Italia. "Secondo" via libera del Governo al ddl sulla droga
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al un disegno di legge che modifica la disciplina delle droghe illegali. "La novita' piu' rilevante -si legge nel comunicato finale- e' rappresentata dalla caduta della differenza tra droghe leggere e pesanti per quanto riguarda la sanzioni amministrative. La filosofia da cui muove la riforma ruota attorno al principio cardine che detenzione, uso e spaccio di ogni tipo di stupefacenti sono comunque illeciti da reprimere con misure amministrative o penali. Parallelamente si da' impulso a strategie di prevenzione e dissuasione sia interne che internazionali".
Il testo della legge, secondo il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano non punta a "criminalizzare, ma a prevenire, e dara' ottimi risultati".
Mantovano, sull'argomento, accetta scommesse: "quando il ddl Fini sulla droga sara' legge e sara' pienamente operativo sono certo che in carcere ci saranno meno tossicodipendenti e piu' possibilita' di recupero, rispetto a quelle attuali. Il disegno di legge che e' stato approvato oggi senza modifiche dal consiglio dei ministri, dopo essere stato sottoposto al parere della Conferenza Stato-regioni punta sulla prevenzione ed il recupero, ma per intervenire su entrambi i fronti e' necessario fare chiarezza sulla detenzione degli stupefacenti. L'esperienza della riduzione del danno non ha soddisfatto nessuno. Lasciateci sperimentare una via diversa sia dal proibizionismo, sia dall'antiproibizionismo".
Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di Alleanza Nazionale per le politiche della famiglia e vicepresidente della consulta etico-religiosa del partito ha espresso "Soddisfazione per il (secondo n.d.r.) definitivo varo, da parte del Consiglio dei ministri, del ddl Fini e l'auspicio che nel piu' breve tempo possibile si arrivi alla sua approvazione in Parlamento. Se questo ddl piace a chi, come Muccioli, don Gelmini e don Benzi, ha fatto uscire dal tunnel della droga decine di migliaia di persone, e se non piace a chi, come il variegato fronte antiproibizionista, ha speso una vita per farcele entrare, vuol dire che va nella direzione giusta. Gli italiani lo devono sapere: chi e' contro il ddl Fini, e' a favore degli spacciatori. I pusher, infatti, a causa delle lacune della normativa vigente, di chiara impronta antiproibizionista, sono oggi liberi di vendere morte ai nostri figli. Con la legge Fini antidroga e antispaccio, invece, potranno finalmente essere puniti".
Andrea Muccioli, coordinatore della comunita' di San Patrignano ritiene che "Sul piano del principio sono numerosissimi gli elementi che innovano la legge in senso molto positivo, perche' i tossicodipendenti devono essere sollecitati ad avviare un percorso di recupero. E trovo quanto mai giusto, era ora, affermare che tutte le droghe creano sballo, che sono una risposta sbagliata ad un disagio, che sono pericolose".
Ma per dare una valutazione definitiva, secondo Muccioli, sara' necessario attendere l'attuazione concreta della legge: "Si possono fare valutazioni sui principi ispiratori ma per fare una valutazione di merito su quanto puo' positivamente innovare nel concreto, sara' indispensabile aspettare la realizzazione degli strumenti attuativi. Innanzitutto, sara' necessario verificare se questi strumenti verranno realmente realizzati, e poi in che modo, con che tempi, con quale disponibilita' anche finanziaria. Detto questo io penso che se ci sara' una concreta realizzazione degli strumenti attuativi per rendere questa legge praticabile, noi operatori (ma soprattutto le famiglie e i ragazzi) saremo dotati di piu' strumenti e piu' possibilita' per affrontare il problema in modo piu' consapevole e piu' efficace. La legge non dice che (i consumatori) dovranno essere mandati tutti in galera, dice rieduchiamoli, facciamogli fare del servizio civile, mettiamoli a confronto con una realta' che li costringa a cambiare strada e vita. Qui si entra nel campo degli strumenti di attuazione. Se verranno realizzati e ci sara' piu' possibilita' di educarli a una vita responsabile, allora la legge sara' una legge moderna. Se rimarra' uno sterile dettato normativo, non verra' cambiata la dimensione di un problema che angoscia molte famiglie e che sta aggredendo la nostra societa' nelle sue fasce piu' deboli e piu' giovani, in maniera sempre piu' larga e drammatica".
