Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Regione Lazio e cannabis terapeutica

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La vicenda della cannabis terapeutica e la mozione del Consiglio regionale della Lombardia e' arrivata anche in Lazio. Ad aprire il balletto di polemiche, dopo la presentazione della mozione incriminata da parte del centrosinistra, e' stato lo stesso presidente della Regione, Francesco Storace. "Sulla droga e' inutile tentare scorciatoie: nel Lazio non puo' esserci alcuna disponibilita' ad approvare mozioni o iniziative di qualunque tipo tendenti a spalancare la strada, sia pure sotto le vesti terapeutiche, ad ogni tentativo di liberalizzazione sostanziale degli stupefacenti". Storace ha chiuso ogni possibilita', senza lasciare adito ad interpretazioni: "la sinistra sappia che perdera' anche questa battaglia, ove mai ritenesse di avventurarcisi, ed e' gravissimo che si mettano sullo stesso piano tossicodipendenti e malati di tumore. La cura Di Bella puo' servire a salvare vite umane, la droga conduce alla morte civile e fisica".
Plausi sono arrivati dal centrodestra e critiche dallo schieramento opposto, traducendo cosi' il tutto in una contrapposizione di parte. E allora, il responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia, Riccardo Pedrizzi, dice: "bene Storace: la Regione Lazio non deve commettere lo stesso errore della Regione Lombardia, che ha approvato una mozione discutibile, fuorviante e pericolosa sull'uso terapeutico della cannabis". Anche il consigliere regionale di Forza Italia, Francesco Giro, dice "sulla cannabis mi schiero con Storace". A seguire, infine, il portavoce regionale dell'Udc, Luciano Ciocchetti, che mette in guardia dalle facili strumentalizzazioni e forzature. "Non vorrei -afferma- che si utilizzasse il concetto di funzione terapeutica della cannabis quale chiave per arrivare ad aprire la porta che conduce alla liberalizzazione delle droghe. Sarebbe assolutamente sbagliato far passare una mozione che in qualche modo lancia un messaggio "in positivo" sull'utilizzo della marijuana, soprattutto perche' mancano dati scientifici incontrovertibili sui suoi eventuali effetti benefici".
Non si fanno attendere le repliche dall'opposizione. Il presidente del Lazio Francesco Storace "vuole prendere lucciole per lanterne: non abbiamo mai avanzato proposte di liberalizzazione delle droghe, ma solo la sperimentazione di farmaci derivati dalla cannabis a scopo palliativo e antidolorifico", puntualizza Alessio D'Amato, capogruppo regionale dei Comunisti Italiani. "Solo pregiudizi di tipo ideologici", per D'Amato, possono impedire la ricerca "da affidare all'Agenzia di Sanita' Pubblica regionale, sull'uso terapeutico di sostanze derivate da questa pianta che potrebbe aiutare migliaia di malati a lenire la propria sofferenza".
Per il deputato Verde, Paolo Cento, la visione di Storace sull'uso terapeutico della cannabis "e' miope". "Non si tratta di trovare scorciatoie -spiega- ma di superare l'ideologia con cui la destra tenta di rimuovere l'opportunita' di offrire cure ad alcuni pazienti. La chiusura totale della Regione Lazio e' preoccupante, mentre e' strumentale e provinciale il tentativo di confondere il tema dell'uso medico di alcune droghe con la liberalizzazione del loro uso".
E ancora per i Verdi interviene Angelo Bonelli, primo firmatario della mozione con Giulia Rodano (Ds), che si dice "allibito ma non stupito piu' di tanto della rozzezza culturale delle parole del presidente Storace". E Rodano invita Storace "a leggere le proposte dell'opposizione prima di sparare a zero. Cosa c'entrano i tossicodipendenti?"
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