Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Manfredi: ad un mese dall'approvazione delle nuove norme...

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Giulio Manfredi (Rosa nel Pugno) ha dichiarato: Il 28 febbraio scorso entrava in vigore la legge n. 49, un fritto misto fatto di finanziamenti per le Olimpiadi di Torino, assunzioni di poliziotti, fondo antiusura e, ben nascosta, quella sedicente "legge Fini" sulle droghe che dovrebbe essere chiamata "legge Giovanardi", vista l'abilità di quest'ultimo nel farla passare in extremis a colpi di taglio e cucito e di voti di fiducia (con Ciampi che guardava da un'altra parte!).
Ad un mese di distanza, l'unico frutto tangibile di quella legge è la ripubblicazione del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309 del 1990), aggiornato e integrato da tutte le 14 leggi in materia approvate in questi sedici anni. Abile mossa del Ministero, così d'ora in avanti tutti faranno riferimento al nuovo Testo Unico e si dimenticheranno del fritto misto di cui sopra.
Il problema è che le modifiche apportate dalla legge "Fini/Giovanardi" sono rimaste tutte sulla carta; non è stato ancora approvato il cosiddetto "decreto sulle tabelle" (art. 73 TU), che dovrebbe segnare la linea di confine tra consumo e spaccio, tra sanzioni amministrative e penali; ma non sono ancora stati approvati altri sette decreti (richiamati dai seguenti articoli del DPR 309/90, modificati dalla "Fini/Giovanardi": 38; 43; 45; 60; 75; 78; 123).
Scorrendo il nuovo Testo Unico, spiccano vistose incongruenze: nell'art. 96, comma 6 bis, solo per quanto riguarda i minori tossicodipendenti è citato il trasferimento delle competenze della sanità penitenziaria dal Ministero della Giustizia a quello della Salute (trasferimento previsto dal D.Lgs 230/99, roba ancora di Rosy Bindi!, e non ancora completato dopo sette anni); non è citata in nessuna parte la legge quadro sull'alcolismo (L. 125/01), eppure Sert e comunità dovrebbero occuparsi anche di questo; il fatto che l'elenco delle strutture private sia tenuto presso il Ministero della Giustizia e non presso quello della Salute la dice lunga sul carattere costrittivo, carcerario, attribuito a tali strutture dalla "Fini/Giovanardi".
L'ansia proibizionista è tale che non ci si è neppure accorti che il proibire "ogni altra pianta i cui principi attivi possono provocare allucinazioni o gravi distorsioni sensoriali e tutte le sostanze ottenute per estrazione o per sintesi chimica che provocano la stessa tipologia di effetti a carico del sistema nervoso centrale" (art. 14, comma 1) vorrebbe dire -se l'italiano non fosse un'opinione- proibire la pianta della vite e tutti gli alcolici!
Di tutto questo dovrebbe occuparsi Silvio Berlusconi, novello ministro ad interim della Salute dopo le dimissioni di Storace; ci auguriamo che non lo faccia; aggiungerebbe solo pressapochismo e colpi di teatro ad una legge che incide sulle libertà di milioni di cittadini italiani..
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