Italia. Reazioni ad articolo Independent sulla cannabis
Ecco alcune reazioni all'articolo dell' Independent, che ieri ha pubblicato un mea culpa per aver chiesto la depenalizzazione del consumo di cannabis."Ovviamente mi fa piacere che il quotidiano inglese sia giunto, anche se con dieci anni di ritardo, alle stesse conclusioni che noi abbiamo sempre sostenuto. Mi auguro che ora altri organi di informazione, anche in Italia, si interroghino su certe battaglie che hanno combattuto o ancora combattono". Lo afferma in un'intervista a "La Stampa" Andrea Muccioli, figlio di Vincenzo Muccioli e leader della comunita' di san Patrignano, commentando la 'retromarcia' del giornale inglese 'Independent' che nel 1996 spinse il governo a declassare la mariujana a droga di serie C e che ieri si e' scusato con i lettori affermando che la nuova cannabis, 25 volte piu' forte, danneggia il cervello.
Muccioli conclude che la sua posizione resta quella di "dare risposte educative al disagio dei giovani, senza indulgere a nessun altro surrogato. A cominciare dalle droghe, che non sono ne' pesanti ne' leggere, ma droghe e basta".
"Reagisco con grande apprezzamento se la decisione del quotidiano inglese muove da un ragionamento fondato su prove scientifiche serie.Sarebbe diverso se la motivazione fosse invece di opportunismo politico. ma questo per ora non lo sappiamo". Lo afferma in una intervista a "La Stampa" il responsabile giustizia di Rifondazione, Giuliano Pisapia, commentando la 'retromarcia' del giornale inglese 'Independent' che nel 1996 spinse il governo a declassare la mariujana a droga di serie C e che ieri si e' scusato con i lettori affermando che la nuova cannabis, 25 volte piu' forte, danneggia il cervello.
"Il dubbio noi di Rifondazione lo esercitiamo continuamente - spiega Pisapia - Abbiamo pero', in questa materia specifica, anche alcune certezze che ormai possiamo dare per consolidate: il proibizionismo, in tutto il mondo, non ha mai sortito esiti apprezzabili nella lotta alla droga". Pisapia conclude: "la nostra posizione resta quella di dire: sperimentiamo strade differenti da quelle finora battute, come il proibizionismo tradizionale.
Laicamente, senza posizioni preconcette. Dopo di che, tra un paio d'anni facciamo un bilancio e decidiamo di conseguenza".
Il governo Prodi la smetta di praticare la strada buia e a vicolo cieco sulla depenalizzazione della cannabis. Lo dichiara il capogruppo vicario della Democrazia cristiana per le Autonomie alla Camera, Giampiero Catone.
"Lo scorso giorno- aggiunge Catone- il Tar Lazio ha bocciato il decreto del ministro della Salute, Livia Turco, ieri il prestigioso quotidiano britannico Indipendent, ha dovuto pubblicare le proprie scuse, in merito alla campagna di depenalizzazione della cannabis del 1997, riconoscendo oggi, che questa sostanza e' capace di provocare gravi danni mentali a chi ne fa uso. Non dobbiamo rimandare- conclude Catone- a dieci anni quello si puo', e deve fare oggi".
'Le scuse dell'Independent dovrebbero far riflettere certa stampa e certi politici italiani': cosi' Andrea Fantoma, ex dirigente del Dipartimento antidroga e presidente della Fondazione 26 giugno, commenta la clamorosa iniziativa del quotidiano inglese, che ha fatto marcia indietro sulla cannabis, definendo 'un errore' la depenalizzazione del suo consumo chiesta dallo stesso giornale nel 1997.
Fantoma ricorda come 'quando gia' nella Relazione annuale al Parlamento del 2005 venne messo in luce come in Italia si stava affermando la presenza di un tipo di marijuana a elevata concentrazione di principio attivo, si grido' all'esagerazione o, peggio, all'allarmismo'. 'In realta' - spiega - era gia' da anni sotto gli occhi di tutti gli esperti non obnubilati dall'ideologia il fatto che vengano offerti, sempre piu' frequentemente, cannabinoidi potenzialmente piu' dannosi persino dell'ecstasy, ma a molti sembrava quasi sconveniente rimarcarlo nei convegni o su alcune patinate riviste'. 'Ora - continua - siamo curiosi di vedere a quali elucubrazioni e voli pindarici ricorreranno il ministro Ferrero e i suoi consulenti per commentare queste notizie, 'nuove' solo per alcuni dediti piu' alla frequentazione di sedi di partito che alla lettura delle pubblicazioni scientifiche'.
'Speriamo - conclude Fantoma - che la politica e l'informazione traggano da questa vicenda lo spunto per provare a de-ideologizzare il dibattito, riconoscendo finalmente che tutte le droghe nuocciono gravemente alla salute, che e' improprio suddividerle in leggere e pesanti, e che sarebbe folle liberalizzarne l'uso'.
