Italia. "Sballo dunque ballo", una ricerca sui locali a Bologna
Mescola l'uso della birra a quello di cannabis, passa dall'happy-hour all'after-hour, sta abbandonando l'ecstasy perche' gli piace sempre piu' la cocaina; il vino ormai lo considera buono per l'aperitivo, ma per andare "fuori di testa" vuole i superalcolici. E' cambiato -secondo "Sballo dunque ballo", ricerca realizzata dall'Osservatorio epidemiologico metropolitano per le dipendenze patologiche dell'Ausl citta' di Bologna, su finanziamento del Ministero della Salute- l'identikit del popolo della notte bolognese che abusa di stupefacenti e alcolici. I risultati dell'inchiesta, che ha richiesto cinque anni di lavoro, sono stati presentati oggi.
L'indagine ha monitorato 135 locali della citta' e della provincia, con la collaborazione di ben 114 gestori. Solo 8 si sono rifiutati, mentre i rimanenti erano stati nel frattempo chiusi. Un'inchiesta sul campo per conoscere i consumi della notte, le tipologie dei locali, i modi di divertimento e di sballo. Il quadro che emerge fa riflettere: in citta' l'uso di stupefacenti e' testimoniato dal 35,8% dei titolari dei locali, l'abuso di alcol dal 73%. Insomma, per stessa ammissione dei proprietari, circola droga in un locale su tre, troppo alcol in due su tre. Tutti d'accordo nel dire che si tende ad abusare di sostanze soprattutto nel fine settimana.
Per quanto riguardano gli alcolici, il vino ormai e' relegato dai giovani (categoria che, per la ricerca, spazia dai 15 ai 39 anni) all'aperitivo (16,7%) o alla cena con gli amici (14,5%). Al primo posto delle preferenze dei ragazzi c'e' la birra (44% dei casi) seguito dai cocktail e superalcolici (34% e 31,6%). I nottambuli bolognesi sembrano non essere poi tanto interessati alla consolidata tradizione enogastronomica della citta': per la ricerca infatti si sta passando dal modello di consumo "bagnato" mediterraneo (quello in cui si bevono alcolici con cibo per gustarne l'aspetto socializzante) al modello "secco" nordeuropeo (niente cibo, solo uso di superalcolico per godere dell'aspetto inebriante). Un abuso, quello di alcol, che cresce a ritmo costante man mano che la notte avanza.
Invece il picco nell'uso delle droghe e' a tarda ora, quando si va a ballare, ma decresce all'approssimarsi dell'alba. Marijuana e hascisc, derivati dalla cannabis, sono le sostanze piu' diffuse (32,5%), ma cresce a ritmo esponenziale il consumo di cocaina (10,5%) e cala l'ecstasy (5,3%); inoltre, e' quasi nullo il consumo "ricreazionale" dell'eroina (1,8%). Al pub, nei circoli e nei centri sociali si fumano spinelli, mentre ecstasy e cocaina sono preferiti dai frequentatori di after-hour e discoteche.
Il consumo della notte e' legato alla curiosita' e alla voglia di divertirsi. Ma anche a comportamenti imitativi e, sempre secondo la ricerca, alla reperibilita' delle sostanze alcoliche o stupefacenti. Chi consuma sostanze 'euforizzanti' non e' disagiato e non ha problemi economici: a frequentare i locali della notte sono infatti persone abbienti e acculturate. Con una differenza: in provincia prevale l'uso di alcolici, in citta' e' piu' rilevante quello di droga. I rischi, per queste persone, che non si sentono 'tossicodipendenti' (e che effettivamente non hanno sviluppato una dipendenza fisica dalla sostanza), e' di diventarlo (si stima lo sara' il 20%), ma soprattutto di rimanere vittima di incidenti, di overdose (data l'imperizia nel consumo) o di cronicizzare il policonsumo di sostanze.
