Italia. Giovanardi: ragazzi scarcerati grazie alle nuove tabelle sulle quantita' minime
'E' in corso una campagna per la liberalizzazione della droga. C'e' un partito, Rifondazione Comunista, che porta avanti lo slogan: sesso, droga e rock and roll. Ogni episodio viene preso a pretesto per arrivare a liberalizzare la droga nel nostro Paese'. E' quanto ha affermato il ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, in visita questa mattina alla comunita' di recupero per le tossicodipendenze 'La Tenda' di Mercato San Severino (Salerno). 'In realta' noi siamo fermi sulla linea della prevenzione, del recupero e su quella della lotta contro gli spacciatori. Per quanto riguarda i consumatori ribadiamo che siamo soltanto per l'applicazione di sanzioni amministrative, che possono aiutare anche le famiglie ad impedire che i ragazzi entrino nel dramma della droga'.Secondo Giovanardi, 'cio' che fa male e' continuare a sentire persone che sottovalutano i rischi ed i pericoli che derivano dalla cocaina, dall'eroina, dall'hascisc, dalle droghe sintetiche che sono la porta d'ingresso a tragedie familiari e alla distruzione della personalita' dei giovani'.
E sul caso dei due giovani calabresi arrestati per il possesso di poco piu' di 3 grammi di hashish, Giovanardi ha dichiarato: 'E' il classico caso di scuola, in cui il magistrato ha applicato correttamente la legge. La sostanza stupefacente, essendo inferiore a quelle delle tabelle, non prevedeva l'arresto. Infatti si presume che quel quantitativo sia da considerarsi per il consumo e non per lo spaccio. Se fossimo stati prima dell'entrata in vigore della legge, il magistrato poteva anche convalidare l'arresto, per la discrezionalita' assoluta. In questo caso correttamente il magistrato non ha convalidato gli arresti', conclude Giovanardi.
"Dato che la fattispecie in questione e' puntualmente prevista dalla legge sulla droga attualmente in vigore, anche quando il quantitativo di sostanza stupefacente e' inferiore per principio attivo alle quantita' indicate per uso personale, hanno fatto bene, anzi benissimo, i carabinieri nel procedere all'arresto dei due giovani di Catanzaro visto che il confezionamento frazionato del prodotto non fa certo pensare all'uso personale ma bensi' allo spaccio...". Questo il commento del leghista Roberto Calderoli.
'Avevamo detto che le quantita' erano minime, ma che i danni sarebbero stati massimi. I due giovani di Davoli arrestati per qualche grammo di hashish, rappresentano la piu' palese dimostrazione. La legge proibizionista Fini-Giovanardi-Mantovano e' una legge elettorale fatta sulla pelle dei giovani consumatori di cannabis che vengono trattati alla pari degli spacciatori di cocaina'. E' quanto sostiene in una nota il consigliere provinciale del Prc di Catanzaro, Pino Commodari, circa l'arresto dei due giovani di Davoli che non e' stato convalidato dalla Procura.
'Invece -ha aggiunto- di affrontare seriamente un fenomeno come quello delle sostanze si e' giocato fino all'ultimo con il pallottoliere stabilendo in maniera arbitraria la dose oltrepassata la quale un consumatore viene considerato spacciatore. In questo balletto di cifre si e' determinata una situazione paradossale, di fatto una sostanza leggera come la cannabis e' meno tollerata di una sostanza pesante come la cocaina, 500 milligrammi per la prima 750 milligrammi per la seconda. Sembra una legge pensata per la mafia se pensiamo che la cocaina e' enormemente piu' redditizia per gli spacciatori. Il governo di centro sinistra che sta per nascere deve cambiare segno alle politiche sulle droghe. Per tanti anni su questo terreno la sinistra ha scontato un ritardo che la destra ha sfruttato diffondendo paura e demagogia fino all'approvazione di una legge tra le piu' proibizioniste d'Europa; una normativa che conferma come la diffusione delle nuove forme di penalita' sia sempre piu' intrecciata alla gestione di una societa' in cui la precarieta' sociale e' oramai diffusa su tutti i livelli, ed i diritti sociali sono divenuti carta straccia'.
'Sempre in questi ultimi anni pero' abbiamo visto crescere anche un movimento dal basso contro questa svolta repressiva che e' riuscito innanzitutto a dare voce a chi non ne aveva. Questo nuovo movimento antiproibizionista e' riuscito a legare la questione della liberta' e della consapevolezza con il terreno dei diritti sociali, facendo dialogare tra loro soggetti differenti. La volonta' del nostro partito e' quella di continuare a percorrere sul terreno dei movimenti sociali nuovi percorsi di lotta al di fuori di volonta' egemoniche, perche' la questione delle liberta' individuali e dei diritti sociali insieme avanzano o insieme arretrano'.
'Il programma dell'Unione - ha concluso - prevede esplicitamente l'abrogazione della legge Fini sulle droghe. L'impegno di Rifondazione Comunista e' che questa decisione assunta da tutta l'Unione venga messa in pratica nei primi cento giorni del futuro governo'.
Francesco Piobbichi, responsabile droga del Prc, replica a Carlo Giovanardi, per il quale Rifondazione comunista porta avanti lo slogan 'sesso, droga e rock and roll'. 'Rifondazione Comunista -replica Piobbichi- apprezza sicuramente il rock'n'roll, pensa che fare sesso non sia un peccato, e soprattutto e' convinta che il proibizionismo di Giovanardi vada fermato prima che faccia danno nel paese'.
