Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Palermo. Agente carcerario forniva droga ai detenuti

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Giuseppe T., l'agente di custodia del carcere Pagliarelli di Palermo arrestato oggi, sarebbe stato "un vero e proprio tramite delle comunicazioni tra persone detenute e altri soggetti in liberta'". Lo scrivono i magistrati della Dda nell'ambito dell'indagine che stanotte ha portato all'esecuzione di sei misure cautelari ordinate dal gip. L'agente penitenziario si sarebbe prestato a riferire messaggi, a portare a Pagliarelli marijuana, a fornire telefonini e schede sim. I carabinieri lo hanno seguito e ripreso mentre riceveva sacchetti da altri indagati.
Dal contenuto delle conversazioni intercettate si e' appreso che si trattava di marijuana da introdurre in carcere.
E dalle intercettazioni e' emerso il quadro di un pubblico ufficiale 'disponibile' alle esigenze dei detenuti. Il 27 ottobre 2006, parlando con Giacomo F., un'altre delle persone arrestate oggi, Trapani faceva riferimento a "un pacco.
Mi ha detto Nino se te la vuoi tenere tu. Te la tieni tu, e' sessanta. Sessantamila". Il riferimento sarebbe, secondo gli inquirenti, al valore della droga. Lo stesso giorno, parlando con un calabrese chiamato 'Jimmy', T. riferiva le richieste dei detenuti: "Mi diceva di dirti per un telefono.
Dev'essere... lo hai presente il Motorola quello sottile, cosi' non si vede. Quello che si apre, hai capito?".
Giuseppe T. sarebbe stato ampiamente disponibile a fare entrare in carcere non solo telefonini e schede sim ma anche panetti di marijuana fornitigli da Massimiliano M., un altro degli arrestati.
Ci sono una serie di conversazioni intercettate che appaiono dal significato univoco, secondo i pm De Lucia, Prestipino e Buzzolani, della Dda di Palermo. In un caso, poi, Trapani porta fuori messaggi sui viaggi necessari per trasportare stupefacenti. Il 21 ottobre i carabinieri ascoltano questa conversazione tra la guardia e un altro indagato calabrese: "Siccome il signor Francesco mi aveva detto che si doveva fare dei viaggi da Palermo verso la' in quanto c'era una persona che doveva dare dei soldi, poi pero' non mi ha fatto sapere piu' niente. Ma tu sai qualche cosa?". Sei giorni dopo, il 27 ottobre, il discorso riprende: "Mi dovrebbero fare avere queste cose, questi soldi. Ti devo portare i soldi", dice l'agente al suo interlocutore.
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