Con il via libera in Consiglio dei Ministri al ddl Fini -per il sottosegretario all'Istruzione Maria Grazia Siliquini si apre una nuova stagione sul fronte della lotta agli stupefacenti. Sara' assai importante potenziare gli strumenti informativi a disposizione della Pubblica Amministrazione soprattutto nel settore dell'istruzione e della formazione, per far conoscere ai nostri giovani i pericoli che incontrano con l'uso personale di droghe. L'aver riconosciuto illecito detenere, consumare e spacciare ogni tipo di stupefacenti, l'eliminazione della differenza tra droghe leggere e pesanti dal lato delle sanzioni amministrative e le nuove norme sulla cura e riabilitazione per uscire dallo stato di tossicodipendenza, sono la manifestazione evidente di una chiara politica per superare la piaga della droga, che e' portatrice di criminalita' ed emarginazione sociale".
Giuliano Pisapia, capogruppo nella commissione Giustizia della Camera del Prc, giudica "stupefacente" il disegno di legge sulla droga varato dal consiglio dei ministri, accusando la maggioranza di voler "drogare" la campagna elettorale".
Per Pisapia "e' grave che sia stato approvato un disegno di legge evidentemente finalizzato a scopi elettoralistici, una proposta non solo controproducente e pericolosa che pone sullo stesso piano i carnefici e le vittime della droga, ma anche incostituzionale, perche' impedisce ai medici e a chi lavora nei Sert di curare, secondo scienza e coscienza, chi e' schiavo della droga e necessita di un personale e spesso diverso trattamento di recupero, e non di una cura imposta per legge".
A giudizio di Pisapia, la scelta del Governo costituisce "un ritorno al passato che finira' per favorire i narcotrafficanti, riempire le carceri di soggetti che hanno necessita' di cura e assistenza, far aumentare l'emarginazione e i morti per droga".
Pisapia annuncia quindi che l'opposizione, "in Parlamento e nel Paese, sara' durissima" e si dice certo che, se la legge sara' approvata, "saranno i cittadini, con un nuovo referendum, ad affossare un provvedimento che non distingue tra chi e' vittima, e chi si arricchisce e specula sul disagio e sulla malattia di tanti giovani e meno giovani".
Un testo, quello approvato, secondo il presidente di Forum Droghe Franco Corleone "che fa dell'Italia il fanalino di coda dell'Europa, l'alfiere della fallimentare guerra alla droga di arlacchiana memoria ed il nemico della politica di riduzione del danno. Mi auguro che l'antiproibizionista Martino abbia espresso il suo dissenso. Il Ddl Fini per una modifica in senso proibizionista e ultrapunitivo della legge sulle droghe e' tornato in consiglio dei ministri dopo l' esame preliminare del novembre scorso. Non si sa ancora se il testo e' stato modificato, ma di certo c'e' gia' un'anomalia: il ddl, che tocca competenze delle Regioni per quanto riguarda gli aspetti sanitari e assistenziali, non e' stato sottoposto al giudizio della conferenza Stato-Regioni, dopo che i tecnici regionali avevano espresso un parere globalmente negativo. In tempi di retorica federalistica e' una contraddizione palese e clamorosa. Un'altra grave contraddizione e' che in tempi di richiesta di garantismo con questa legge si sara' puniti come spacciatori solo perche' in possesso di una quantita' minima di sostanze, senza prove e atti specifici. Ci sara' poi una pena da sei a vent'anni di carcere per uno spinello, con il risultato di criminalizzare migliaia di giovani e riempire le carceri. Questa e' la verita' tutto il resto e' demagogia, se non peggio".
Il verde Paolo Cento annuncia che sara' "battaglia in Parlamento contro un progetto teso solo alla repressione indiscriminata di chi fa uso di droghe. Mi auguro che dai banchi della Casa delle liberta' si levino voci di rivolta contro i propositi proibizionisti e punitivo della legge sulle droghe che gia' in passato non hanno prodotto risultati positivi nella lotta alle tossicodipendenze. La scelta del Governo, legata a fini di pura propaganda, avra' conseguenze pesantissime sulla societa'"
"Che lo spinello sia uguale all'eroina -afferma Gloria Buffo, esponente dei Democratici di sinistra- non e' l'unico imbroglio della proposta Fini. L'altra falsita' consiste nel sostenere che oggi vige il permissivismo, che questo' e' fallito e quindi ci vuole la mano pesante. In realta' da noi c'e' gia' il proibizionismo e la minaccia di una maggior repressione serve solo a fare comizi elettorali e a peggiorare la situazione. Esistono proposte sagge ed efficaci gia' depositate in Parlamento, che fanno prendere meno voti ma funzionerebbero allo scopo".
Il ddl Fini "e' totalmente privo di fondamento scientifico" per Marida Bolognesi (Ds), membro della Commissione Affari sociali della Camera. "Per motivi di propaganda ideologica -accusa la parlamentare- l'Italia reca un gran danno ai giovani. Equiparando lo spinello alla cocaina si sminuisce la gravita' dell'assunzione delle droghe pesanti rispetto a quelle leggere. In questo modo i ragazzi, che fino ad ora trasgredivano con lo spinello, penseranno che farlo con l'ecstasy abbia lo stesso valore. Si tratta di un messaggio sbagliato e completamente lontano dai reali obiettivi della lotta alla droga. Non si va alla radice dell'attuale consumo e spaccio; un fenomeno cambiato negli anni e rivolto principalmente a chi assume pasticche e cocktail chimici saltuariamente, soprattutto in discoteca, vivendo durante la settimana una vita apparentemente normale".