Nell'articolo dell'Independent c'e' la mano di Antonio Maria Costa, il direttore esecutivo dell'Unodc, l'ufficio dell'Onu contro la droga e il crimine: ne e' convinto Franco Corleone, segretario di Forum droghe, che accusa il quotidiano inglese di 'raccogliere la tradizione dei giornali-spazzatura'.
Secondo l'ex sottosegretario alla giustizia, 'i contenuti e il tono terroristico dell'articolo dell'Independent, che contiene dati vecchi e triti, ci conferma di essere davanti a un'operazione di politica deteriore'. 'Addirittura - sottolinea - viene nascosto il contenuto del Rapporto 2005 del governo inglese, che conferma la classificazione della cannabis in classe C, cioe' fra le sostanze stupefacenti meno pericolose'. 'Tutti i rapporti internazionali - continua Corleone - negano il nesso di causalita' fra uso della cannabis e schizofrenia'.
In ogni caso, secondo Corleone tutto cio' 'conferma la necessita' di una forma di legalizzazione della cannabis, sia per ragioni penali sia per ragioni di salute, perche' sarebbe giusto che i consumatori conoscessero il contenuto delle sostanze che acquistano e soprattutto il livello di Thc (il principio attivo della cannabis, ndr) presente'.
Nella retromarcia dell'Independent, conclude Corleone, 'si vede la mano di Costa, il quale insiste nella strategia fallimentare e terroristica della narcoburocrazia che non si rassegna'.
'L'autocritica dell'Independent, che comunque non rinnega totalmente la campagna di declassificazione della cannabis lanciata dieci anni fa, e' il tipico atteggiamento di chi non affronta il problema degli stupefacenti alla radice ma solo in termini paternalistici e di riduzione del danno, come pare in molti stiano facendo anche sul fronte 'progressista' italiano'. Lo afferma Marco Perduca, segretario della Lega Internazionale Antiproibizionisti.
Il problema, secondo Perduca, non e' tanto la tossicita' delle sostanze, ma 'il continuare a mantenerle al di fuori della legge'. 'Dal dopoguerra a oggi - spiega - la proibizione non ha aiutato a governare il fenomeno, anzi! In quasi 50 anni di politiche internazionali che hanno reso illegali anche le piante da cui si raffinano gli stupefacenti, si e' visto un costante globale aumento di produzione, consumo e traffico di tutte le sostanze. La settimana scorsa la Commissione droghe delle Nazioni Unite ha notato che da qualche anno il consumo si sta spostando verso i paesi poveri. Solo l'avvio di una regolamentazione degli stupefacenti tramite la legalizzazione potra' innescare dinamiche virtuose di vero contenimento del fenomeno'. Si tratta, conclude Perduca, di 'includere in un quadro normativo globale quanto oggi e' in balia del mercato nero dei narcotrafficanti e dei loro complici, rendendone possibile il consumo - libero da paternalismi in modo consapevole grazie all'informazione sulla qualita' delle sostanze e delle possibili conseguenze della loro assunzione'.
"Il dibattito che si sta' sviluppando sulla Skunk (una famiglia della pianta di Marijuana con un alto contenuto di Thc) in Inghilterra rischia di essere fuorviante ed e' bene fare chiarezza". Lo afferma Francesco Piobichi, responsabile per le politiche sociali del Prc. "Nel Regno Unito infatti- spiega Piobbichi- non esiste una sola tabella come da noi, ma ben tre tabelle". Nella classe A , si includono sostanze pesanti come eroina, amfetamine (in forma iniettabile), cocaina, crack. Nella tabella B vengono contemplate amfetamine e barbiturici. Nella classe C e' inserita la cannabis, steroidi, tranquillizzanti, ecc. Quest'ordine e' stato modificato in diverse occasioni. La cannabis, per esempio, nel 2003 e' passata a droga di classe C mentre prima era considerata di classe B.
"In Inghilterra non si sognerebbero in nessun modo com'e' avvenuto- continua Piobicchi- da noi di paragonare la cannabis all'eroina in un'unica tabella, perche' hanno verificato sul campo che dire che tutte le droghe sono uguali fa si' che poi queste vengono tutte usate senza distinzione rispetto alle differenti pericolosita'". Secondo l'esponente di Rifondazione, "il dibattito nel nostro paese e' logoro e deve essere sottratto alla banalizzazione mediatica, abbiamo bisogno- conclude- di una nuova legge e di costruire una nuova cultura sociale su questo tema".
"L'ammissione di colpa de L'indipendent sulla marijuana, la pubblicazione dell'ennesimo studio sui gravi danni al cervello della cannabis, sono fatti che debbono determinare anche in Italia un nuovo atteggiamento severo verso la 'cultura dello sballo e della morte'. Le comunità terapeutiche cattoliche e non, impegnate in questi anni sul fronte del recupero dei tossicodipendenti lo hanno sempre affermato con decisione: tutte le droghe nuocciono gravemente alla salute ed è sbagliato suddividerle in leggere e pesanti". E' quanto scrivono in una nota i giovani dell'Udc.