Le vie da seguire, per i responsabili dell'Osservatorio, possono essere due: abbassare i consumi e limitarne i danni. Per questo uno degli obiettivi dell'inchiesta e' costruire una rete con i gestori dei locali per "aprire una finestra permanente sul mondo giovanile". Anche se, per stessa ammissione dei ricercatori, la verifica sul campo dell'attendibilita' della testimonianza dei gestori, nei 15 casi in cui e' stata fatta, ha dimostrato che questi sottostimavano l'abuso di droga e di alcol almeno del 20%. Perche' il consumo di droga "e' difficile da osservare", ma anche "perche' sono loro stessi a commercializzare l'alcol".
L'indagine ha monitorato 135 locali della citta' e della provincia, con la collaborazione di ben 114 gestori. Solo 8 si sono rifiutati, mentre i rimanenti erano stati nel frattempo chiusi. Un'inchiesta sul campo per conoscere i consumi della notte, le tipologie dei locali, i modi di divertimento e di sballo. Il quadro che emerge fa riflettere: in citta' l'uso di stupefacenti e' testimoniato dal 35,8% dei titolari dei locali, l'abuso di alcol dal 73%. Insomma, per stessa ammissione dei proprietari, circola droga in un locale su tre, troppo alcol in due su tre. Tutti d'accordo nel dire che si tende ad abusare di sostanze soprattutto nel fine settimana.
Per quanto riguardano gli alcolici, il vino ormai e' relegato dai giovani (categoria che, per la ricerca, spazia dai 15 ai 39 anni) all'aperitivo (16,7%) o alla cena con gli amici (14,5%). Al primo posto delle preferenze dei ragazzi c'e' la birra (44% dei casi) seguito dai cocktail e superalcolici (34% e 31,6%). I nottambuli bolognesi sembrano non essere poi tanto interessati alla consolidata tradizione enogastronomica della citta': per la ricerca infatti si sta passando dal modello di consumo "bagnato" mediterraneo (quello in cui si bevono alcolici con cibo per gustarne l'aspetto socializzante) al modello "secco" nordeuropeo (niente cibo, solo uso di superalcolico per godere dell'aspetto inebriante). Un abuso, quello di alcol, che cresce a ritmo costante man mano che la notte avanza.
Invece il picco nell'uso delle droghe e' a tarda ora, quando si va a ballare, ma decresce all'approssimarsi dell'alba. Marijuana e hascisc, derivati dalla cannabis, sono le sostanze piu' diffuse (32,5%), ma cresce a ritmo esponenziale il consumo di cocaina (10,5%) e cala l'ecstasy (5,3%); inoltre, e' quasi nullo il consumo "ricreazionale" dell'eroina (1,8%). Al pub, nei circoli e nei centri sociali si fumano spinelli, mentre ecstasy e cocaina sono preferiti dai frequentatori di after-hour e discoteche.
Il consumo della notte e' legato alla curiosita' e alla voglia di divertirsi. Ma anche a comportamenti imitativi e, sempre secondo la ricerca, alla reperibilita' delle sostanze alcoliche o stupefacenti. Chi consuma sostanze 'euforizzanti' non e' disagiato e non ha problemi economici: a frequentare i locali della notte sono infatti persone abbienti e acculturate. Con una differenza: in provincia prevale l'uso di alcolici, in citta' e' piu' rilevante quello di droga. I rischi, per queste persone, che non si sentono 'tossicodipendenti' (e che effettivamente non hanno sviluppato una dipendenza fisica dalla sostanza), e' di diventarlo (si stima lo sara' il 20%), ma soprattutto di rimanere vittima di incidenti, di overdose (data l'imperizia nel consumo) o di cronicizzare il policonsumo di sostanze.
Le vie da seguire, per i responsabili dell'Osservatorio, possono essere due: abbassare i consumi e limitarne i danni. Per questo uno degli obiettivi dell'inchiesta e' costruire una rete con i gestori dei locali per "aprire una finestra permanente sul mondo giovanile". Anche se, per stessa ammissione dei ricercatori, la verifica sul campo dell'attendibilita' della testimonianza dei gestori, nei 15 casi in cui e' stata fatta, ha dimostrato che questi sottostimavano l'abuso di droga e di alcol almeno del 20%. Perche' il consumo di droga "e' difficile da osservare", ma anche "perche' sono loro stessi a commercializzare l'alcol".
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