Venerdì 12 giugno 2026
Menu

Italia. Il ministro delle Politiche Sociali da' le direttive in materia di droghe, ma ...

Notizia ·
Sulla G.U. del 30 aprile e' stato pubblicato il provvedimento del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali "Atto di indirizzo generale per la presentazione da parte delle Amministrazioni dello Stato dei progetti da finanziare con le risorse del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga".
Scrive, fra l'altro, il ministro Maroni: ". Il rapido mutare della composizione delle cosiddette "pasticche" richiede una rapida conoscenza della composizione delle stesse, che non puo' essere effettuata solo tramite l'analisi delle sostanze sequestrate dalle Forze dell'Ordine. Si tratta del reperimento delle analisi in tempo reale di cio' che viene utilizzato in un dato contesto. Precedenti tentativi di individuare un sistema di allarme rapido sulle modificazioni nella composizione delle droghe sintetiche e relativi effetti nocivi sulla salute, hanno incontrato notevoli difficolta' e non hanno ancora portato ad un risultato apprezzabile. Sperimentare soluzioni innovative in tale ambito rappresenta pertanto una priorita' .".
La segnalazione arriva da parte del Cora (Coordinamento radicale antiproibizionista), che per voce del suo dirigente Giulio Manfredi, cosi' denuncia: "Le 'notevoli difficolta'' di cui parla Maroni sono, in parole povere, la paura degli operatori di essere denunciati per "induzione e agevolazione all'uso di stupefacenti" se decidono di effettuare pill testing, analisi delle pastiglie dei consumatori. Durante i lavori della seconda conferenza internazionale sulla vita notturna (Rimini, 24-27 marzo 2002) e' stata illustrata l'ormai quasi decennale esperienza olandese in materia: venticinque punti di analisi, oltre 8.000 analisi all'anno; anche grazie a questa realta', vi e' stato un miglioramento della qualita' delle sostanze in circolazione: tra il '92 e il '99 non piu' del 40% delle pastiglie erano ecstasy (le altre erano soprattutto allucinogeni e anfetamine); dal '97 al 2001 la percentuale e' salita al 90%. Le "soluzioni innovative" che auspica Maroni consentiranno l'importazione! in Italia del "modello olandese"?
Maroni parla anche di "progetti di intervento per il trattamento precoce di giovani e giovanissimi consumatori di droghe "leggere" e di "nuove droghe" segnalati dalla Prefettura o dalla famiglia. Tali interventi devono svolgersi in servizi diversi dagli attuali servizi pubblici per le tossicodipendenze al fine di evitare commistione, promiscuita' e contagio tra utenze con problematiche diverse ."; dodici anni dopo l'entrata in vigore della legge Iervolino-Vassalli (che, all'art. 75, comma 9, prevede che il Prefetto possa inviare la persona segnalata al Sert, che e' tenuto ad accoglierla, ai sensi dell'art. 122, comma 5, sempre del DPR 309/90), un ministro della Repubblica si e' accorto che inviare i consumatori di cannabis al Sert non serve a nulla! Per dare un'idea della dimensione del fenomeno, riportiamo i dati forniti d! allo stesso Maroni (Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nell'anno 2000, Tabella C06/10: 22.212 persone segnalate ai Prefetti; 18.366 segnalazioni riguardavano "sostanze leggere"; le richieste di programmi terapeutici ai Sert sono state 5.749). Ce' solo un piccolo particolare: occorre modificare la legge, e per farlo non basta un provvedimento amministrativo di un ministro!
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →