Italia. Lila: non ci si disintossica per decreto
Nel corso di un incontro con i giornalisti, il responsabile scentifico Vittorio Agnoletto e altri dirigenti della LILA (Lega Italiana Lotta Aids) hanno presentato dati sulla riduzione del danno per dimostrare "quanto questa metodologia sia efficace e quanto dannosa sia una strategia volta alla repressione penale".Secondo Agnoletto poi, "la criminalizzazione e l' avviamento coatto verso programmi 'drugs free' sono inutili, poiche' ogni uscita dalle dipendenze e ogni comportamento che attiene la sfera personale dell'individuo hanno bisogno della libera e consapevole scelta, quella motivazione che non puo' essere imposta per decreto".
E gli altri dirigenti della Lila hanno ricordato quanto accaduto dopo il varo della 162/90 (Jervolino-Vassalli): i tossicodipendenti presenti in carcere erano 7.299, sei mesi dopo erano gia' 9.623 per arrivare a ben 14.818 il 21 dicembre 1992; senza contare il numero delle morti (nel 1990 per la prima volta il numero dei decessi per overdose supero' le mille unita').
Al contrario, c'e' una tendenza "che va a confermare come tra i tossicodipendenti i progetti e gli approcci di riduzione del danno in Italia abbiano dato importanti risultati relativamente alla prevenzione del virus Hiv".
Per questi motivi, la Lila propone i seguenti provvedimenti:
- Attivare campagne di informazione realistiche e credibili e azzerare ogni forma di allarmismo e terrorismo informativo.
- Depenalizzare la cannabis, inserendola tra sostanze come l'alcol e le sigarette e contrastandone l'abuso.
- Realizzare campagne efficaci di riduzione del danno sull'ecstasy e le altre sostanze di sintesi, attivando la possibilita' che nei luoghi di consumo possa essere reperibile un'informazione credibile realizzata attraverso operatori di strada e alla pari all'interno delle discoteche, cosi' come accade in Austria e Svizzera.
- Rendere possibile l'analisi rapida delle sostanze in laboratori mobili per informare sulla composizione reale delle pastiglie.
- Essenziale rimane infine la lotta al narcotraffico, figlio del proibizionismo, e ai suoi profitti.
Dopo aver preannunciato altre iniziative di informazione per contrastare il provvedimento governativo, Agnoletto ha infine ricordato "quanto sia scandaloso che il Governo abbia deciso di organizzare (il 3 ottobre, ndr) la conferenza interministeriale europea sul disagio giovanile a San Patrignano, una struttura privata non accreditata con la Asl in quanto non rispetta i criteri standard per il convenzionamento".
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