Italia. Pedrizzi (An): Governo intervenga sulle 'smart drugs'
"E' in pericoloso e sconcertante aumento la diffusione fra i giovani delle 'smart drugs', definite 'droghe furbe' perche' non perseguibili dalla legge, ma disponibili sugli scaffali dei cosiddetti 'smart shop' sotto forma di bibite energetiche, pillole, gocce o erbe aromatiche". Lo denuncia Riccardo Pedrizzi (An) che in merito, assieme al colleghi Roberto Salerno (An) e Domenico Di Virgilio (Fi), ha presentato un'interrogazione ai ministri della Salute, Livia Turco, e della Famiglia, Rosy Bindi.Nell'interrogazione, Pedrizzi chiede "quali iniziative verranno assunte per vigilare e monitorare sulla reale ed effettiva pericolosita' delle 'smart drugs', al fine di prevenire la diffusione di questo fenomeno; quali concreti provvedimenti si intendano assumere per tamponare il devastante fenomeno delle nuove tossicodipendenze; quali misure si adotteranno per aggiornare e istruire professionalmente il personale sanitario, affinche' sia in grado di individuare piu' facilmente la natura di intossicazione determinata da queste nuove sostanze; quali iniziative si ritiene di assumere per provvedere alla catalogazione delle 'smart drugs'; quali di questi prodotti possono essere considerati effettivamente delle droghe, rendendoli illeciti; se occorrono delle licenze particolari per aprire gli 'smart shop', come avviene per le farmacie".
L'esponente di An sottolinea che "in Italia questi negozi, che sono centinaia e nei quali si puo' comprare il 'lecito' per lo sballo, trovandosi al loro interno semini, infusi e pasticche a base di erbe e funghi non identificati dalla normativa vigente, hanno un giro di affari a molti zeri, con fatturati che toccano il miliardo di dollari l'anno".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti