocifissione della liberta''.

Il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo, responsabile dei procedimenti disciplinari, 'valutera' lunedi' la posizione del direttore del Giornale, Maurizio Belpietro, in riferimento al contenuto dell'articolo di testata di oggi'.
Lo ha reso noto, all'Ansa, lo stesso presidente.

COSA PREVEDE LA PDL DI GRILLINI E TURCO (MAURIZIO)
'Ogni persona che versa in condizioni terminali o che e' affetta da una patologia gravemente invalidante, irreversibile e con progonosi infausta, ha diritto di porre termine alla propria esistenza mediante l'assistenza di un medico'. E' il passaggio chiave della proposta di legge presentata dal deputato della Rosa nel pugno Maurizio Turco, coinvolto nella polemica scoppiata dopo che 'Il Giornale' ha erroneamente attribuito l'iniziativa legislativa all'attuale ministro della Salute Livia Turco.

Il primo firmatario della proposta di legge, in realta', e' il diessino Franco Grillini. Insieme a lui l'ex ministro Katia Bellillo, dei Comunisti italiani, e Lanfranco Turci, collega di partito di Turco. Un 'dettaglio' che, proprio a causa delle polemiche scatenate dal titolo in prima pagina de 'Il Giornale', e' passato in secondo piano. Il via libera alla pratica dell'eutanasia (articolo 5 della pdl), e' accompagnato dalle norme per il medico che si presta ad esaudire la volonta' del malato: 'il medico curante che pratica l'eutanasia attiva -si legge nell'articolo 6- non e' punibile se presta la propria opera alle condizioni e con le procedure stabilite dalla legge'.

La richiesta di eutanasia del paziente, si legge sempre nell'articolo 6 della proposta, 'deve risultare da una dichiarazione scritta, redatta, datata e firmata personalmente. Se il paziente non e' in grado di compilare tale dichiarazione, puo' affidare l'incarico a persona di sua fiducia, purche' maggiorenne, che non abbia alcun interesse materiale rispetto al decesso'. La regolamentazione dell'eutanasia e' strettamente collegata al concetto di testamento biologico: 'ogni persona maggiorenne -recita l'articolo 3- capace di intendere e di volere ha la facolta' di redigere un testamento biologico, che resta valido e vincolante per i medici curanti anche in caso di successiva perdita della capacita' naturale o della facolta' di comunicare, contenente l'individuazione dei trattamenti sanitari cui acconsente o non acconsente di essere sottoposta'.
I firmatari della proposta sottolineano come debba essere riconosciuto a ciascun individuo 'il diritto di formulare in anticipo la propria volonta'', da rispettare 'se e finche' lo stesso individuo e' capace di intendere e di volere'. E il malato deve dare il proprio consenso 'a qualunque pratica sanitaria si renda necessaria o opportuna'. In sostanza, dicono Grillini, Bellillo, Turci e Turco, occorre 'mettere nelle mani degli interessati la liberta' e la responsabilita' delle nuove scelte rese oggi possibili dalla tecnologia, anziche' lasciarle 'confiscare' dai decisori politici o abbandonare alle casuali propensioni individuali del personale sanitario o dei componenti di comitati etici ospedalieri'.

La proposta di legge 'risponde al principio che non si possono 'mettere le mani addosso' a nessuno, neppure con le migliori intenzioni, senza il suo consenso e senza il concorso consapevole della sua volonta' o, addirittura, in aperto contrasto con la sua espressa volonta' individuale'.

Il punto di partenza, la 'premessa', in qualche modo, all'eutanasia, e' il testamento biologico. Che puo' contenere, ad esempio, il rifiuto di qualsiasi forma di rianimazione o di prolungamento dell'esistenza con apparecchiature o con alcune forme specifiche di rianimazione. Con il testamento biologico il malato puo' decidere di non essere sottoposto all'alimentazione o all'idatrazione artificiali da parte di terze persone; di rifiutare trattamenti analgesici; di consentire il prelievo di organi e tessuti, tutti quelli contemplati e considerati appropriati dall'equipe medica, oppure organi definiti e specificati in caso di morte cerebrale accertata. In caso di perdita della capacita' naturale o della facolta' di comunicare, il testamento biologico puo' essere allegato alla cartella clinica del paziente, su richiesta della persona di fiducia nominata dal malato.
Il medico che pratica l'eutanasia non e' punibile, ma deve aver accertato che il paziente sia maggiorenne e capace di intendere e di volere al momento della richiesta e che la stessa sia stata formulata 'in maniera volontaria, sia stata ben ponderata e ripetuta' e non sia 'il risultato di una pressione esterna'. Il medico deve inoltre accertare che il malato sia in fase terminale o che le sue sofferenze fisiche sono 'persistenti, insopportabili e tali da non poter essere alleviate da ulteriori trattamenti terapeutici'.

In ogni caso, il medico, prima di procedere all'eutanasia, deve informare il paziente sulla sua situazione clinica e sulle prospettive di vita, chiedendo al malato conferma della sua richiesta di eutanasia e informandolo 'in maniera documentata' sulle possibilita' terapeutiche ancora attuabili e sui trattamenti palliativi'. E il medico deve dialogare con il malato 'al fine di condividere con lui che non vi sia altra soluzione ragionevole per la sua patologia', accertando al tempo stesso che la richiesta sia 'volontaria e oggetto di una decisione esclusivamente personale'. E deve consultare un altro medico 'consulente' per la conferma del 'carattere grave e incurabile della patologia', informandolo del motivo della consulenza. Il consulente, a sua volta, deve 'assicurare la propria indipendenza di giudizio nei confronti del medico curante' e deve essere competente rispetto alla patologia esaminata. Il malato, da parte sua, puo' revocare la richiesta di eutanasia in ogni momento.

La non punibilita' del medico si estende 'alle altre persone che hanno fornito i mezzi per l'eutanasia e a chiunque abbia collaborato all'intervento sotto la direzione del medico curante'. Il medico che non intende partecipare alle pratiche di eutanasia deve presentare un'apposita dichiarazione di obiezione di coscienza all'Ordine dei medici. Ed e', naturalmente, obbligato a comunicare la propria scelta al paziente.
(Fonte: Adnkronos)
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