L'esponente del Prc chiede polemicamente che 'qualche collaboratore intelligente spieghi all'ex ministro cosa c'e' scritto nella legge prima che si avventuri in dichiarazioni spericolate rispetto al fatto che nella norma ci sono solo sanzioni amministrative per i consumatori'. 'Con una soglia minima pari a 500 mg di thc infatti la gran parte dei giovani rischiano di essere considerati spacciatori', mentre 'continuare ad equiparare la marijuana con l'eroina e' un'oscenita' scientifica che puo' teorizzare solo una persona che le sostanze non le conosce per niente, o che ne ha abusato in abbondanza'. 'S'impegni quanto vuole, signor Giovanardi, con la sua crociata a suon di demagogia, quantita' minime e galere piene di poveri cristi, per quanto ci riguarda faremo di tutto per abrogare il prima possibile la sua cattiva legge'.
'L'ancora per poco ministro Carlo Giovanardi farebbe bene a conservare un minimo di senso del pudore, oltre che di dignita' personale': la critica giunge da Marco Contini, segretario dell'associazione politica Antiproibizionisti.it, al quale 'risulta difficile comprendere per quale motivo, essendo ormai giunta allo scadere la sua delega alle tossicodipendenze, egli si ostini a replicare a ogni costo alle legittime e ragionevoli critiche mosse alla pessima normativa in materia di sostanze stupefacenti che tanto ha fatto per imporre a questo Paese'.
Contini critica in primo luogo 'il ruolo che Giovanardi assume nel valutare l'operato della magistratura. Non e' questa un' attivita' di sua pertinenza e farebbe bene a lasciare che fossero gli organi preposti a esercitare questo genere di monitoraggio'. Entrando poi nel merito, Contini rileva che la discrezionalita' del magistrato, al contrario di quanto afferma Giovanardi, 'non solo persiste tuttora, ma e' addirittura esaltata dalla nuova normativa. Il perche' ce lo ha spiegato lo stesso Giovanardi, in una lettera scritta il 20 aprile scorso al quotidiano la Provincia Pavese, nella quale rispondendo alle accuse rivolte dalla Cgil nei confronti del suo provvedimento ha dichiarato testualmente: 'quello che la Cgil ha equivocato e' che la soglia e' solo un elemento, un riferimento che, unitamente agli altri, concorre a formare quel corredo indiziario di cui l'autorita' giudiziaria dovra' avvalersi per poter giudicare. Tanto e' vero che anche in presenza di quantitativi inferiori alla soglia, il detentore della sostanza e' perseguibile penalmente, sempre che ricorrano gli altri presupposti che fanno ritenere che la detenzione non sia per uso personale''.
'Una sorta di doppia verita', dunque: da una parte -prosegue Contini- si mostra la faccia 'umana e compassionevole' della legge, mentre dall'altra si esaltano i suoi tratti piu' beceri e giustizialisti. Con queste motivazioni - conclude - facciamo presente all'on. Giovanardi che anche il gioco delle tre carte richiede un minimo di abilita': non lo si puo' fare con due o con quattro, a seconda delle necessita''.
Le competenze in materia di droghe devono passare dalla Presidenza del Consiglio al ministero del Welfare e degli Affari sociali. A sostenerlo e' il neo deputato di Rifondazione Comunista, Daniele Farina, che stamani a Milano ha partecipato ad un incontro sul tema delle droghe e della prossima mobilitazione nazionale prevista a Bologna il 1° di luglio.
'In questi giorni la cronaca ha cominciato a riempirsi degli effetti della legge Fini-Giovanardi sulle droghe. Oltre al prevedibile incremento della detenzione carceraria in danno di semplici consumatori si intravede l'enorme discrezionalita' che la legge affida alle forze di pubblica sicurezza. E' fondamentale che il futuro governo dell'Unione proceda quanto prima all'abrogazione della legge Fini-Giovanardi come previsto dal programma'.
'E' inoltre necessario che le competenze in materia, attualmente avocate alla Presidenza del Consiglio vengano delegate al Ministero del Welfare e degli Affari sociali. E' infine sempre piu' forte la richiesta di associazioni, operatori e consumatori affinche' si convochi quanto prima una vera Conferenza nazionale sulle droghe, che sani la farsa voluta dal precedente governo, a dicembre nella citta' di Palermo e avvii la riforma organica dell'intera materia'.
Nel programma dell'Unione, in tema di lotta alla droga e di aiuto alle persone tossicodipendenti, "abbiamo scritto cose ben precise". Decidere le priorita' dell'esecutivo "non sara' facile", ma va scongiurato "il dramma che rischia di abbattersi su migliaia di giovani e famiglie" abrogando la Fini-Giovanardi. Lo ricorda Beppe Vaccari, responsabile per le Tossicodipendenze dei Ds. Cosa fara' l'Unione? "Innanzitutto favorire la cura delle tossicodipendenze al di fuori delle strutture detentive, in secondo luogo abolire le sanzioni amministrative per chi detiene sostanze stupefacenti per uso personale". Poi "abbiamo proposto che il decreto legge del governo sulle tossicodipendenze deve essere abrogato e che bisogna opporre una strategia dell'accoglienza sociale per la persona e le famiglie che vivono il dramma della droga, a partire dalla decriminalizzazione delle condotte legate al consumo". In ultimo "abbiamo suggerito come sia necessario rilanciare il ruolo dei Sert e dei servizi territoriali salvaguardando il pluralismo delle comunita' terapeutiche".
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