"Io credo che il Governo e Alleanza Nazionale -dice il segretario dei Radicali italiani Daniele Capezzone- che hanno promosso questa iniziativa, vogliano procedere sulla strada fallimentare che in questi anni ha gia' prodotto piu' droga, piu' morti, piu' mafia, piu' Aids. Mi auguro tra l'altro che Gianfranco Fini non dica mai a sua figlia che fumare uno spinello o bucarsi di eroina sono la stessa cosa. Lanciare un messaggio del genere otterrebbe solo un risultato: perdere definitivamente la fiducia di milioni di persone, di milioni di ragazzi. In ogni caso il risultato concreto, una volta che questa legge dovesse essere sciaguratamente approvata, sarebbe molto semplice: sono sufficienti sei, sette o otto spinelli per essere costretti al carcere o alla comunita' di recupero. E' un'autentica follia. Ma davvero pensano di poter scatenare una crociata nei confronti di milioni di consumatori? Spero che ci ripensino e magari si facciano loro uno spinello".
"La maggioranza assoluta degli italiani -afferma Marco Cappato, deputato europeo radicale, Coordinatore dei Parlamentari per l'Azione Antiproibizionista- ha gia' battuto, con il referendum radicale del '93, la linea Craxi-Jervolino-Vassalli. La proposta di Fini, oltre a sfidare ogni ragionevolezza nell'equiparazione tra marijuana ed eroina, rappresenta un aggiornamento di una strategia proibizionista che ha vissuto e sopravvissuto anche a cinque anni di Governo del Centro-sinistra, e che sarebbe destinata, in democrazia, a fare la stessa fine della craxiana Guerra alle droghe. Nella nuova versione finiana del proibizionismo si renderanno automatiche le sanzioni penali oltre una certa quantita', annientando il ruolo di apprezzamento del giudice nella valutazione caso per caso, e si offriranno più soldi alla rete del privato parastatale per il recupero dei tossicodipendenti (ma, nel caso dei consumatori di hashish, sarebbe piu' corretto parlare di salvataggio delle anime a suon di preti, psichiatri e ciarlatani). Nel migliore dei casi dunque la nuova legge, se approvata dal Parlamento, contribuira' ad alimentare le clientele dei professionisti dell'antidroga; nel peggiore ad alimentare l'affollamento delle prigioni".
"Ma non l'avevano gia' approvato? -si chiede Rita Bernardini, tesoriera di Radicali Italiani- Non avrebbe gia' dovuto essere iniziato l'iter parlamentare? Quante volte l'approveranno di qui al voto delle europee? Il Governo bluffa sull'effetto annuncio di disposizioni che entreranno in vigore chissa' quando.
Secondo Daniele Farina del Movimento di Massa Antiproibizionista, "e' palesemente un atto elettorale che sara' pagato da decine di migliaia di tossicodipendenti e da milioni di consumatori italiani. Il provvedimento che oggi il Governo ha deciso di resuscitare dopo tre mesi di letargo, visto che lo aveva gia' approvato alla fine del novembre del 2003, e' inutile e dannoso. Non a caso contro questa disciplina si sono espresse centinaia di associazioni, forze politiche e migliaia di persone". Farina, nell'occasione ha annunciato che nei giorni prossimi "contro la sua approvazione in Parlamento" sara' lanciato un appello per una primavera di mobilitazione antiproibizionista.
"Il disegno di legge sulla droga approvato oggi dal Consiglio dei ministri fallisce nell'obiettivo principale, quello di mettere al centro dell'iniziativa politica la crescita personale dell'individuo e l'integrazione delle giovani generazioni". Lo afferma Giuseppe Fioroni, responsabile Margherita delle Politiche di Solidarieta'.
"Si tratta di un ddl punitivo e repressivo che non prevede nessuno stanziamento per la prevenzione e il reinserimento, ne' fornisce le necessarie risposte ai Sert, alle comunita' terapeutiche e alle famiglie. Il Governo non ha rispettato nessuno degli impegni presi con le comunita' terapeutiche. Basti pensare a un solo dato che non ha bisogno di commenti: una giornata in un canile costa allo Stato 16 euro. La giornata di un tossicodipendente in una comunita' terapeutica costa 32 euro".
