Italia. La Polizia a lezione di prevenzione della tossicodipendenza
Ampliare il piu' possibile il coordinamento tra le forze dell'ordine al fine di combattere il fenomeno della droga, mirando al recupero totale del tossicodipendente attraverso un'opera di prevenzione. Questo, in sintesi, lo scopo che si prefigge il corso di prevenzione delle tossicodipendenze promosso dal ministero dell'Interno dipartimento della pubblica sicurezza direzione centrale per i servizi antidroga.
Il progetto, che si e' svolto presso la scuola di Polizia di Vibo valentia, si divide in due fasi e si prefigge lo scopo di formare nell'operatore di polizia una nuova mentalita' che porti a considerare il tossicodipendente o il consumatore occasionale, oltre che un destinatario di "attenzioni repressive", anche una persona bisognosa di terapie e di recupero. In termini generali tale progetto tende alla realizzazione di una 'Nuova Frontiera' che consiste nel coordinamento tra l'azione delle forze polizia e le strutture operative di prevenzione, terapia di recupero, sia pubbliche che private di recupero.
"Se a qualche operatore delle forze dell'ordine -ha detto il direttore della scuola Michele Vitale- volesse venire il pensiero maligno che la migliore forma di prevenzione e' la repressione, rigetti subito tale pensiero, perche' non esiste repressione senza prevenzione. Non c'e' recupero se non c'e' il convincimento dell'interessato. Occorre inoltre precisare che bisogna fare opera di prevenzione e di informazione anche per quanto riguarda le anfetamine e gli spinelli che sono da considerarsi sostanze stupefacenti a tutti gli effetti e non solo 'droghe leggere'".
Il progetto, che si e' svolto presso la scuola di Polizia di Vibo valentia, si divide in due fasi e si prefigge lo scopo di formare nell'operatore di polizia una nuova mentalita' che porti a considerare il tossicodipendente o il consumatore occasionale, oltre che un destinatario di "attenzioni repressive", anche una persona bisognosa di terapie e di recupero. In termini generali tale progetto tende alla realizzazione di una 'Nuova Frontiera' che consiste nel coordinamento tra l'azione delle forze polizia e le strutture operative di prevenzione, terapia di recupero, sia pubbliche che private di recupero.
"Se a qualche operatore delle forze dell'ordine -ha detto il direttore della scuola Michele Vitale- volesse venire il pensiero maligno che la migliore forma di prevenzione e' la repressione, rigetti subito tale pensiero, perche' non esiste repressione senza prevenzione. Non c'e' recupero se non c'e' il convincimento dell'interessato. Occorre inoltre precisare che bisogna fare opera di prevenzione e di informazione anche per quanto riguarda le anfetamine e gli spinelli che sono da considerarsi sostanze stupefacenti a tutti gli effetti e non solo 'droghe leggere'".
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