Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Nuove linee-guida dell'Universita' Cattolica contro l'accanimento terapeutico sui neonati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Esiste un rischio "accanimento terapeutico" anche in campo di terapia intensiva neonatale. Un rischio legato alle caratteristiche cliniche delle situazioni che in questo ambito vengono affrontate, e che rendono non semplice l'individuazione dell'intervento di volta in volta piu' adeguato, da un punto di vista clinico ed etico. Parte da questa constatazione la decisione da parte dell'Universita' cattolica del Sacro Cuore di rendere note alcune Linee-guida "per l'astensione dall'accanimento terapeutico nella pratica neonatologica". Un documento, elaborato dalla Cattedra di Neonatologia, dall'Istituto e dal Centro di Bioetica dell'Universita' Cattolica, presentato stamane in occasione di un workshop al Policlinico Gemelli di Roma.
In questo campo il carattere "straordinario" degli interventi medici che vengono attuati, e' emerso nel corso dell'incontro odierno, costituisce quasi la "ordinarieta'" degli interventi in neonatologia, interventi che hanno comunque permesso a tanti neonati di poter continuare a vivere, si e' sottolineato.
Le linee-guida, sono state presentate dai docenti dell'Universita' Cattolica Costantino Romagnoli e Antonio G. Spagnolo.
"Si tratta di una 'proposta' di linee-guida -hanno spiegato i promotori- le cui indicazioni, come per tutte le linee guida, potranno essere riviste a seguito di nuovi dati scientifici e di suggerimenti e riflessioni che eventualmente perverranno successivamente alla pubblicazione del documento stesso".
Il documento ("Proposta di Linee-guida per l'astensione dall'accanimento terapeutico nella pratica neonatologica") contiene indicazioni le cui finalita' prioritarie vengono cosi' indicate:
1) preservare il piccolo paziente dal dolore e dalla sofferenza. E' il neonato e il suo benessere il termine di riferimento e la ragion d'essere delle linee-guida: se qualche intervento si sospende e' solo in ragione del suo bene prevalente e di nessun altro;
2) preservare il paziente da trattamenti inutili o perfino dannosi, e da trattamenti che, prolungando il processo del morire, violano la dignita' stessa del morire, come evento connaturale all'uomo;
3) preservare la famiglia da ingannevoli aspettative che potrebbero produrre ulteriore difficolta' all'accettazione dell'evento inevitabile della morte del loro bambino con un aggravio di sofferenza.
"In qualche modo le linee-guida elaborate dall'Universita' Cattolica intendono proporsi anche come alternativa 'propositiva' a quanti, sebbene con il condivisibile obiettivo di evitare l'accanimento terapeutico, sono giunti invece a proporre soluzioni che, attraverso l'astensione da ogni tipo di assistenza configurerebbero un biasimevole 'abbandono' terapeutico, per giungere fino alla vera e propria eutanasia e cioe' alla deliberata anticipazione della morte come unica soluzione".
"Inoltre, a differenza di altri documenti analoghi che sono stati prodotti, l'attenzione e il rispetto principale e' alla vita del neonato ed e' lungi da queste linee-guida qualsiasi considerazione su un quanto mai controverso, ambiguo e impossibile da definire, concetto di qualita' di vita", ha commentato Antonio Spagnolo dell'Istituto di Bioetica Universita' Cattolica. "Anzitutto, e' necessario guardarsi da una interpretazione legalistica dei contenuti etico-clinici offerti dalla proposta di linee-guida".
"Ogni neonatologo impegnato nella terapia intensiva -ha da parte sua aggiunto il prof. Costantino Romagnoli della Cattedra di Neonatologia- sa quanto importante sia dare un senso reale ai suoi interventi e quanto frustrante possa essere la percezione dell'inutilita' delle proprie azioni. Tuttavia, quando si e' avviata l'assistenza con mezzi straordinari se non eccezionali e' estremamente difficile identificare il limite degli interventi stessi. L'accanimento terapeutico diventa un rischio reale, che si finisce per correre per l'impossibilita' di aggettivare il limite tra terapia intensiva e accanimento terapeutico".

'Di fronte alla tentazione di una 'morte anticipata' e di una selezione in base alla qualita' della vita, e' importante che arrivi un segnale forte da parte di chi continua comunque ad impegnarsi con dedizione alla cura del bambino in fase precoce della vita'. Cosi' l'associazione Scienza & Vita commenta le 'Linee guida per l astensione dall accanimento terapeutico nella pratica neonatologica', presentate oggi a Roma.
L iniziativa, spiega l'associazione in una nota, ha focalizzato l attenzione sul trattamento dei neonati malati o gravemente prematuri. 'Il dibattito sulla cosiddetta 'eutanasia neonatale' prosegue l associazione - dura oramai da decenni e si ripresenta periodicamente sotto nuove spoglie. Un esempio di questa forma di eutanasia e' la proposta di sospendere le cure in epoca neonatale al di sotto di una certa eta' gestazionale: lo scopo e' di prevenire la crescita di bambini sulla cui prognosi non si puo' essere a priori sicuri e di ridurre l incidenza di disabilita'. Una moderna 'rupe Tarpea''.
'Premesso che ogni forma di accanimento terapeutico va evitata, la scelta del 'cosa fare' - dice la nota - deve essere dettata unicamente da una documentata prognosi e dall accertamento di un eta' gestazionale estrema e realmente incompatibile con la possibilita' di rianimazione. Ed anche nei casi in cui non vi e' piu' nulla da fare, resta fermo il dovere di prendersi cura del bambino, di alleviare la sua sofferenza, di accompagnarlo verso una morte purtroppo inevitabile'.
Scienza e Vita ha gia' espresso in passato la sua 'ferma contrarieta' nei confronti di proposte che non garantiscono una presa in carico integrale e totale del bambino prematuro a rischio di morte ma anche di disabilita''.
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