"Si insiste su una strada fondata sull'ignoranza e sulla criminalizzazione, anziche' puntare sulla conoscenza e sulla dissuasione", dice l'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli. "Non e' vero che si cancella il concetto di modica quantita', al contrario lo si utilizza per scandire sanzioni amministrative o repressione penale. In particolare si creano le condizioni per una persecuzione di massa nei confronti soprattutto dei piu' giovani".
Per Alessandro Margara, per anni alla guida del Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria "Si e' scelta una cattiva strada che sembrava abbandonata da molti anni: la punizione come mezzo per intervenire sulla dipendenza da stupefacenti. Una linea che e' contro i tossicodipendenti e contro i servizi che li hanno seguiti sinora". Margara, critica apertamente il ddl Fini, e lancia l'allarme: con queste norme le carceri, che gia' scoppiano di detenuti, rischiano il tracollo.
"Rendere punibile anche l'uso di stupefacenti, determinera' inevitabilmente l'aumento delle persone condannate. Con le conseguenze che si possono immaginare: il sistema carcerario non regge gia' ora, visto che gli istituti sono ben oltre i limiti di accoglienza; con queste norme si rischia il tracollo, a meno che non si vogliano costruire a tutta birra nuove galere. Inoltre, si pone un problema di costituzionalita' perche' siamo di fronte a una disciplina in contrasto con il risultato del referendum del '93 che ha bocciato la punizione dell'uso di stupefacenti. Si va inoltre contro la normativa, che il centro-destra dice di voler valorizzare, sulla legislazione regionale: il ddl Fini regola infatti materie in gran parte di competenza delle Regioni e che dunque sono loro riservate".
Tossicodipendenti criminalizzati e meno prevenzione, grazie all'"idea scellerata che le droghe sono tutte uguali". Queste le conseguenze a cui portera' il ddl Fini, secondo l'Associazione Antigone, che percio' ribadisce la sua contrarieta'.
"Ci sembra che si prenda una strada sbagliata e pericolosa -sottolinea il presidente Stefano Anastasia-. Non solo infatti ci sara' una maggiore criminalizzazione del consumatore, ma si ridurra' la capacita' di fare giusta informazione sugli stupefacenti e dunque prevenzione".
"Ddl folle e liberticida". Cosi' Achille Saletti, presidente della comunita' Saman, commenta il provvedimento sulla droga.
"I fini elettorali giustificano qualsiasi decisione -dice Saletti- compresa quella, tragica, di equiparare sostanze diverse assunte con modalita' diverse. Lo Stato etico, rottame del passato, torna con la Casa delle Liberta. Piu' galera per tutti potra' essere il prossimo slogan elettorale".
Il ddl Fini, secondo Claudio Castelli, segretario di Magistratura Democratica "impersonifica una linea repressiva tanto feroce, quanto del tutto incapace di fronteggiare adeguatamente il problema della diffusione della droga". A dimostrare che si e' di fronte a una strada sbagliata, sono i risultati gia' dell'attuale legge, frutto della stessa illusione repressiva: oltre il 25 per cento dei detenuti sono tossicodipendenti e le politiche proibizioniste seguite hanno mostrato tutta la loro inidoneita' per contrastare efficacemente il traffico e la diffusione delle droghe. La direzione che va adottata e', quindi, esattamente contraria a quella preannunciata dal Governo, seguendo le strade della riduzione del danno e del recupero affidato a strutture pubbliche e private, come del resto stanno cominciando a fare le piu' moderne esperienze e legislazioni straniere".
Per il presidente della fondazione Villa Maraini, Massimo Barra, "ogni legge che va verso la 'decarcerizzazione' e la cura dei tossicodipendenti ci vede d'accordo, tutto il resto no. Discriminare e stigmatizzare chi e' vittima di droga e' piu' pericoloso e fa piu' danni delle stesse sostanze stupefacenti. La realta' del mondo della droga, e' diversa dalle semplificazioni del mondo della politica e cosi' succede che da un lato Governo e partiti enfatizzano la lotta alla droga e dall'altro lasciano morire operatori e strutture per il recupero".
E' d'accordo con il ddl il farmacologo Silvio Garattini. Secondo lui, droghe leggere e pesanti, "sono nomi che danno una falsa sicurezza ed e' bene abolire questo tipo di distinzione, ci sono condizioni in cui l'effetto di queste sostanze puo' essere piu' o meno grave ma nell'opinione pubblica deve passare il concetto che tutte le droghe fanno male alla salute".
Un giudizio positivo viene dalla Confederazione sindacale autonoma di polizia (Consap) secondo la quale il provvedimento rendera' piu' efficace l'attivita' di prevenzione da parte delle forze di polizia. Il merito del provvedimento sarebbe di "fare chiarezza nell'individuazione di procedure certe per sanzionare il consumo e lo spaccio di droga, eliminando distinzioni tra le diverse sostanze che avevano reso difficile ed a volte infruttuoso il sacrifico e l'impegno del personale di polizia".
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