Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Muccioli-pensiero al meeting di Comunione e Liberazione

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"In Europa prevale un basso profilo educativo degli Stati nella lotta contro la droga: prevale una informazione ideologizzata che tende a dire che non tutte le droghe fanno male. In questo invece l'Italia e' un Paese assolutamente innovatore, grazie alle sue campagne informative e al suo approccio al problema droga". Lo ha detto Andrea Muccioli, coordinatore della comunita' di recupero San Patrignano, intervenendo ai lavori del Meeting di Comunione e Liberazione.
Muccioli ha presentato la campagna educativa della Presidenza del Consiglio per la prevenzione delle tossicodipendenze in Italia. "Si tratta di una campagna assolutamente innovativa e unica in Europa perche' gestita direttamente dal no profit: associazioni, comunita', gruppi, movimenti che sono vicini alla gente, vicini ai giovani, che conoscono i loro bisogni, i loro problemi, le loro difficolta'. Soprattutto gente che conosce i motivi che spingono il giovane ad avvicinarsi per la prima volta alla droga, anche a quel tipo di sostanza che solitamente non viene indicata come dannosa". E Muccioli, tirando fuori dalla tasca due spinelli, una pasticca di ecstasy e delle cartine, spiega: "In Europa non ci sono mai stati tanti giovani drogati come in questo momento; non c'e' mai stato un tale abbassamento d'eta' minima di prima assunzione. Siamo ormai arrivati al di sotto dei 13 anni. Il problema non e' perche' si prende questa droga o quella droga, ma perche' ci si droga. E il problema secondo noi e' che ci si droga perche' non si basta a se stessi".
La campagna anti-droga della Presidenza del Consiglio tocchera' fino ad aprile del 2003 70 citta' italiane, nelle quali verranno organizzati 300 incontri. "Una metodologia nuova che tende ad avvicinare chi e' passato dal problema a chi probabilmente da quel problema sta per essere coinvolto". I risultati non mancano. "Queste canne, queste pasticche, queste cartine ce le hanno date i ragazzi che si sono avvicinati ai nostri motor home nelle piazze d'Italia: ci hanno consegnato questi oggetti perche' li abbiamo convinti che non servivano loro a recuperare quell'identita' di cui hanno bisogno".
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