"Speriamo - concludono - che nel governo e in parlamento vincano coloro che sono consapevoli di tutto questo".
Lo skunk, il micidiale derivato della cannabis 25 volte piu' potente del 'vecchio' hashish di cui ha preso il posto nelle preferenze dei giovani britannici, da noi non e' ancora arrivato: lo assicura Felice Nava, farmacologo e dirigente di Federserd, la federazione nazionale dei servizi pubblici per le dipendenze, che pero' avverte: il dilagare dello skunk 'e' frutto del proibizionismo'.
Commentando l'articolo del quotidiano inglese The Independent, Nava invita a porsi la domanda: 'perche' lo skunk e' sul mercato?'. E la risposta, spiega il farmacologo, e' facile: 'se un pusher deve scegliere tra spacciare un chilo di hashish o dieci chilogrammi di marijuana, che piu' o meno si equivalgono come numero di spinelli che se ne possono ottenere, sceglie l'hashish che e' di dimensioni piu' contenute e quindi piu' maneggevole e facile da trasportare e da spacciare. Questo discorso vale ancor di piu' nel caso dello skunk: essendo piu' concentrato, ne serve una minore quantita''. Ma se chiedi a un consumatore se preferisce la marijuana o l'hashish, aggiunge Nava, ti rispondera' che preferisce la marijuana, perche' e' molto piu' profumata e gradevole, e ha un effetto piu' 'morbido'. Quindi, se il consumatore sceglie un tipo di sostanza piuttosto che un altro non dipende dalle preferenze, ma da cio' che offre il mercato illegale. 'E vietare - dice il farmacologo - non risolve il problema, anzi lo complica. In Gran Bretagna, negli ultimi dieci anni, nonostante la cannabis sia stata declassata dalla tabella B a quella C (sostanze meno pericolose), il numero dei consumatori non e' affatto aumentato, come ammette anche l'articolo dell'Independent'.
In Italia lo skunk non c'e', rassicura poi Nava, ma e' innegabile la tendenza ad avere disponibili sul mercato sostanze sempre piu' concentrate e potenti. Per questo non si meraviglierebbe se tra uno o due anni la micidiale sostanza arrivasse anche da noi. Quanto agli effetti di questa droga, che secondo il quotidiano inglese puo' provocare schizofrenia, Nava spiega che 'la cannabis non induce la schizofrenia, ti puo' far diventare schizofrenico se sei predisposto e se ne fumi grandi quantita' per lunghi periodi di tempo'. 'L'hashish - conclude - e' una sostanza psichedelica, e fumato in grandi quantita' puo' avere effetti simili a quelli dell'Lsd, ma dipende appunto da quanto te ne fumi e in che concentrazione. Infatti il pericolo che deriva dallo skunk e' proprio la forte concentrazione di Thc (il principio attivo della cannabis)'.
'E' necessario che il governo Prodi faccia subito marcia indietro. Bisogna immediatamente ritirare il Decreto Turco. In ballo c'e' la salute dei nostri ragazzi'. Cosi' Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.
'Come diciamo da tempo - spiega - e' ormai acclarato che l'uso delle canne provoca gravi perdite di memoria e fenomeni psicotici. E' inaccettabile che il governo Prodi abbia in tutti i modi tentato di favorirne la diffusione attraverso il raddoppio del quantitativo legale di cannabis consentito ad uso personale'.
'Il ministro Turco dovrebbe a questo punto fare una scelta di buon senso - conclude - ritirare un decreto che potrebbe rivelarsi estremamente dannoso per la salute di centinaia di migliaia di ragazzi italiani. Se cosi' non sara', continueremo a batterci per far conoscere al Paese il vero volto di un governo lassista ed irresponsabile'.
"Dopo le scuse dell'Indipendente, il quotidiano inglese che aveva spinto nel 1996 il governo a declassare la cannabis a droga di serie C, ci aspettiamo che non solo il ministro Turco, ma tutto il governo Prodi faccia marcia indietro e non si ostini a portare avanti posizioni di retroguardia". Cosi' Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia. "Aspettiamo il ministro Paolo Ferrero giovedi' in Commissione Affari Sociali, dove illustrera' proprio gli intendimenti del governo in merito alle modifiche sulla normativa vigente in materia di consumo di sostanze stupefacenti. Ci auguriamo di non trovarci di fronte a posizioni ideologiche. I danni permanenti al cervello che l'uso della cannabis procura, soprattutto quando a far uso di tale sostanza sono adolescenti in fase di sviluppo, sono oramai accertati. Far passare il messaggio che la cannabis e' una droga leggera vuol dire propagare una falsa cultura che danneggia i giovani e lascia le famiglie a combattere da sole".
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