Italia. Il mondo dell'ecstasy al convegno di Torino del gruppo Abele
Durante il convegno "Strada Facendo, ricerca e proposta", organizzato dal Gruppo Abele di Luigi Ciotti, che si conclude oggi a Torino dopo tre giorni di lavori, la questione delle "nuove droghe" e' spiegata dallo psicoterapeuta Renato Bricolo: "Il numero di 400 mila consumatori di ecstasy in Italia nasce in modo empirico. Furono contati i numeri dei biglietti d?ingresso delle discoteche. Poi si selezionarono quelli dei locali di tendenza, da cui fu tratta la percentuale di ipotetici consumatori. Venne fuori quel dato che potrebbe anche essere approssimato per difetto. Nel frattempo sono avvenuti fatti nuovi, come la diffusione dell?Mdma fuori dai circuiti tradizionali, appunto le discoteche, in altri settori del mondo giovanile. Il reato di spaccio, gli studi sul fenomeno, le misure prese, riguardano solo le sostanze inserite nelle tabelle ufficiali degli stupefacenti. Il racket sfrutta i varchi di un sistema così rigido immettendo nel mercato nuove droghe, dagli effetti conosciuti, ma il cui possesso e la vendita non costituiscono per ora titolo di reato. Molti ragazzi fanno uso di farmaci a base di anfetamine facilmente reperibili nei canali legali; vengono prodotte pillole di ogni colore che utilizzano formule chimiche non ancora censite dalla legge. Tutto questo crea pericoli per la salute e sacche di illegalità. Le analisi delle sostanze andrebbero compiute in tempo reale. E? l?unico modo per stroncare il traffico. Molti degli stili di vita a rischio droga riguardano la quasi totalità dei giovani, non essendo più l?abuso di sostanze illegali un discrimine tra differenti: la contiguità che ne deriva appare un fenomeno originale. Va osservato e seguito. Bisogna avvicinare i nuovi consumatori, che altrimenti non avrebbero alcun contatto con gli adulti o con persone orientate verso stili di vita diversi dai loro. Semplicistico sperare che la repressione riesca a cambiarne le abitudini. Pensiamo ai rientri in auto dalla discoteca, deve essere routine apprendere alcuni dati elementari sulle sostanze, sui loro effetti, sulle interferenze con la capacità di guida, e tentare quindi di trasformare gli allarmi per le morti da incidenti in un impegno preciso. Per evitarle".
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