Italia. Michele Serra: ddl Fini, una "legge da sceriffi"
Michele Serra, giornalista, scrittore, autore di testi teatrali e televisivi, boccia, come era prevedibile la proposta del vicepremier Gianfranco Fini in materia di droghe, tramite un articolo scritto sul quotidiano "la Repubblica" di oggi, "Gli sceriffi dello spinello".
Per Serra, la sostanza della nuova legge e' "lo stato di criminalita' affibbiato ai consumatori di cannabis, e' l'equiparazione ottusa tra droghe pesanti e leggere, e' il rischio di confusione permanente tra spacciatori e possessori di dosi personali 'non modiche', insomma e' il contrario esatto della legalizzazione indiscriminata: il suo opposto estremismo. Un programma duramente repressivo, da destra fobica, che fara' felice qualche comunita'-sceriffo ma ha gia' gettato nel panico i molti operatori che su quel fronte di sofferenza hanno accumulato esperienze e competenze tutt'altro che punitive (...) E' il famigerato Stato Etico (quello aborrito dai liberal di governo) nella sua accezione piu' moralista e intrusiva. La cosa piu' interessante, a questo punto, non sara' soffermarsi sulle (scontate) reazioni negative dell'opposizione. Sara' attendere al varco i liberali di maggioranza (tra i quali non mancano gli antiproibizionisti), per valutarne il grado di indipendenza e combattivita'".
"Vivremo in un paese che condona volentieri ogni abuso fiscale e edilizio, e depenalizza molti reati politico-economici, ma e' incapace di varare anche un mezzo indulto per i carcerati comuni e spedisce i gendarmi ai giardinetti per incastrare gli studentelli che si fanno una canna?". Oppure, conclude "sono le due facce dello stesso potere, permissivo con i forti che possono pagare la parcella a torpedoni di avvocati, spietato con gli spaesati che non sanno neanche dove abitano, gli avvocati, nella loro Giamaica di fumo?"
Per Serra, la sostanza della nuova legge e' "lo stato di criminalita' affibbiato ai consumatori di cannabis, e' l'equiparazione ottusa tra droghe pesanti e leggere, e' il rischio di confusione permanente tra spacciatori e possessori di dosi personali 'non modiche', insomma e' il contrario esatto della legalizzazione indiscriminata: il suo opposto estremismo. Un programma duramente repressivo, da destra fobica, che fara' felice qualche comunita'-sceriffo ma ha gia' gettato nel panico i molti operatori che su quel fronte di sofferenza hanno accumulato esperienze e competenze tutt'altro che punitive (...) E' il famigerato Stato Etico (quello aborrito dai liberal di governo) nella sua accezione piu' moralista e intrusiva. La cosa piu' interessante, a questo punto, non sara' soffermarsi sulle (scontate) reazioni negative dell'opposizione. Sara' attendere al varco i liberali di maggioranza (tra i quali non mancano gli antiproibizionisti), per valutarne il grado di indipendenza e combattivita'".
"Vivremo in un paese che condona volentieri ogni abuso fiscale e edilizio, e depenalizza molti reati politico-economici, ma e' incapace di varare anche un mezzo indulto per i carcerati comuni e spedisce i gendarmi ai giardinetti per incastrare gli studentelli che si fanno una canna?". Oppure, conclude "sono le due facce dello stesso potere, permissivo con i forti che possono pagare la parcella a torpedoni di avvocati, spietato con gli spaesati che non sanno neanche dove abitano, gli avvocati, nella loro Giamaica di fumo?"
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