Italia. Pannella sul ministero antidroga: politiche illiberali e perdenti
Sull'ipotesi della nascita di un ministro, o di superdipartimento, contro la droga il quotidiano Il Messaggero intervista il leader radicale Marco Pannella: "Dal governo, politica sempre piu' illiberale"."Adesso ritengono che per continuare la loro politica sciagurata, sventurata e gia' battuta dalla storia e dalla cultura del nostro Paese gli serve pure un ministero? E si facciano un ministero. La nostra linea contro tutti i proibizionismi, sulla droga, sulla scienza, sul sesso, non cambia". [.] Sulla droga noi rappresentiamo gli unici antagonisti seri, non quelli a corrente alternata all'interno della sinistra. Quelli che non hanno mai fatto una battaglia antiproibizionista e quando erano al governo non hanno fatto un cavolo". [.]
Si dice che l'idea del nuovo ministero o dipartimento da affidare ad An sia nata a San Patrignano. Come vede questa combine'?
"Facciano quello che gli pare. Noi proseguiamo nella nostra lotta. Che ci sia, o meno, il nuovo ministero. Se insistono, si isoleranno ancora di piu' anche nei confronti di buona parte della loro stessa base. Le furbate e le cavolate di Fini che lo spinello e l'eroina sono eticamente da trattare allo stesso modo sono rigurgiti di vecchie illusioni autoritarie, stataliste, proibizioniste".
Nella vicenda pesa anche la gestione dei fondi dello Stato per la lotta ala droga?
"Questo e' pacifico. La gestione dei fondi e' da 8 per mille. Se li spartiscono come ambienti, come organizzazione di ceti. Accadeva negli anni '60 con il fondo dell'assistenza: l'unica necessita' era quella di non risolvere la crisi del settore che governavano, altrimenti restavano disoccupati, e ora mi pare sia la stessa cosa".
Ma con un "ministero" per la droga cosa pensa che possa concretamente cambiare?
"Guardi, la nostra non e' la politica del tanto peggio tanto meglio. Non glielo auguro e non me lo auguro. Spero che possa ripetersi quell'apparente saggezza che ha fatto si' che per due anni annunciassero che stavano a sparare la legge Fini mentre almeno finora e' stato solo un petardo. Io mi auguro che succeda lo stesso anche per il ministero".
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