Italia. Parte il vaccino anticocaina, ma non tutti ne sono convinti
L'Assessore veneto alle politiche sociali Antonio De Poli informa che a Verona, a conclusione dei lavori del congresso 'Cocaina Verona Congress 2006', il Gruppo di studio sul vaccino anticocaina si e' riunito in forma ristretta nella sede dell'Osservatorio Regionale sulle Dipendenze e dopo una discussione approfondita che ha messo a confronto ricercatori inglesi, americani ed italiani, si e' deciso di procedere allo studio di fattibilita' del vaccino anticocaina.'Gli studiosi -spiega De Poli- hanno analizzato i risultati preliminari che sono apparsi incoraggianti per approfondire le ricerche e passare, entro la fine dell'anno o al massimo entro i primi mesi del 2007, alla sperimentazione di fase 3. Sicuramente esistono ancora problemi aperti ma la prossima settimana dovrebbero pervenire, dalla California, approfondimenti sull'efficacia del vaccino e ulteriori dati della fase 2b della sperimentazione la' avviata'.
Il Gruppo di studio, riferisce l'Assessore regionale, ha terminato i lavori dandosi due successivi appuntamenti: il primo fra qualche settimana per prendere visione di nuove prove di efficacia alla luce di nuove casistiche maturate nel frattempo e un secondo appuntamento subito dopo l'estate per avviare il protocollo di sperimentazione. Secondo la nostra nuova legislazione, per attivare la sperimentazione sara' necessario ottenere l'approvazione del comitato etico della struttura sanitaria dove si svolgera' la ricerca. De Poli sottolinea che 'a garanzia di una buona conduzione della sperimentazione si e' deciso che, unitamente alla somministrazione del vaccino, dovranno necessariamente essere garantite ai pazienti condizioni assistenziali di alta qualita' (psicoterapia, periodo di comunita' residenziale qualificata, gestione contemporanea delle co-dipendenze e delle patologie correlate), poiche' si e' definito con l'accordo di tutti che il vaccino puo' essere solo un aiuto in piu' alla terapia della dipendenza da cocaina che resta, di base, prevalentemente psicosociale. Alla Regione interessa offrire un'opportunita' in piu' alle famiglie, ai genitori, alle persone giovani e adulte che stanno percorrendo drammaticamente la china di dipendenza da cocaina. Abbiamo ricevuto tante chiamate di famiglie e di giovani che chiedono aiuto ed e' questo grido al quale noi vogliamo rispondere offrendo, se la sperimentazione si rivelera' valida, uno strumento in piu', una speranza per combattere la spirale di questa terribile dipendenza'.
Il problema della dipendenza dalle droghe, e in particolare dalla cocaina, non si puo' affrontare con un approccio 'miracolistico' o esclusivamente sanitario, 'come quello che emerge dal modo in cui e' stata presentata la prossima sperimentazione nel Veneto di un vaccino': il Cartello nazionale 'Non incarcerate il nostro crescere' esprime il suo dissenso rispetto alla decisione di procedere a uno studio di fattibilita' del vaccino anticocaina.
Il termine stesso di 'vaccino' - afferma il cartello, a cui aderiscono decine di organizzazioni dei servizi pubblici e privati delle dipendenze, associazioni, volontariato, sindacati, operatori della giustizia - appare 'come un affascinante farmaco immunizzante e salvifico che interviene su una patologia sanitaria, senza grande sforzo per la persona che ne fa uso'. La proposta 'ripropone un approccio miracolistico ed esclusivamente sanitario a un fenomeno complesso che richiede una forte attenzione agli aspetti culturali, educativi, psicosociali che tale consumo manifesta in particolar modo. Un approccio semplificatorio che ritorna ciclicamente: qualche anno fa, fu la volta dell'Urod per l'eroina, un sistema di disintossicazione veloce che avrebbe dovuto, anch'esso, essere l'arma definitiva contro le droghe'.
La via del farmaco, sottolinea il cartello, appare una scorciatoia seducente, anche se mai in grado di rendere quanto promesso. E non bisogna dimenticare che essa e' promossa anche da interessi corposi: quasi un milione e trecentomila persone in Italia consumano cocaina, un mercato potenziale davvero enorme per chi commercializzera' prodotti di contrasto alla dipendenza.
Il Cartello chiede pertanto al nuovo Governo di 'promuovere subito una seria riflessione, che coinvolga tutti i piu' autorevoli esperti nel campo delle droghe attivi nel nostro paese, per mettere a punto una strategia integrata - non solo sanitaria e farmacologica - al problema cocaina e che sia in grado di elaborare risposte diversificate a seconda della situazione della persona che assume tale sostanza'.
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