Italia. Reggio Emilia. Maggioranza usa consuma sostanze stupefacenti per divertirsi
"Le stime parlano di una maggioranza di giovani e di persone fra i 35-45 anni che consumano sostanze stupefacenti non per disagio, malattia o emarginazione, ma per entrare in contatto con gli altri, per piacere di piu', per divertirsi, per essere piu' competitivi, per lavorare". Lo dice Umberto Nizzoli, direttore dipartimento salute mentale dell'Ausl di Reggio Emilia, nel suo intervento alla seduta straordinaria della Conferenza provinciale dei sindaci e del Tavolo provinciale sul consumo di sostanze stupefacenti. Seduta convocata quest'oggi a palazzo Allende, per la giornata mondiale di lotta alla droga.Questo tipo di consumo rappresenta "una grande sfida per la coesione sociale", aggiunge Nizzoli. Non e' piu' sufficiente la risposta dei soli servizi per affrontare il fenomeno, perche' quando intaccava "le sacche di poverta' e di sofferenza era piu' facile sapere dove andare a colpire, ma quando diventa" altro, cioe' "divertimento", l'azione mirata e' piu' "difficile", sottolinea Cesare Beggi, sindaco di Quattro Castella (Re) e presidente provinciale dell'Anci (Associazione dei Comuni italiani). Oggi il consumo di sostanze stupefacenti per "socialita'", fa si' che le persone non entrino piu' in contatto con i servizi, se non a seguito di un qualche imprevisto, come ad esempio una crisi cardio-respiratoria o un incidente stradale. Quindi "l'integrazione, con i saperi, le prassi, gli strumenti delle amministrazioni e' fondamentale", dice don Giuseppe Dossetti, presidente del Ceis. Cosi' come l'elaborazione "di una nuova cultura", aggiunge Ires Giglioli, sindaco di Montecchio (Re), perche' "fino ad oggi abbiamo creato la cultura dei servizi, oggi bisogna creare la cultura della fiducia in se stessi". Nuovi modelli, e un "rafforzamento del sistema integrato dei servizi", sottolinea l'assessore provinciale alla solidarieta' Marcello Stecco. E' poi criticata la sola azione repressiva, al centro della legge Fini-Giovanardi sulle droghe: "Continuare a discutere della misura, della quantita', della parte repressiva, quindi, e' come inseguire una mosca, quando l'elefante ci cammina sulla schiena", dice il sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio. Posizione che trova concorde il capo della squadra mobile della polizia di stato, Antonio Turi, per il quale "accanto all'attivita' di repressione che le forze dell'ordine esercitano e' fondamentale la prevenzione", cioe' un approccio di sicurezza partecipata, che significa "integrazione" all'interno e tra "le varie istituzioni".
Innanzitutto bisogna uscire "dall'ipocrisia" e dire "che il problema c'e', soprattutto fra i giovani, con un aumento esponenziale dell'abuso di alcool e di cocaina", afferma Delrio. Quindi "esiste la droga ed esistono i drogati", puntualizza Matteo Iori, presidente della cooperativa sociale Papa Giovanni XXIII che chiede ai sindaci di accettare "la responsabilita' di affrontare questo problema", cioe' di "facilitare la nascita di Sert, appartamenti protetti, strutture", scelte che "non portano voti", data "l'utenza difficile" che frequenta quei luoghi, anzi ne fanno "perdere qualcuno". Ma sono scelte che presentano tre vantaggi, innanzitutto "rispecchiano le politiche di inclusione sociale e solidarieta'", poi, "ogni euro speso nel recupero e trattamento ne risparmia molti altri di spese sociali, di giustizia", continua Iori, ed infine "e' una scelta che corrisponde alla 'res pubblica'".
Per realizzare una profonda conoscenza dei nuovi stili di consumo, "verra' promossa a Reggio Emilia una ricerca in collaborazione con l'Osservatorio europeo delle dipendenze", annuncia quindi Stecco.
L'incontro e' concluso dall'intervento di Benedetto Valdesalici, direttore del Sert di Castelnuovo Monti, per il quale bisogna parlare di "regolamentazione delle droghe". Perche' la "guerra alla droga" e' stata "persa", la cocaina "ha invaso l'occidente, il mercato dell'eroina e' stabile". La "coltivazione della cannabis" e' economicamente conveniente. E in "questa provincia", conclude Valdesalici, "l'abuso di psicofarmaci e' a livelli drammatici".
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