Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. I Sert, il Governo, le Regioni e la Corte Costituzionale

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La Consulta ha dato ragione alla Regione Emilia-Romagna che nell'agosto del 2002 aveva impugnato il decreto adottato dal ministro della salute il 14 giugno sull'organizzazione e il funzionamento dei Servizi per le tossicodipendenza (Sert). Le disposizioni del ministro sono illegittime -aveva scritto la Regione nel ricorso presentato alla Corte Costituzionale- perche' invadono la competenza concorrente delle Regioni, ledono il principio della leale collaborazione e violano precedenti accordi, tra cui l'intesa interistituzionale del 30 maggio 2002. Il provvedimento del ministro aveva sollevato anche la protesta della Conferenza dei presidenti delle Regioni, che l'11 luglio aveva chiesto al governo di ritirare il decreto. Dal canto suo, la Regione Emilia-Romagna aveva inviato una lettera alle Ausl affinche' garantissero, in attesa della sentenza, la piena applicazione della normativa regionale, in modo da assicurare ai cittadini le prestazioni sanitarie previste dal decreto del 29 novembre 2001 sui livelli essenziali di assistenza.
"La sentenza ora e' arrivata, ed e' una decisione corretta e condivisibile -ha commentato il presidente della Regione Vasco Errani- Noi non vogliamo governare a colpi di ricorsi. Occorre invece affermare un sistema di cooperazione istituzionale per costruire il federalismo". "Siamo ovviamente molto soddisfatti -rincara l'assessore alle politiche sociali Gianluca Borghi- e disponibili ad aprire un confronto istituzionale corretto con il governo sulle politiche per le tossicodipendenze. Al governo spetta il compito di definire i livelli di assistenza essenziali, alle Regioni le decisioni sull'organizzazione e il funzionamento dei servizi".
Sono circa 10.000 i pazienti tossicodipendenti seguiti dai 44 Sert dell'Emilia-Romagna, distribuiti fra 13 Aziende Usl. L'eta' media dei pazienti e' attorno ai 28 anni; prevalgono gli uomini, mentre l'eroina rimane la sostanza di cui si fa maggiore abuso. Il 47% ha un lavoro regolare, il 58% non e' sposato ed il 48% vive in famiglia; il 77% risulta incensurato. Accanto alla tradizionale somministrazione di farmaci, molti utenti hanno usufruito anche di sostegno psicosociale e riabilitativo, psicoterapia, sostegno psicologico e interventi di servizio sociale. In Emilia-Romagna la rete dei servizi opera integrando le competenze delle strutture pubbliche e l'esperienza delle associazioni di volontariato e delle comunita' terapeutiche.
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