Italia. Napoli. La guerra di camorra e le prime crepe dell'omerta'
Ieri era stata uccisa Carmela Attrice, 47 anni, vittima della faida che da quattro mesi vede contrapposti, per la gestione del mercato della droga, i fedelissimi di Paolo Di Lauro, detto Ciruzzo O Milionario con un gruppo di Scissionisti. Con la donna le vittime di questa "guerra" salgono a 34, 7 solo nei primi 15 giorni del 2005.Oggi sei dei sette killer sono stati fermati dalle forze dell'ordine, proseguono le ricerche dell'ultimo componente del commando. "Risponderemo colpo su colpo a ogni atto criminale", ha commentato l'operazione il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu. "Quando c'e' la collaborazione dei cittadini lo Stato vince sempre contro la criminalita'".
Il commando ha agito a volto scoperto, i sette nel loro quartiere erano conosciuti da tutti, ed erano evidentemente convinti di restare impuniti grazie all'omerta' che copre le attivita' di camorra. Ma la sfrontatezza e l'arroganza li hanno traditi: la gente che ha visto ha parlato, indicandoli a carabinieri e polizia come autori dell'agguato, ed in alcuni casi ha rivelato anche dove si erano nascosti. Le indagini sull'omicidio si sono avvalse del contributo decisivo di testimoni oculari.
Una circostanza che e' stata sottolineata nel corso di una conferenza stampa in procura alla quale hanno partecipato il procuratore Giovandomenico Lepore, il coordinatore della Dda Felice Di Persia, il pm Giovanni Corona, il comandante provinciale dei carabinieri, gen. Vincenzo Giuliani, e il dirigente della squadra mobile Vittorio Pisani. Lepore ha parlato di ''risposta immediata'' da parte di magistratura e forze dell'ordine ed ha elogiato la collaborazione tra carabinieri e polizia. Il pm Corona, titolare dell'inchiesta sulla faida di Scampia, ha sottolineato la rottura del "muro di omerta'", fenomeno che gia' si e' verificato allorche' la camorra ha colpito persone innocenti, come nel caso della 22enne Gelsomina Verde.
Il "gruppo di fuoco" che e' entrato in azione era composto da ex Scissionisti che dopo l'arresto del loro capo Gennaro Marino (Genny Mekkey) si erano schierati con il clan Di Lauro. Tutti gravitavano negli ambieti dello spaccio di droga. I Di Lauro all'interno del rione delle Case Celesti a Secondigliano, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avevano attuato una sorta di "repulisti" occupando le case lasciate vuote dai familiari degli Scissionisti. Anche Carmela Attrice era stata invitata ad allontanarsi dal quartiere: alla donna, che abitava alle Case Celesti insieme con la figlia 17enne, di recente erano stati recapitati biglietti anonimi con i quali la intimavano di lasciare la casa senza indugi. La Attrice non aveva rispettato l'ordine, anche perche' sembra che non fosse riuscita a trovare una sistemazione, a differenza di numerosi familiari degli Scissionisti che erano fuggiti dal rione.
L'agguato sarebbe stato preparato nei minimi dettagli. Gli assassini si erano procurati le chiavi degli scantinati del palazzo. Il 16enne che in passato era stato autore di minacce nei confronti della donna- avrebbe citofonato alla Attrice chiedendo di uscire sull'androne del palazzo. Quando la donna si e' recata sull'androne si e' trovata di fronte tre killer che le hanno sparato contro una decina di colpi di pistola. Uno dei sicari, secondo l'accusa, e' Michele Tavassi, fermato stamattina, mentre gli altri due sono attualmente ricercati. Compiti di copertura in strada sarebbero stati affidati a Gennaro Esposito, Salvatore Esposito e Salvatore Zimbetti, tutti armati di pistole. Al termine della missione uno dei killer si sarebbe lamentato con i complici che durante la sparatoria avrebbero rischiato di colpirlo. Quando sul luogo sono giunti carabinieri e polizia, alcuni indagati sarebbero restati sul posto, confusi tra la folla dei curiosi, e ancora armati: il segno -spiegano gli inquirenti- della convinzione da parte degli indagati della totale omerta' che avrebbe dovuto proteggerli.
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