Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. La mobilitazione informativa della tv sul caso Elkann fa discutere sulla tv stessa

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La mobilitazione informativa della tv sul caso Elkann, fa discutere:

Il Codacons ha espresso un giudizio negativo sulle puntate di 'Matrix' e 'Porta a Porta' dedicate agli scandali della cocaina: "Collegare la droga a personaggi famosi e vincenti come calciatori, top model, attori e vip vari puo' essere ingannevole per i giovani davanti alla tv, notoriamente portati ad imitare i propri idoli e i personaggi dello spettacolo. Decisamente di cattivo gusto poi la descrizione tecnica di come si prepara una 'pista' di cocaina, come si sniffa, ecc." L'associazione inoltre ritiene che le due trasmissioni non abbiano evidenziato abbastanza i rischi per la salute legati all'assunzione di cocaina e altre sostanze stupefacenti e chiede al ministero della Salute di avviare una campagna informativa nelle scuole e nelle discoteche, sui rischi legati alla droga e in particolare alla cocaina, al fine di sensibilizzare i ragazzi e frenare il consumo di sostanze stupefacenti.

"Come persone che, da diversi fronti e con diverse responsabilita', sono attente al fenomeno della droga e credono nel ruolo centrale dell'informazione, ci sentiamo profondamente indignati per la serie di trasmissioni televisive sui noti casi di cronaca di questi ultimi giorni". Cosi' Andrea Muccioli, responsabile della comunita' di San Patrignano, e la giornalista Chiara Beria d' Argentine, direttore editoriale de 'Il Giornale di San Patrignano', commentano in una nota le trasmissioni tv su Paolo Calissano e Lapo Elkann. "Poche volte nella vita ci e' capitato di assistere, in fotocopia, a un tale condensato di superficialita', disinformazione, assenza totale di rispetto nei confronti dei drammi delle persone e 'falsita' irresponsabili' profuse a piene mani sui vari canali, compresa la Rai che dovrebbe svolgere, su temi cosi' gravi, il suo ruolo di servizio pubblico. A questi signori non sembra interessare nulla dei giovani e del problema della droga. Non ne hanno parlato per anni, nonostante le richieste di chi si occupa quotidianamente di questo problema, perche' non gli serviva, non faceva ascolti. Oggi lo scoprono, perche' alcuni personaggi noti hanno rischiato di morire e, allora, organizzano prontamente i loro salotti televisivi. Non per informare realmente ma per soddisfare la loro sete di protagonismo, per competere con i loro colleghi all'affannosa ricerca di quel taglio originale, nuovo, con cui 'affrontare la droga'. E si usano vari personaggi, una 'compagnia di giro' (il medico, lo psicologo, il giornalista, l'amico di famiglia), senza nemmeno curarsi delle fesserie che possono dire. Le star sono loro, cosa volete che importi della vita e della morte delle persone. E allora, improvvisamente gli spettacoli indegni come quelli visti in questi giorni si moltiplicano. I nostri soloni televisivi gigioneggiano compiaciuti, fanno i finti amici-nemici in una sorta di gioco autoreferenziale, badano all'equidistanza, ai secondi da dare a questo o a quello, come se la droga si facesse scrupoli di partiti e di bandiere. Non c'e' stata nessuna parola di pieta' per una persona sfortunata, una povera ragazza brasiliana cresciuta nelle favelas e madre di due figli, morta qualche giorno fa in casa di un attore. Si accredita, con disinvoltura, il sociologo d'avanguardia o lo psicologo trendy come portatori di verita' scientifiche ineluttabili. Si ascoltano, cosi', macroscopiche sciocchezze come 'l'ereditarieta' e l'inguaribilita' della tossicodipendenza', l'inutilita' delle comunita' di fronte a un fenomeno spacciato come nuovo e, ancora una volta, si parla di 'opposti estremismi' da superare in materia di droga. Che spettacolo squallido!. Esistono centinaia di migliaia di persone che hanno combattuto e vinto la loro battaglia con la droga, che si sono reinserite da anni nella societa', che possono veramente dare un serio contributo di conoscenza, esperienza e insegnare cos'e' la droga. Perche' non li chiamano a parlare in trasmissione invece di improbabili esperti? Di questa assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei telespettatori, dei tossicodipendenti e le loro famiglie, di questa superficialita' e aridita', di questa incompetenza e insipienza, siamo stufi. Viene da chiedersi a cosa siano serviti decenni di impegno, attenzione, solidarieta', corredati da ricerche scientifiche e da risultati di recupero inequivocabili. Viene solo da dire: vergognatevi!.
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