Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Il ministro Ferrero annuncia come procedera' alla riduzione del danno

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'Stiamo lavorando per trovare un atto che riesca a dare immediatamente un segnale'. Lo ha annunciato a margine dell'Assemblea nazionale del Cnca (Coordinamento nazionale comunita' accoglienza) il ministro della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero rispondendo a chi gli chiedeva quali fossero i primi provvedimenti in materia di droga.
Il ministro, precisando che 'vi sono competenze sovrapposte tra diversi ministeri', ha sottolineato che e' in corso una verifica 'per arrivare ad un intervento immediato. Da un lato infatti -ha detto- occorre modificare la legge, e la strada maestra e' una nuova normativa. Intanto stiamo verificando con l'ufficio legislativo la possibilita' di fare un atto che sostanzialmente impedisca la prosecuzione degli effetti delle nuove tabelle. Un elemento che pratichi una 'riduzione del danno' della legge vigente. Dall'altro lato stiamo verificando, in un dialogo con il Parlamento, la possibilita' di una modifica complessiva che sostanzialmente contempli l'abrogazione e ridisegni gli interventi'.
Il ministro ha quindi ribadito quelle che saranno le linee guida di un'eventuale nuova normativa, ovvero, una netta separazione tra droghe pesanti e droghe leggere. 'L'aspetto forse piu' preoccupante e' che non hanno la percezione della diversa pericolosita' delle sostanze anche in virtu' delle campagne del governo di destra. Assistiamo quindi ad un aumento vertiginoso dell'uso della cocaina, secondo il ministro occorre quindi una 'netta distinzione sia sul piano legislativo che informativo tra le diverse sostanze e, detto questo, che alla depenalizzazione deve accompagnarsi il superamento delle sanzioni amministrative per il consumo'.
Per quanto riguarda la possibilita' di un blocco del decreto Giovanardi, Ferrero ha concluso affermando: 'Non riteniamo opportuno usare strumenti che, nei fatti, violano la sovranita' parlamentare con metodi che non condividiamo. Il fine non giustifica i mezzi. Occorre trovare una strada pulita'.

'Il ministro Ferrero venga in Parlamento. Aspettiamo di discutere alle Camere le sue proposte sulla droga'. E' l'invito dell'ex-ministro Carlo Giovanardi come reazione alle sue intenzioni.
'Nel frattempo la legge in vigore, che non sta procurando nessuno degli effetti negativi denunciati a suo tempo dalla sinistra, deve essere applicata per un tempo ragionevolmente lungo per poterne verificare l'efficacia'. 'Il ministro spieghi piuttosto al Parlamento perche' sta smembrando gli uffici del dipartimento per le Politiche Antidroga, impedendogli di svolgere adeguatamente i compiti che l'Italia si e' impegnata a svolgere firmando le convenzioni dell'Onu sulla lotta alla droga'.
'Prendiamo atto che il ministro dell'anti-solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, annuncia l'intenzione del governo di 'neutralizzare' la legge Fini anti-droga (non anti-drogato) e anti-spaccio e di tornare ad una politica pro-droga (non pro-drogato) e pro-spaccio'. Lo afferma Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di AN per le politiche della famiglia, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito.
'A giudicare dalle parole di Ferrero, infatti, l'esecutivo intende perseguire una politica che riaffermi il principio secondo cui drogarsi e' lecito ed e' un diritto di liberta' (arrivando ad eliminare perfino le sanzioni amministrative per l'uso personale, che diverrebbe cosi' completamente liberalizzato). E che reintroduca la distinzione scientificamente infondata e socialmente devastante tra droghe buone e innocue, che vanno addirittura legalizzate, e droghe pesanti, il danno delle quali va cronicizzato e non eliminato'. 'Evidentemente, la linea del governo di Sinistracentro, su questo tema delicatissimo, l'ha detta il vicepresidente (sic!) della commissione Giustizia della Camera, il leoncavallino Daniele Farina... Che ne pensano i cattolici dell'Unione?'. 'Per quanto ci riguarda ci opporremo duramente, in Parlamento, al tentativo di far tornare il nostro Paese drammaticamente indietro: lo Stato non puo' essere agnostico, non puo' essere indifferente, non puo' essere neutrale rispetto all'uso della droga; non puo' non esprimere un giudizio di valore sul consumo di sostanze stupefacenti, che e' un male che fa del male'.
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