Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Relazione alle Camere sulle tossicodipendenze

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822 e' il numero dei morti per droga in Italia nel 2001. Il dato fa parte della "Relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze" che il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha firmato questo pomeriggio e trasmesso al Parlamento.
La maggior parte dei decessi riguarda cittadini italiani (792 casi) di sesso maschile (708). Le fasce di eta' nelle quali si rileva il maggior numero di vittime per l'uso di sostanze stupefacenti sono quelle fra i 30 e i 34 anni, dove la relazione di Maroni segnala ben 247 morti (di cui 19 donne); nella fascia fra i 35 e i 39 anni sono stati registrati complessivamente 201 decessi (23 donne); mentre nella fascia fra i 25 e i 29 anni sono stati rilevati 147 morti (13 donne). Fra i giovani di eta' ancora minore, cioe' al di sotto dei 19 anni, la relazione segnala 19 vittime (5 donne).
La mortalita' suddivisa per Regioni, si concentra soprattutto nel Lazio con il maggior numero di casi, 129; poi nella Lombardia, 108; nel Veneto, 95; nella Campania 79 e nell'Emilia Romagna 65. Di contro le Regioni nelle quali minore e' stata la mortalita' dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti sono Valle d'Aosta (1 caso), Molise (2), Basilicata (4), Trentino Alto Adige (13), Friuli Venezia Giulia (17), Abruzzo (18), Calabria (19).
Troppe poche le strutture che curano la disintossicazione dalla droga; e' ancora poco diffusa nel territorio, e soprattutto nelle citta', la realizzazione di centri riabilitativi; scarsa e' la prevenzione della recidiva e della ricaduta, fenomeni che affliggono frequentemente i tossicodipendenti e le loro famiglie.
In questi ultimi anni e' cresciuto il numero di coloro che si sono rivolti ai 557 Sert (servizi pubblici antidroga, gestiti dalle Asl) sparsi sul territorio, per usufruire del trattamento antidroga. Nel 2001 le persone in trattamento sono state complessivamente 150.327, mentre nel 2000 erano state 147.146, nel 1999 erano state 142.949, e nel 1998 140.307. Per quanto riguarda il 2001 dalla relazione di Maroni risulta che le persone che gia' fruivano di un trattamento di assistenza "trascinato" dagli anni precedenti erano 117.407, alle quali se ne sono aggiunte altre 32.920 nel corso dell'anno. Presso i Sert si sono "appoggiati", senza tuttavia ricorrere ad un'assistenza vera e propria, anche altre 26.478 persone, mentre 19.465 sono i trattamenti eseguiti in strutture socio-riabilitative. Il maggior numero di trattamenti di assistenza presso i Sert si e' registrato in Lombardia (22.955 casi), in Campania (15.887), in Piemonte (13.583), Veneto (13.112), nel Lazio (10.921). Il personale impegnato nei Sert e' cosi' diviso: 1.580 medici, 1664 infermieri e assistenti, 1138 psicologi, 1075 assistenti sociali e 592 educatori.
Le strutture a carattere residenziale presso le quali vengono effettuati trattamenti di recupero dalla tossicodipendenza, sono 835. 233 hanno carattere semi-residenziale e 234 effettuano solo un trattamento ambulatoriale. Nelle strutture residenziali alla fine dell'anno scorso risultavano in cura 12.170 persone (delle quali 1737 donne), mentre sono 2.107 (359 donne) coloro che si avvalgono dei trattamenti forniti dalle strutture semi-residenziali. I centri di recupero che svolgono la loro attivita' sono, in termini ambulatoriali, 5.120. Il maggior numero di strutture socio-riabilitative a carattere residenziale si trova in Lombardia (145), Veneto (105), Emilia Romagna (91), Toscana (70), Piemonte (64), Puglia (52), Marche (43). Il minor numero di centri si ha in Valle d'Aosta (4), nel Molise (5), in Basilicata (8). Per quanto concerne le strutture semi-residenziali, la regione nella quale sono piu' diffuse sono il Veneto (33), la Toscana (30), Lombardia ed Emilia Romagna (27), Puglia (17), Lazio (15), Marche (13). Le regioni nelle quali sono piu' numerose le strutture di recupero e socio-riabilitative a carattere ambulatoriale sono la Lombardia (51), la Puglia (26), il Veneto (21), l'Emilia Romagna (16), il Lazio (14), le Marche (13), la Sardegna e Piemonte (10). Nessuna struttura in Valle D'Aosta e in Trentino Alto Adige, soltanto 2 in Umbria.
Il ministro ricorda che la riforma del decreto 444, in corso di formalizzazione, "modifica significativamente la struttura dei servizi per le tossicodipendenze, istituendo dipartimenti nei quali possano essere presenti ed attivi con pari dignita' i soggetti pubblici e privati. La revisione delle funzioni e l'aggiornamento del personale, anche in relazione alla modifica delle politiche del settore, sono anch'essi obbiettivi delle azioni di governo".
Riguardo alle scelte governative, Maroni scrive che si tratta di decisioni "costantemente conformate ai programmi messi appunto dall'unione Europea e tengono conto del mutato quadro istituzionale e costituzionale del nostro Paese. La nostra azione -scrive Maroni- vuole puntare alla qualita' degli interventi ed al loro monitoraggio, nonche' alla riduzione della cronicita', spesso prodotta non solo dalla complessita' del fenomeno, ma anche dalla scarsa efficienza ed efficacia degli interventi".
"Il nostro intento -scrive- continuera' ad essere quello di ridare fiducia alle famiglie e sostegno ad esse nel rapporto con i figli, tenendo in gran conto il rischio della dipendenza in tutte le sue possibili forme. Intendiamo rompere ogni ambiguita' nella comunicazione con la societa' civile ed e' in tal senso che sara' caratterizzata la campagna di informazione contro le droghe, in corso di attivazione. Infine, abbiamo ben presente che il reinserimento nel mercato del lavoro e' un obbiettivo altrettanto decisivo quanto quello della terapia e della riabilitazione. Stiamo compiendo e compiremo ogni sforzo per potenziare questo settore di intervento". "Lo Stato ha esercitato un suo preciso diritto-dovere, in applicazione dell'accordo Stato-Regioni del gennaio 1999. Con le disposizioni di principio sull'organizzazione e sul funzionamento dei Sert, i servizi per le tossicodipendenze delle aziende Usl, non vogliamo privilegiare il privato sociale, ma piuttosto valorizzarlo". "Con la riforma finisce la fase di monopolio dello Stato nella cura e nel recupero dei tossicodipendenti: si garantisce finalmente ai cittadini il diritto di liberta' di scelta. La famiglia o il tossicodipendente stesso -ha proseguito il ministro del Welfare- ha il diritto di rivolgersi a quelle strutture, pubbliche o private, che meglio corrispondono ai bisogni propri. In questo senso -ha concluso- si tratta certamente di un decreto che segna una svolta in positivo alla droga e nell'azione di recupero dei tossicodipendenti".
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