Giovedì 11 giugno 2026
Menu

Italia. I risultati della comunita' di San Patrignano

Notizia ·
Tre ragazzi su quattro riescono a finirla con la tossicodipendenza dopo un periodo di soggiorno nella comunita' di recupero di San Patrignano. E' il risultato da una ricerca condotta dall'Universita' di Bologna e Urbino in collaborazione con il centro di recupero fondato presso Rimini da Vincenzo Muccioli.
I dati sono stati presentati da Giacomo Muccioli, figlio del fondatore, in occasione di un incontro moderato dal giornalista Gian Antonio Stella e organizzato nell'ambito della manifestazione 'Cortina Natura e Cultura 2004' per la presentazione del volume 'San Patrigano - Gente Permale', edito da Mondadori. Vi figura una raccolta di fotografie scattate dal fotografo Mauro Galliani che, avvalendosi anche di contributi come quello di Dominique La Pierre, tratteggiano la storia della comunita' che quest'anno celebra i 25 anni di attivita'.
Nel corso dell'incontro, Muccioli ha spiegato che "l'indagine e' stata condotta su un campione di 734 ospiti (su un totale di 18mila persone che in questi anni sono passate dalla comunita') vissuti a San Patrignano per almeno 18 mesi e dimessi da almeno tre anni. Ebbene il 72% di loro e' pienamente reinserito nella societa'!. Tuttavia, ha osservato, "il campione non e' speculare perche' il soggiorno medio, ovvero quello consigliato da noi, e' di almeno 3 anni. Tengo a precisare che le nostre cure sono gratuite e che non riceviamo sovvenzioni statali". L'attivita' del centro, ha detto, e' sostenuta al 50% dalle attivita' professionali dei ragazzi come la produzione di vino, l'artigianato, l'allevamento di animali, tra cui anche cani e cavalli, e al 50% dalle donazioni di privati. La vita quotidiana del centro di recupero e' stata invece illustrata da una giovane che ha affrontato il percorso di disintossicazione e oggi lavora nell'ambito della campagna di informazione contro la droga per la Presidenza del Consiglio. "I tempi sono molto scanditi e precisi, si dorme in camere con altre persone e ognuno e' responsabile dell'ordine. Per i servizi in cucina -ha spiegato- ci sono i turni e ognuno e' impiegato in un lavoro. Inoltre, siamo assistiti da psicologi che, nel mio caso, sono stati molto utili per il recupero di me stessa".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →