Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Ingegnere inventa nuovo metodo per somministrare cure palliative

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Creato in Italia un 'passe-partout' anti-metastasi da usare come palliativo nei casi in cui non si hanno altre chance terapeutiche, una tecnica che, tramite l'applicazione una piccolissima corrente, apre le porte delle cellule metastatiche lasciando entrare i farmaci somministrati localmente e permettendo di eliminare lesioni superficiali, spesso dolorose e deturpanti.
Si tratta della 'elettrochemioterapia' tecnica resa possibile dall'apparecchio (Cliniporator) messo a punto dall'ingegnere Ruggero Cadossi del dipartimento ricerca e sviluppo dell'Ige di Carpi, presso Modena.
Sviluppato grazie a finanziamenti della Comunita' Europea e italiani, Cliniporator consente di attaccare le metastasi tumorali altrimenti non piu' trattabili e, dopo quasi un anno di utilizzo, ha dato ottimi risultati in termini di qualita' di vita dei pazienti per cui non si hanno altre opzioni di trattamento, ha spiegato Cadossi durante il convegno mondiale 'Sentinel Nodule Biopsy' in corso a Roma.
'A volte, dopo aver tentato senza successo due o tre trattamenti, ti trovi veramente in situazioni in cui non sai piu' proporre al paziente -ha riferito Alessandro Testori, Direttore Unita' Melanoma dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano- in questi casi l'unica possibilita' e' qualcosa di palliativo e l'uso dell'elettrochemioterapia e' risultato molto efficace nel migliorare la qualita' di vita dei pazienti'.
Cliniporator funziona sfruttando un meccanismo cellulare fondamentale, ovvero la presenza di pori di membrana che si aprono e chiudono in risposta a potenziali di corrente.
E' un macchinario che per un millisecondo da' una piccola corrente trasmessa con aghi applicati sull'area della lesione metastatica superficiale e induce i pori ad aprirsi al massimo, spianando la strada all'ingresso della chemioterapia che risulta i questa maniera piu' efficace e con pochi effetti collaterali.
Presente oggi in vari centri quali l'IEO, le Molinette di Torino, il Sant'Orsola e il Rizzoli di Bologna, il policlinico Umberto I di Roma, l'apparecchio, ha continuato Cadossi, e' in uso da circa un anno e secondo i trial clinici compiuti finora e pubblicati sull'European Journal of Cancer ha un'efficienza dell'85%, dovuta al fatto che, ha spiegato Testori, aumenta moltissimo le concentrazioni dei farmaci dentro le metastasi (fino a 10.000 volte per la bleomicina e di 100 volte del cisplatino).
Finora e' stato usato principalmente su metastasi di tumore alla mammella e melanoma, e' un palliativo efficace, ha ribadito Cadossi, perche' cura localmente e in modo poco invasivo le metastasi altrimenti non piu' trattabili, migliorando drasticamente la qualita' di vita dei pazienti.
Si usa anche per rari tumori della pelle, ha spiegato Testori, i carcinomi vasocellulari e spinocellulari che danno lesioni terribili anche sul volto.
Lesioni deturpanti, oppure metastasi localizzate in punti molto sensibili e dunque estremamente dolorose, oggi grazie all'elettrochemioterapia possono essere trattate migliorando sensibilmente la qualita' di vita del malato.
L'apparecchio, di cui al momento si stanno dotando anche alcuni centri del Sud, a Bari, Catanzaro, Napoli, sara' oggetto, grazie a nuovi finanziamenti, di nuove ricerche: il passo decisivo, ha concluso Cadossi, sara' perfezionarlo in modo che riesca a trasmettere la sua azione di apertura dei pori anche in profondita' nell'organismo, ma risultati di questo tipo sono lontanissimi ancora dal letto del paziente.
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