Italia. Un italiano detenuto a Tokio, i Radicali chiedono l'intervento del ministro degli Esteri
Rita Bernardini, presidente di Radicali Italiani, ha scritto oggi una lettera al ministro degli Esteri, Franco Frattini, sollecitando un intervento urgente per "un cittadino italiano di 33 anni che da ben 47 giorni e' rinchiuso nelle carceri di Tokyo per. detenzione di 1,6 grammi di marijuana!". Il cittadino piacentino, che sara' mercoledi' mattina davanti ad un giudice, rischia una pena gravissima "per una condotta che, a nostro modestissimo avviso, -sottolinea la presidente di Radicali Italiani- non dovrebbe essere perseguibile penalmente in alcun angolo del nostro pianeta e che solo la furia proibizionista colpisce, trasformando pacifici cittadini in criminali".
Dalle pagine della Liberta' di Piacenza interviene l'avvocato Flavio Dallagiovanna che segue la vicenda per il tramite di un collega giapponese indicato dall'azienda per cui lavora il piacentino: "stiamo ancora lavorando per farlo uscire in attesa dell'udienza, ma per ottenere la liberta' condizionale i giudici chiedono alla nostra Ambasciata complicate garanzie tra cui anche quella di prendere in custodia il piacentino. Mi stupisce comunque come il nostro Ministero degli Affari esteri attraverso i canali diplomatici non sia ancora intervenuto per dare assistenza e tentare di far liberare il manager. Sull'altro fronte -ha proseguito il legale - non escludo come il comportamento delle autorita' giapponesi nei confronti del mio assistito potrebbe essere oggetto di segnalazione ad organizzazioni internazionali che tutelano i diritti umani. Da parte mia ho fornito al mio collega giapponese che segue la vicenda sul posto tutti i riferimenti alle normative sugli stupefacenti sia nel nostro Paese che nell'intera Europa. E tutte naturalmente non prevedono l'arresto in caso di ritrovamento di quantita' cosi' minime di droga. Il manager si trova in carcere da quarantasei giorni e rischia una condanna per un fatto che nel nostro Paese non costituisce reato".
Dalle pagine della Liberta' di Piacenza interviene l'avvocato Flavio Dallagiovanna che segue la vicenda per il tramite di un collega giapponese indicato dall'azienda per cui lavora il piacentino: "stiamo ancora lavorando per farlo uscire in attesa dell'udienza, ma per ottenere la liberta' condizionale i giudici chiedono alla nostra Ambasciata complicate garanzie tra cui anche quella di prendere in custodia il piacentino. Mi stupisce comunque come il nostro Ministero degli Affari esteri attraverso i canali diplomatici non sia ancora intervenuto per dare assistenza e tentare di far liberare il manager. Sull'altro fronte -ha proseguito il legale - non escludo come il comportamento delle autorita' giapponesi nei confronti del mio assistito potrebbe essere oggetto di segnalazione ad organizzazioni internazionali che tutelano i diritti umani. Da parte mia ho fornito al mio collega giapponese che segue la vicenda sul posto tutti i riferimenti alle normative sugli stupefacenti sia nel nostro Paese che nell'intera Europa. E tutte naturalmente non prevedono l'arresto in caso di ritrovamento di quantita' cosi' minime di droga. Il manager si trova in carcere da quarantasei giorni e rischia una condanna per un fatto che nel nostro Paese non costituisce reato".
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