Italia. Quinta conferenza mondiale sulla prevenzione: Pierferdinando Casini e Girolamo Sirchia
"La droga e' un nemico che va combattuto a viso aperto, con tutti gli strumenti possibili e senza scorciatoie. La piu' insidiosa di queste, a mio avviso, e' la legalizzazione". Lo afferma Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera, precisando che questa e' una posizione personale, "da padre e da cittadino". Casini parla in apertura dei lavori della quinta Conferenza mondiale sulla prevenzione dall'uso di droghe, presente anche il vice premier Gianfranco Fini.Casini sostiene che "il problema della droga non puo' essere risolto attraverso soluzioni di compromesso". A suo avviso, "individuare un limite quantitativo entro cui ritenere lecito il consumo di sostanze stupefacenti significa presupporre che all'individuo possa essere arrecata una quota, seppur minima, di danno, e significa soprattutto perdere una buona occasione per affrontare il problema con il rigore che esso richiede". Allo stesso modo Casini critica la distinzione 'ingannevole' tra droghe 'leggere' e 'pesanti'. "Anche le droghe che talora si usa qualificare leggere, spesso con l'intento ipocrita di minimizzarne gli effetti, creano dipendenza e compromettono la personalita' dell'individuo: la distinzione tra leggere e pesanti e' ingannevole e controproducente. Scegliere la legalizzazione significa accettare il fatto che la persona umana possa essere danneggiata, sia pure come costo inevitabile per una societa' piu' sicura, libera dalla minaccia del crimine organizzato. E' una strada a mio avviso inaccettabile. Essa crea, tra l'altro, un varco pericoloso nella coscienza di quanti sono caduti nel tunnel della tossicodipendenza, per i quali la possibilita' di procurarsi le droghe nel rispetto della legalita' finisce per costituire una oggettiva attenuante. La via della prevenzione, del recupero e del contrasto ai narcotrafficanti e' dunque l'unica praticabile ed e' l'unica che, se perseguita con la necessaria determinazione e senza compromessi, puo' conseguire i successi piu' duraturi. L'azione di prevenzione e cura deve poi coniugarsi ad una rigorosa politica di repressione del traffico e dello spaccio di stupefacenti. Siamo ovviamente consapevoli che ci troviamo di fronte ad un fenomeno dalle dimensioni planetarie, globali, e che per questo va affrontato attraverso un adeguato coordinamento delle misure messe in campo dalle comunita' internazionali. Nessun Paese puo' illudersi di riuscire da solo a combattere la droga all'interno dei propri confini senza avvalersi della cooperazione internazionale". Casini sottolinea che il consumo di droga non affligge oggi piu' i soli Paesi ricchi. Si vanno "anzi formando bacini sempre piu' vasti di tossicodipendenza negli stessi Stati produttori ed in quelli ad essi limitrofi". Il presidente della Camera cita l'Afghanistan "dove operano anche i nostri soldati. Proprio per questo non possiamo accettare che questo Paese triplichi o quadruplichi la produzione annuale di droghe. Sarebbe moralmente inaccettabile per i nostri concittadini. La battaglia del contrasto alla tossicodipendenza va combattuta prioritariamente sul piano della consapevolezza e dei valori. Per condurla vittoriosamente, non c'e' altra prospettiva che porsi dalla parte della persona umana e della difesa della sua dignita'".
"Ancora oggi vengono proposti modelli errati", come la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti o la convinzione "che quelle leggere non siano pericolose". Lo ha detto durante la quinta Conferenza il ministro della Salute, Girolamo Sirchia.
"Sostenere che le droghe leggere non sono pericolose ma che possano aiutare a socializzare, sapere che ci sono movimenti di pensiero che vogliono legalizzare la droga, che pretendono di rendere l'uso della droga quasi innocuo, significa portare avanti un fenomeno come quello del fumo di sigarette, dove i modelli che vengono presentati sono sempre mossi da interessi economici e tendono a dare un'immagine completamente opposta alla realta'. Se la nostra societa' non sa da un lato educare i giovani e dall'altra non sa contrastare questi modelli, molti degli sforzi che facciamo saranno inutili".
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