Italia. "Cartello" di associazioni contro la legge Fini
Domani, in una conferenza stampa organizzata a Roma il Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza(Cnca), la Cgil, Cisl e Uil, il Gruppo Abele, la comunita' Saman, ma anche l'Agesci, l'Arci, Antigone, Magistratura democratica e Scs/Cons(Salesiani), tra gli altri, presenteranno le loro proposte per "riaffermare l'impegno di solidarieta', di vicinanza, di offerta di servizi di cura e di ascolto" contro una legge "datata" e "ispirata da una cieca ansia punitiva e di affermazione etica".Il loro manifesto parla di un uso di droga sempre piu' 'normale', da parte di giovani che lavorano e che non si considerano tossicodipendenti. Di un mondo diverso da quello di alcuni anni fa e per il quale servono interventi mirati, diversificati e non punitivi, ma educativi.
"Incrociamo sempre piu' spesso -raccontano gli operatori del cartello-storie del quotidiano vivere, divertirsi, sperimentare, stare assieme di molti giovani, connotate da un consumo di sostanze diffuso, in contesti diversissimi con problematiche diverse". Da qui, secondo gli operatori, l'errore di proporre "l'obbligo penale alla cura, la promessa di pesantissime punizioni che alimentano la tendenza dei consumatori a minimizzare".
L'"ansia punitiva" che promette o una pesantissima pena carceraria o l'ingresso coatto in comunita' terapeutica, secondo le associazioni che si riconoscono nel cartello, rischierebbe inoltre di allontanare dall'accesso liberamente scelto ai loro servizi. "Il timore della punizione -dicono- rischia di spingere ancor piu' nel sommerso milioni di persone".
Secondo i gruppi, la difesa ed il rilancio della "rete pubblico-privato" e' la "risposta capace di intercettare rapidi cambiamenti, richieste articolate e diversificate, conseguenza di un fenomeno in continua e rapida evoluzione e di un numero di consumatori in continuo aumento". In piu', per le associazioni "occorre garantire risorse certe sia di tipo strutturale (passare dall'attuale 0,8% all'1,5% del fondo sanitario)", sia risorse progettuali assegnate tramite il Fondo per la lotta alla droga stabili e regolari. "Chiediamo piu' pubblico e piu' privato accreditato". "Siamo contrari ad una ipotesi secca di privatizzazione che releghi il pubblico a funzioni di esclusivo controllo del sistema ed erogatore di finanziamenti".
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